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Allenamento e diabete: come comportarsi

Allenamento e diabete: come comportarsi

di in Allenamenti - Tecniche di allenamento

ultima modifica: 26 settembre 2017


L'ipoglicemia che può manifestarsi durante, immediatamente dopo o diverse ore dopo l'attività fisica, può essere evitata tramite un corretto uso della terapia insulinica.

Cosa è l'insulina

L'insulina è un ormone prodotto dalle cellule Beta del pancreas, le sue funzioni nello specifico sono:

  • aumentare l'uptake cellulare, overo la permeabilità delle cellule muscolari al glucosio e agli aminoacidi
  • inibire la lipollisi e la glicolisi
  • stimolare la liposintesi e la glicogenosintesi

Tutto ciò con conseguente riduzione del glucosio presente nel flusso ematico.
I livelli di insulina si elevano con alimenti ad alto contenuto di aminoacidi ramificati che stimolano particolari incretine quali GLP-1 E GIP comportando per altro una migliore sensibilità dei GLUT-4 (deputati al trasporto di glucosio).

Due tipi di diabete

Diabete di tipo 1 (insulino-dipendente)

Caratteristiche:

  • si sviluppa prevalentemente in età giovanile
  • mancanza di produzione di insulina, ormone di fondamentale importanza per regolare l’ingresso di glucosio nel sangue e il conseguente utilizzo
  • conduce ad alterazioni dei valori di glicemia

Diabete di tipo 2 (diabete mellito)

Caratteristiche:

  • forma più comune di diabete
  • si sviluppa in età adulta
  • colpisce soprattutto i soggetti obesi o in sovrappeso
  • c’è la produzione di insulina, ma la quantità non è sufficiente a soddisfare le richieste del nostro organismo
  • si ha un aumento di glicemia nel sangue (iperglicemia)

le cause che possono portare al presentarsi di queste patologie sono come prima cosa l'ereditarietà genetica, principalmente rivolta al diabete di tipo 1 dato che il D2 deriva principalmente da sedentarietà e da sovrappeso/obesità contornate da diete ricche di glucidi da qui si puo già intuire che un sistema efficace nella prevenzione diabetica si ritrova nell'attività fisica.

Quale attività fisica scegliere?

I vantaggi:

  • migliorare l’efficacia cardio-respiratoria
  • abbassare i livelli di glicemia
  • benessere psico-fisico

È oramai accertato che qualsiasi forma di attività fisica migliora il profilo lipidico (i grassi nel sangue) e influisce positivamente sul sistema cardiovascolare; nonostante ciò diversi sono gli studi che non sono riusciti a dimostrare un effetto reale sul miglioramento del controllo glicemico in pazienti affetti da diabete mellito di tipo I, questo non significa che coloro che sono affetti da D1 non devono assolutamente fare attività fisica, anzi tutti coloro che non manifestano complicanze e che hanno un buon controllo dei valori glicemici dovrebbero farla.
L’ipoglicemia che può manifestarsi durante, immediatamente dopo o diverse ore dopo l’attività fisica, può essere evitata tramite un corretto uso della terapia insulinica per esempio prima di un’attività fisica intensa di tipo anaerobico, l’insulina dovrebbe essere ridotta proprio per evitare il rischio ipoglicemia ottenuto da un effetto secondario dell’insulina e dell’attività fisica.

Cosa fare per regolare la risposta glicemica

Per regolare la risposta glicemica durante l’esercizio fisico, consigliamo queste linee guida:

  • accertarsi di avere un buon controllo metabolico prima di iniziare un regime di attività fisica
  • monitorare i livelli di glucosio ematico prima e dopo l’attività fisica (possibilmente anche durante)
  • assumere alimenti glucidici durante un'attività fisica prolungata nonché evitare pasti estremamente ricchi e privilegiare tanti piccoli spuntini glucidico/proteici nell'arco della giornata per evitare appunto situazioni di ipoglicemia

NB: negli adolescenti i cambiamenti ormonali possono contribuire a rendere difficoltoso il controllo glicemico ed è quindi necessario un più frequente monitoraggio.

