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Vitamina D: dove si trova e a cosa serve

Vitamina D: dove si trova e a cosa serve

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 29 maggio 2017


Poiché il nostro organismo produce vitamina D per effetto della luce solare sulla pelle, molti specialisti la considerano più un ormone che una vitamina. Nonostante questo, secondo le attuali definizioni, essa è sia una vitamina sia un ormone.

Poiché il nostro organismo produce vitamina D per effetto della luce solare sulla pelle, molti specialisti la considerano più un ormone che una vitamina. Nonostante questo, secondo le attuali definizioni, essa è sia una vitamina sia un ormone.

Fonti alimentari

Due sono le principali fonti alimentari di vitamina D, la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo). La vitamina D2, quella più spesso aggiunta al latte e agli altri alimenti, è anche la forma usata più di frequente negli integratori alimentari. Le fonti naturali di vitamina D sono l'olio di fegato di merluzzo, i pesci delle acque del Nord (sgombro, salmone, aringa e così via), il burro e il tuorlo d'uovo. I vegatali contengono poca vitamina D; tra questi, la fonte migliore sono le verdure a foglia verde scura.

Segni e sintomi di carenza

La carenza di vitamina D provoca rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti. Il rachitismo, caratterizzato da un'incapacità a calcificare la matrice ossea, provoca rammollimento delle ossa del cranio, flessione delle ossa delle gambe, incurvamento della colonna vertebrale e aumento delle dimensioni articolari. Benché un tempo comuni, queste patologie sono ora estremamente rare. La carenza di vitamina D si riscontra al giorno d'oggi soprattutto tra gli anziani che non si espongono al sole a sufficienza, in particolare tra coloro i quali vivono nelle case di riposo. Le conseguenze sono mancanza di forza, riduzione della densità ossea e dolore articolare1.

Effetti benefici

La vitamina D è nota in particolare per la sua capacità di stimolare l'assorbimento del calcio. Vi sono tuttavia varie forme di vitamine D, ciascuna delle quali esercita un diverso livello di attività sul metabolismo del calcio. Nella cute, la luce solare trasforma il precursore della vitamina D, 7-deidrocolesterolo, in vitamina D3 (colecalciferolo). Viene poi trasportato verso il fegato e convertito da un enzima in 25-idrossicolecalciferolo, che è cinque volte più potente del colecalciferolo. Un enzima nei reni converte poi il 25-idrossicolecalciferolo in 1,25-deidrossicolecalciferolo [1,25-(OH)2D3], che è dieci volte più potente del colecalciferolo ed è la forma più attiva di vitamina D3.
I disturbi del fegato o del rene interferiscono sulla conversione del colecalciferolo in più potenti composti di vitamina D. Molti pazienti affetti da osteoporosi hanno alti livelli di 25-OHD3, mentre il livello di 1,25-(OH)2D3 è piuttosto basso2. Questo significa che nell'osteoporosi si ha un impedimento alla conversione del 25-OHD3 in 1,25-(OH)2D3. I ricercatori hanno proposto molte teorie per spiegare questa diminuita conversione, inclusa una relazione con deficit di estrogeno e magnesio. Di recente è stato ipotizzato che l'oligominerale boro giochi un ruolo in questa conversione.
La vitamina D esercita anche molte proprietà anticancerogene, soprattutto contro i tumori del colon e della mammella3-6. L'incidenza del carcinoma del colon e della mammella è più elevato nelle zone dove l'esposizione alla luce solare è minore.

Forme disponibili

La vitamina D è disponibile in tutte le forme sopra descritte. La vitamina D2 è la più comune forma di supplemento nutrizionale. Il calcitriolo, la forma farmacologica (che richiede prescrizione medica) della vitamina D [1,25-(OH)2D3], è circa dieci volte più potente della vitamina D2 o D3. I medici prescrivono il calcitriolo soprattutto per i pazienti con problemi renali, poiché costoro non sono in grado di convertire la vitamina D nella sua forma più attiva.

Usi principali

L'uso principale della vitamina D è la prevenzione della carenza di vitamina D che potrebbe verificarsi in persone che seguono una dieta vegetariana integrale (le fonti alimentari sono tutte di origine animale). Sono soggetti a rischio di carenza anche i lavoratori dei turni notturni, le persone di pelle scura che si espongono poco alla luce del giorno, chi soffre di malattie intestinali, renali o epatiche.

Dosaggi specifici

La dose giornaliera consigliata è compresa tra 200 e 400 UI al giorno. Per le persone anziane che non si espongono alla luce solare o che abitano alle latitudini più settentrionali, si raccomanda un'assunzione quotidiana di 400-800 UI. Si sconsiglia di somministrare supplementi in quantità superiore alle 400 UI al giorno, nella maggior parte degli adulti, dei bambini piccoli e degli adolescenti.

Avvertenze e precauzioni

La vitamina D, tra tutte le vitamine, è quella potenziamente più tossica. Non sono assolutamente raccomandati dosaggi superiori a 1000 UI al giorno. Aumento della concentrazione di calcio nel sangue (condizione potenzialmente grave), deposizione di calcio negli organi interni e calcoli renali sono alcuni esempi di tossicità da vitamina D. Diversi ricercatori suggeriscono che un prolungato iperconsumo di vitamina D in cibi arricchiti contribuisca all'arteriosclerosi e alle cardiopatie, probabilmente come risultato di un ridotto assorbimento di magnesio7.

Interazioni

La vitamina D è legata in modo complesso al metabolismo del calcio. Interferiscono con l'assorbimento e/o il metabolismo della vitamina D i farmaci colestiramina, difenilidantoina, fenobarbital e gli oli minerali.

Note:

  1. Gloth FM and Tobin HD, Vitamin D deficiency in older people. J Am Geriatr Soc 43, 822-828, 1995.
  2. Lore F, Nuti R, Vattimo A, and Caniggia, Vitamin D metabolites in postmenopausal osteoporosis. Horm Metabol Res 16, 58, 1984.
  3. DeLuca HF, The vitamin D story: A collaborative effort of basic science and clinical medicine, FASEB J 2, 224-236, 1988.
  4. Pols HAP, et al., Vitamin D: A modulator of cell proliferation and differentiation. J Steroid Biochem Mol Biol 37, 873-876, 1990.
  5. Reicher H, Koeffler HP, and Normann AW, The role of vitamin-D endocrine system in health and disease. New Engl J Med 320, 980,981, 1989.
  6. Garland CF and Garland FC, Do sunlight and vitamin D reduce the likehood of colon cancer? Int J Epidemiol 9, 227-231, 1980.
  7. Seeling MS, Magnesium deficiency with phosphate and vitamin D excess: Role in pediatric cardiovascular nutrition. Cardio Med 3, 637-650, 1978.

 

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