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La struttura del Core e i muscoli interessati

La struttura del Core e i muscoli interessati

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ultima modifica: 25 luglio 2017


Il core, il nucleo, è quella zona rappresentata da tutti i muscoli compresi fra spalle e pelvi che agiscono nel trasferimento di forza dalla colonna alle estremità ovvero consentendo il collegamento reciproco fra tratto assile e tratti appendicolari.

Definizione

Il core, il nucleo, è quella zona rappresentata da tutti i muscoli compresi fra spalle e pelvi che agiscono nel trasferimento di forza dalla colonna alle estremità ovvero consentendo il collegamento reciproco fra tratto assile e tratti appendicolari.
In pratica consente di mantenere una buona stabilità prossimale assicurando al contempo mobilità distale, rappresentando un vero e proprio sistema di stabilizzazione spinale.

La struttura del Core

Sottosistema passivo

Costituido da:

  • Legamenti vertebrali
  • Dischi intervertebrali

Questi elementi presentano una funzione stabilizzante lombo pelvica limitata, ma al contempo risultano fondamentali alla trasmissione di posizione e movimento della colonna vertebrale al SNC.

Sottosistema neurale

Modula la stabilità delle varie strutture in risposta a varie sollecitazioni e ne permette il movimento esplica la sua funzione contraendo le fibre muscolari in base ai feed ricevuti dai propriocettori.

Sottosistema attivo

Composto dalle strutture muscolo-tendinee che agiscono sulla zona lombo-pelvica permette di mantenere una sufficiente stifness vertebrale permettendone stabilità e mobilità.

La struttura dei sottosistemi

A sua volta ogni sottosistema presenta un'unità interna e una esterna (da tenere in considerazione come singola entità durante la programmazione). La prima è costituita dal diaframma superiormente, dal pavimento pelvico inferiormente, dal traverso dell'addome frontalmente e dal multifido posteriormente.
Questo insieme di muscoli hanno la funzione di "fasciare" e stabilizzare la colonna vertebrale.

La seconda comprende muscoli che possono aumentare le forze di compressione sulle articolazioni e i legamenti, questi si possono raggruppare in quattro sistemi:

Obliquo-posteriore

Contribuisce al trasferimento del carico passando per il cingolo pelvico nelle attività rotazionali e nel passo.

È composto da:

  • Gran dorsale
  • Grande gluteo
  • Fascia toracodorsale

Longitudinale profondo

Può aumentare la tensione nella fascia toracodorsale e migliorare la compressione attraverso le articolazioni sacro iliache.

È composto da:

  • Erettore spinale
  • Lamina profonda della fascia toracodorsale
  • Legamento sacrotuberoso
  • Bicipite femorale

Obliquo anteriore

Entra in gioco in tutte le attività del tronco, degli arti inferiori e superiori

È composto da:

  • Obbliqui dell'addome
  • Adduttori controlaterali della coscia
  • Fascia addominale anteriore

Laterale

Composto da elementi fondamentali per la funzione del congolo pelvico nell'assunzione della stazione eretta e nel passo (vengono inibiti in situazioni di instabilità).

È composto da:

  • Medio gluteo
  • Piccolo gluteo
  • Adduttori della coscia

Il modello a catena muscolare

Facendo riferimento all'allenamento funzionale, possiamo affermare che non è possibile allenare e valutare singolarmente i muscoli e le componenti del core. Dobbiamo invece considerare il complesso come insieme di elementi che assieme conducono al movimento, risulta necessario dunque ragionare per catene muscolari.
La catena muscolare a differenza di una catena articolare è costituita da elementi plastici anziché rigidi, secondo Bousquet possiamo classificare 5 catene muscolari:

Catena statica posteriore

Si oppone allo squilibrio anteriore del tronco e a quello antero-interno degli arti inferiori, questo consente di deviare le tensioni di tipo statico alla parte posteriore del corpo.

Catena retta anteriore

Agisce anteriormente a livello dell'anca attraverso lo psoas e l'iliaco mentre posteriormente sfrutta il semi-membranoso per poi tornare ad agire frontalmente attraverso l'estensore lungo delle dita e terminare sotto la volta plantare.

Catena retta posteriore

Questa catena scende dalla nuca fino al grande gluteo, procede anteriormente con il retto anteriore per poi concludere posteriormente con il soleo e terminando sul calcagno.

Catena crociata posteriore

Crea due tragitti:

  • Anterointerno
  • Bicipite lungo e breve, tibiale anternioreed estensore lungo dell'alluce
  • Postero-interno sartorio

Catena di chiusura degli arti inferiori

È la continuazione della crociata anteriore, e procede dall'interno della coscia verso l'esterno del ginocchio.

I benefici riscontrati attraverso l'allenamento del Core

  • Miglioramento della capacità di concentrazione e autovalutazione date da una maggiore consapevolezza del proprio corpo nello spazio
  • Adattamento neurale (riallacciato al punto precedente) e controllo del corpo nello spazio.
  • Miglioramento dell'equilibrio e delle abilità motorie
  • Incremento della resistenza data sia da una componente aerobica che da una maggiore attivazione degli stabilizzatori ad aiutare i prime mouver
  • Sviluppo della forza
  • Miglioramento della mobilità articolare e dell'elasticità

 

 

 

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