Nutrizione Diete

Integrazione e tarda età

Integrazione e tarda età

di in Nutrizione - Diete

ultima modifica: 11 ottobre 2018


Anche per le fasce di età meno giovani vi è la possibilità di attuare un programma di attività fisica e di integrazione che possa contrastare l'invecchiamento cellulare e tutte le patologie che si fanno spazio con l'avanzare dell'età.
Un soggetto anziano incorre con l'andar del tempo in svariate malattie più o meno gravi, che possono degenerare qualora non siano prese misure preventive.

Anche per le fasce di età meno giovani vi è la possibilità di attuare un programma di attività fisica e di integrazione che possa contrastare l'invecchiamento cellulare e tutte le patologie che si fanno spazio con l'avanzare dell'età.

Un soggetto anziano incorre con l'andar del tempo in svariate malattie più o meno gravi, che possono degenerare qualora non siano prese misure preventive. Malattie che affliggono il sistema nervoso quali l'Alzheimer , forme disparate di demenza senile; passando poi attraverso l'apparato osteo-articolare come l' osteoporosi, malattie metaboliche gravi qui il diabete di tipo II, o tumori.


Gli anziani di oggi, ahimè, sono sempre diffidenti verso il mondo dell'integrazione e del benessere, molto più dei nuovi adulti che contro ogni previsione sono informatissimi in merito all'argomento. Certamente si tratta di una cultura pressoché settoriale e limitata ai prodotti di loro interesse quali termogenici, BCCA, pre-workout e drenanti. Prodotti senza dubbio utilissimi ma in quanto a ciò che si utilizza a scopo preventivo occorrerebbe aprire un capitolo a parte.


Alimentazione alla vecchia maniera a base di eccessi, sia nelle quantità, nei condimenti che nello scegliere grassi idrogenati e latticini. A questo si aggiungono il fumo, la sedentarietà prolungata per moltissimi anni che costituiscono il quadro generale di una popolazione di anziani italiani afflitti da patologie che potrebbero anche prevenirsi in maniera decisa. Quando ormai siamo davanti ad una malattia conclamata (figlia di una serie di sintomi che non sono mai stati curati) possiamo solamente prendere provvedimenti tramite la somministrazione di farmaci adeguati.


IPERTENSIONE ARTERIOSA: spesso l'anziano soffre di pressione arteriosa elevata. Sovente essa risulta causata dall'utilizzo di altri farmaci prescritti per la cura di patologie croniche (come ad esempio il cortisone) , o più semplicemente per il troppo fumo o le abitudini alimentari sbagliate che creano ostruzioni progressive dei vasi arteriosi. L'attività fisica regolare soprattutto di tipo aerobico consente di abbassare le resistenze periferiche e ridurre la pressione, inoltre sarà concesso l'attuare lavori in cui verranno utilizzati sovraccarichi molto bassi con ripetizioni lunghe, andranno evitati sforzi isometrici lasciando spazio ad allenamenti con costante controllo della frequenza cardiaca mediante utilizzo di cardiofrequenzimetro.
Dal punto di vista nutrizionale - integrativo evitare cibi troppo carichi di sale, insaccati che hanno quantità immani di nitriti e nitrati (considerare che spesso 100 gr di prodotto contengono la bellezza di 2 o più gr di sale), limitare i cibi in scatola, sottaceti, formaggi stagionati.
Importante l'apporto degli omega tre a supporto del sistema circolatorio. Omega Krill è un integratore alimentare a base di olio di krill antartico ricco di acidi grassi Omega-3, in particolare EPA e DHA. Secondo numerosi studi, l'olio di krill riduce l'infiammazione cronica ed in particolare del cuore e del sistema vascolare, con un significativo riconoscimento dell'EFSA come sostanza protettiva contro il rischio di malattie cardiovascolari.

