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Azotemia e Bodybuilding
Azotemia e Bodybuilding

Azotemia e Bodybuilding

Data: 07 aprile 2020

Nel corso della mia carriera trentennale di personal trainer, preparatore atletico e diet coach, ho avuto molta esperienza con i valori ematici dei miei clienti. Infatti anche non essendo medico e senza autorità diagnostica, ho moltissima esperienza appresa a stretto contatto con il dottor Roberto Dall’Aglio al quale devo quasi tutto di ciò che conosco oggi.

Alimentazione e allenamento: due facce della stessa medaglia

Mi sono sempre occupato e non solo dell’allenamento dei miei clienti ma anche della loro alimentazione. Credo infatti che quando si somministra un tipo di allenamento, che è come una medicina, devo essere sicuro che il mio cliente abbia assunto una quota calorica e una quota di macronutrienti adeguata, per non incorrere, in primis, a degli spiacevoli cali energetici.

 

Per esempio, se preparo un allenamento ad altissima intensità per una donna, mi preoccupo sempre di chiedere come è stata la sua alimentazione durante quella giornata soprattutto all’inizio del nostro rapporto lavorativo. Questa è una cosa che ho imparato molto presto, in quanto nei primissimi mesi della mia carriera mi è capitato di avere clienti che mangiando indiscriminatamente pochissime calorie, avevano problemi durante le nostre lezioni.

 

I problemi che si incontrano in questi casi sono ad esempio nausea, debolezza, senso di svenimento ma questi sono solo alcuni degli effetti negativi che si possono incontrare se ci si allena con un’intensità asincrona con l’alimentazione. Quindi, come personal trainer e diet coach, mi preoccupo sempre di stipulare una corretta alimentazione in base agli obiettivi che il cliente mi pone, dopo chiaramente aver fatto un’anamnesi del soggetto.

Le quote proteiche

Quando preparo un’alimentazione corretta per una persona mi preoccupo sempre in primo luogo di avere una quota proteica adeguata per non andare incontro ad un bilancio negativo di azoto, preambolo di un piano fallimentare.

 

Ho diversi parametri di percentuali proteiche in un’alimentazione programmata: ad esempio, se utilizzo una dieta chetogenica so che non dovrò mai superare il 30% dell’apporto calorico totale in proteine. Altrimenti quest’ultime si convertirebbero in glucosio attraverso la gluconeogenesi, facendoci uscire da quel meraviglioso trucco metabolico chiamato chetosi. In un’altra situazione dove ad esempio alleno un bodybuilder di medio-alto livello, la quota proteica applicata durante i periodi di gara si spingerà fino al 70 %del valore totale calorico. Ho fatto questa premessa per evidenziare che tutti i clienti che seguo in palestra o che preparo per altri sport di alto livello hanno una quota proteica nella loro alimentazione sicuramente più alta di una persona sedentaria.

 

Chi mi conosce sa quanto sono scrupoloso e pignolo sul mantenere la salute dei miei clienti e la loro longevity al top. È per questo che sono solito chiedere esami ematici di routine almeno 2 volte L’anno. Questa pratica mi permette di sapere nero su bianco se il mio cliente ha qualche problema di salute e se l’alimentazione, l’integrazione e l’allenamento sono ben strutturati ed in perfetta sintonia tra loro.

Azotemia e bodybuilding

Oggi vi voglio parlare di un valore ben specifico degli esami del sangue: l’azotemia ematica. Cos’è il valore di azotemia ematica? L’azotemia e la quota di azoto non utilizzabile, quindi non legato alle proteine (che contengono circa il 15% di azoto totale N.d.R.).

Molte volte mi trovo il classico asterisco " * " sul valore dell’azotemia degli esami, con la conseguente preoccupazione del cliente che mi chiama nel panico più totale. Facciamo un po’ di chiarezza: l’azotemia nel sangue può essere alta per diversi fattori.

  1. Il primo è l’eccesso di proteine che viene utilizzato a scopo energetico e lascia questo azoto non utilizzabile.
  2. Il secondo può essere un grave catabolismo muscolare (abbastanza remoto negli esami che mi capita di leggere).
  3. Il terzo una grave compromissione renale.

Quasi tutte le persone non esperte di alimentazione iper-proteica attribuiscono immediatamente questo valore a un sovraccarico del rene o ad una sua funzione compromessa. Niente di più errato. Perlomeno nel 95% dei casi che mi capita di leggere. Infatti non è quasi mai così. Il valore principale della funzionalità renale e la creatinina.

 

In questo caso anche dei piccoli valori oltre il range delle creatinine sono da prendere in seria considerazione. Mentre i valori alti di azotemia no. Mi capita spesso di leggere valori di azotemia vicino ai 60 soprattutto in bodybuilders avanzati (valori normali fino a 50) ma quasi mai con una creatinina fuori range. Possiamo affermare quindi in tutta tranquillità (anche se non essendo medico non avrei autorità per fare alcun tipo di diagnosi) che l’azotemia alta in una persona che segue una dieta normo/iper proteica, come la maggior parte di chi si allena in palestra per l’aumento della massa muscolare o per migliorare la performance atletica, non è un valore significativo di danno renale o di problemi gravi, a meno che non ci sia un valore di creatinina oltre il limite. In questo caso, il valore di azotemia potrebbe essere elevato anche mangiando poche proteine. Oppure durante una malnutrizione molto accentuata.

Conclusione

Possiamo dire chi valori di azotemia alti in soggetti che assumono una quota proteica abbastanza alta non è assolutamente un valore preoccupante né significativo se non confermato da un livello di creatinina fuori range.

 

Una nota appropriata va fatta a proposito dell’apporto idrico giornaliero. Personalmente consiglio dai 3,5 agli 8 lt di acqua al giorno per uomini e donne. 1 lt dei quali lo consiglio a stomaco vuoto, tutti i giorni. Come ampiamente spiegato in un precedente articolo le proteine non sono nemiche dei reni né del fegato, l’unica accortezza è che bisogna bere molto. Con i miei clienti tenendo questo comportamento, i problemi renali ed epatici a oggi sono zero.

 

 

 

Fonti

  • William F Martin, Lawrence Armstrong and Nancy Rodriguez. Review: "Dietary protein intake and renal function." Nutrition & Metabolism 2005 2:25 DOI: 10.1186/1743-7075-2-25.
  • LaBounty, P, et al. (2005). Blood markers of kidney function and dietary protein intake of resistance trained males. J Int Soc Sports Nutr.2:5.
  • Eric L. Knight, MD, MPH, et. al. "The Impact of Protein Intake on Renal Function Decline in Women with Normal Renal Function or Mild Renal Insufficiency." Ann Intern Med. 2003;138(6):460-467.
  • Poortmans JR, Dellalieux O. "Do regular high protein diets have potential health risks on kidney function in athletes?" Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2000 Mar;10(1):28-38.



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