Come l'attività fisica può aiutare a contrastare questa patologia

Come prima cosa è stata riscontrata una diminuzione delle concentrazioni di glucosio durante e dopo l’esercizio nonché un miglioramento della sensibilità insulinica e una riduzione della sua richiesta da parte dell'organismo. Inoltre le concentrazioni basali, postprandiali di insulina e le concentrazioni di emoglobina glicosilata.
Un miglioramento dell’ipertensione lieve e moderata e della funziona cardiocircolatoria associate a un miglioramento dell’intero profilo lipidico associato a una diminuzione dei trigliceridi, in percentuale minore le LDL e a un aumento significativo delle HDL.
Un incremento della forza e dell’elasticità. Ultimo, ma non per importanza, la perdita di peso associata a un maggior dispendio energetico.

I possibili rischi indotti dall'allenamento

Ci sono anche dei rischi però indotti dall’allenamento (qui vengono citati i piu gravi) ovviabili attraverso il corretto monitoraggio dei parametri sopra citati:

  • ipoglicemia a insorgenza tardiva dopo l’esercizio
  • iperglicemia dopo un esercizio particolarmente intenso
  • angina pectoris
  • infarto del miocardio
  • morte improvvisa
  • peggioramento delle complicazioni a lungo termine del diabete come la retinopatia proliferativa
  • distacco della retina
  • europatia periferica
  • lesioni alle articolazioni e ai tessuti molli
  • diminuita risposta cardiovascolare all’esercizio fisico
  • diminuita capacità aerobica
  • diminuzione del senso della sete
  • ipotensione postulare
  • alterata funzione gastrointestinale

Alcune linee guida sull'allenamento

  • tipo: aerobico
  • 50-70% della massima capacità aerobica (l’energia necessaria deriva principalmente dall’ossidazione del glucosio)
  • durata: 20-60 minuti
  • frequenza: 3-5 volte alla settimana

Gli sport raccomandati o autorizzati sono:

  • marcia veloce
  • corsa leggera
  • nuoto
  • sci
  • tennis
  • equitazione
  • golf
  • calcio
  • pallavolo

Sconsigliati invece sono:

  • pugilato
  • lotta libera e greco-romana
  • paracadutismo
  • tutti gli sport estremi o ad alto impatto cardiocircolatorio

NB: nelle attività protratte per molto, es 2-3 ore di attività fisica, vengono esaurite le riserve di glicogeno e vengono utilizzati come substrato principale i FFA (Free Fatty Acids)  e si riduce la gliconeogenesi a livello epatico conducendo ad avere delle concentrazioni ematiche di glucosio ai limiti inferiori della norma (a concentrazioni < a 50 mg mg/dL si rischia la crisi ipoglicemica).

Evitare le crisi di iper e ipoglicemia:

  • in caso di utilizzo di un analogo rapido all’insulina somministrarlo almeno 2 ore prima dell’esercizio, e di 3-4 ore in caso di un insulina umana regolare
  • se la somministrazione avviene prima di 1 ora dall’esercizio è opportuno fare l’iniezione in un area del corpo non sottoposta a esercizio
  • mangiare 1-3 ore prima dell’esercizio e controllare che la concentrazione di glucosio sia in un intervallo di sicurezza (150-250 mg/dL) prima di iniziare l’esercizio
  • spuntino a base di carboidrati durante l’esercizio
  • incrementare l’apporto di nutrienti per più di 24 ore dopo l’esercizio
  • monitoraggio delle concentrazioni ematiche di glucosio e dei chetoni urinari

NB: in caso di chetouria si suggerisce di ritardare l'esercizio se le concentrazioni di glucosio sono inferiori a 150 mg/dL o superiori a 250 mg/dL. Per valori inferiori a 150 mg/dL si consiglia di somministrare 20.50 g di carboidrati.

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