 

SARCOPENIA: ci troviamo davanti ad un fenomeno fisiologico che compare in maniera del tutto naturale con il passare del tempo. Dai 50 anni in poi si manifesta una progressiva perdita della massa muscolare ed un incremento della massa grassa, creando discapito nella vita di tutti i giorni. La mancanza di massa magra è altresì un deficit per la quotidianità, con l'insorgenza di fratture ossee.

Ovviamente si può apporre rimedio a questa situazione inserendo nella dieta una quota proteica adeguata per attutire eventuali peggioramenti precoci. Anche per il nostro anziano possiamo prescrivere l'utilizzo di proteine in polvere da inserire fra un pasto e l'altro. Ho consigliato già in presenza di tali quadri clinici l'utilizzo delle ISO-FUJI in quanto risultano arricchite di amminoacidi essenziali, necessari per la sintesi proteica e l'anabolismo. Assolutamente digeribili poiché quasi del tutto prive di lattosio e arricchite di vitamina B6 per contrastare gli stati di affaticamento. In questo modo l'anziano potrà contrastare al meglio tale stato e non appesantire neppure il sistema digestivo con prodotti che magari fino a quel momento esulavano dalla sua alimentazione.

 

OSTEOPOROSI: sopratutto nelle donne oltre i 50 anni d'età e nell'anziano è comune vedere la densità ossea diminuire col passare del tempo. Anche questo passaggio avviene per un deterioramento fisiologico del corpo umano, ma come tutte le patologie possono essere contrastate prima di arrivare alla frattura. Le misure preventive che si adottano in primis riguardano la prescrizione di attività fisica contro gravità e contro resistenza, ergo in palestra e con dei carichi che stimolino la mineralizzazione dell'osso. Bandite le attività in piscina, poiché in assenza di gravità non vi è lo stimolo necessario affinché il tessuto osseo si ricrei e ci sia un incremento di densità all'interno dell'osso stesso.
L'esame che va consigliato in questi casi (specialmente al pubblico femminile) è la MOC, da cui si  evincerà anche lo stadio di osteoporosi del paziente affetovi. Dal punto di vista integrazione è essenziale l'utilizzo della VITAMINA D, specialmente in pazienti che non escono spesso di casa poiché la sua produzione è stimolata dai raggi solari.
Introdurre nella dieta alimenti ricchi di calcio quali broccoli, carciofi, cavoli, fichi secchi, sesamo.

 

DIABETE: tutti in famiglia abbiamo un parente affetto da diabete di tipo due. Il diabete mellito (o alimentare) è la malattia del secolo, figlia dell'eccesso alimentare e del consumo smodato di zuccheri e cibi raffinati. Si tratta di una vera e propria piaga che ha un costo sul sistema sanitario nazionale (2.6 milioni di pazienti in cura in Italia per un totale che ammonta a 20.3 miliardi all'anno) non indifferente e destinato purtroppo ad aumentare. La prevenzione in questo caso andrebbe considerata come unica via , poiché il diabete mellito è l'unica forma sotto cui si presenta la patologia che è possibile se non altro arginare e limitare affinché non sfoci in episodi ben più gravi di degenerazione.
Tramite il prelievo di sangue e l'accertamento del dato relativo alla glicemia siamo già in grado di capire quant'è il livello dello zucchero nel sangue a digiuno (tra 60 e 110 mg / dL è nella norma). Zuccheri complessi utilizzati senza controllo, cibi raffinati che subiscono miriadi di lavorazioni prima di giungere a prodotto finito (come la pasta di grano duro e quella integrale, la quale non è meno elaborata solo perché più ricca di fibre dell'altra) , sono il male peggiore per un individuo che magari ha casi precedenti in famiglia e quindi anche un indice di incidenza maggiore di sviluppare la malattia.

Per cercare di arginare la situazione o tamponarla quando si è già affetti dal diabete mellito ed evitare di peggiorare, possiamo prescrivere attività fisica ed integrazione come migliore cura. In particolare, lo scopo delle sessioni di allenamento, sarà sempre quello di raggiungere una elevata intensità e quindi spingere il sistema cardiocircolatorio al massimo. Questo tipo di allenamento (peraltro consigliato a digiuno) serve per abbassare progressivamente la quota di zuccheri nel sangue, un interval training ad alta intensità (HIIT) permetterà di raggiungere lo scopo. Il soggetto dovrà indurre un calo ponderale del peso corporeo nel corso del tempo, poiché la patologia si affianca ad un sovrappeso conclamato e accumulo di adipe sopratutto nella zona viscerale.

Dal punto di vista dietetico ovviamente il paziente verrà seguito e dovrà adattarsi ad un regime glucidico controllato privilegiando una dieta iperproteica, almeno fin quando l'equilibrio non verrà ristabilito. Carboidrati ammessi ma con indice glicemico basso quali ad esempio l'avena, il riso integrale, il farro, il riso rosso (adatto anche per i problemi di colesterolo in quanto contiene monocolina K), il riso venere, fragole, arance, mele, latte scremato, latte di soia senza zuccheri aggiunti.

Capitolo integrazione: il regolatore glicemico sempre con se ad ogni pasto. Insulomin-R, è un integratore alimentare a base di estratti vegetali (berberis, melone amaro, gymnema, cannella), con cromo e acido R-alfa-lipoico. Gli estratti presenti in Insulomin-R® contribuiscono al mantenimento dei livelli normali di glucosio nel sangue ed al metabolismo dei carboidrati, mentre l'estratto di berberis svolge un effetto benefico sulla regolare funzionalità dell'apparato cardiovascolare. L'estratto di Gymnema, oltre a contribuire al metabolismo di carboidrati e lipidi, supporta anche il controllo del senso di fame. Insulomin-R® è impreziosito con acido R-alfa-lipoico.

Insulomin-R® è il più innovativo e completo, ma soprattutto efficace Glucose Disposal Agent che possiamo trovare, e grazie ai suoi efficaci e elementi in sinergia, favorirà che i pasti a base di carboidrati vengano utilizzati per costruire nuovi muscoli e per aiutare i processi di termogenesi.


Alcune di queste patologie insieme vanno a costituire la cosiddetta SINDROME METABOLICA, che rappresenta il quadro clinico più grave poiché il soggetto risulterà affetto da ipertensione, diabete, sovrappeso nello stesso tempo. È quindi più difficile, ma non impossibile, trattare il paziente nonostante le affezioni coincidano nel medesimo tempo. La cosa migliore da fare è non arrivare a tanto, cercare quindi di lavorare sulla PREVENZIONE.
Arrivare al cospetto del medico quando ormai la patologia è conclamata rischia di mettere il paziente in uno stato d'animo più negativo (per il sovrappeso, per la sensazione di malessere generale) e meno disposto a curarsi. La vera cura è la coesistenza stabile e duratura di attività fisica, integrazione e alimentazione adeguata alle reali necessità. Uno stile di vita che si dovrebbe avere per sempre, perché la nostra salute è responsabilità propria e va tutelata da qui all'eternità.

Tag: diabete attività fisicadiabete glicemiadiabete insulomin-rdiabete integratoriipertensione arteriosa dietaipertensione arteriosa ed esercizio fisicoipertensione sport sconsigliatimalattie della terza etàosteoporosi cosa èosteoporosi integratoriosteoporosi mocpatologie dell'anzianopatologie dell'invecchiamentosarcopenia cos'èsarcopenia dietasarcopenia integratori

Articoli consigliati:

L'intestino e le sue connessioni con il sistema nervoso centrale (SNC)

Che esista una correlazione tra il sistema nervoso centrale ed il nostro intestino è cosa ormai comprovata e assodata. Il sistema nervoso centrale… leggi tutto

Il metodo Kousmine

Il metodo Kousmine è un sistema dietetico basato sull'esperienza della Dott.ssa Catherine Kousmine. leggi tutto

La dieta Atkins: funziona?

Creata con l'obiettivo di perdere peso, la dieta Atkins è molto popolare negli USA: come funziona, quali sono le 4 fasi della dieta e cosa mangiare. leggi tutto