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Selenio: cos'è, quali sono i benefici, dove trovarlo

Selenio: cos'è, quali sono i benefici, dove trovarlo

di in Nutrizione - Ricette e alimenti

ultima modifica: 19 febbraio 2019


Il selenio è un oligominerale che agisce, principalmente, come componente dell'enzima antiossidante glutatione perossidasi, che opera insieme alla vitamina E nel prevenire i danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari.

Il selenio è un oligominerale che agisce, principalmente, come componente dell'enzima antiossidante glutatione perossidasi, che opera insieme alla vitamina E nel prevenire i danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari.
Bassi livelli di selenio sono collegati a un maggiore rischio di cancro, disturbi cardiovascolari, malattie infiammatorie e altre patologie associate al danno da radicali liberi, inclusi l'invecchiamento precoce e la formazione di cataratta.

Fonti alimentari

Il livello di selenio negli alimenti è proporzionale al contenuto del minerale nel suolo (vedi tabella 29.1).

Tabella 29.1 Contenuto di selenio in alcuni elementi
Germe di grano 111
Noci brasiliane 103
Avena 56
Pane integrale 66
Crusca 63
Avena 56
Riso integrale 39
Rape 27
Aglio 25
Orzo 24
Succo d'arancia 19
I valori sono espressi in mcg su 100 g di alimento.

Segni e sintomi di carenza

Un deficit spiccato di selenio è associato alla malattia di Keshan, una grave cardiopatia che colpisce principalmente bambini e donne in età fertile ed è diffusa in alcune zone della Cina, dove la presenza di selenio nel suolo è molto bassa. Sempre in Cina anche la malattia di Kashin-Beck, una patologia artritica, è dovuta ai ridotti Iivelli di selenio.

La carenza di selenio può essere causa di altri disturbi cardiaci e astenia. Stati di deficit grave sono, tuttavia, estremamente rari. Più comune è l'assunzione cronicamente bassa di selenio associata ad aumento del rischio di canoro, cardiopatie e indebolimento della funzione immunitaria(1,2).

Dose giornaliera raccomandata

 Dose giornalien raccomandata per il selenio
Lattanti
sotto i 6 mesi
6-12 mesi

10 mcg
15
Bambini
1-6 anni
7-10 anni

20
30
Adolescenti e adulti
Maschi, 11-14 anni
Maschi, 15-18 anni
Maschi, oltre i 19 anni
Femmine, 11-14 anni
Femmine, 15-18 anni
Femmine, oltre i 19 anni
Donne in gravidanza
Donne durante l'allattamento

40
50
70
45
50
55
65
75

Effetti benefici

L'effetto positivo principale del selenio risiede nella sua azione antiossidante. In particolare, il selenio, sotto forma di seleniocisteìna, è presente nei quattro siri attivi dell'enzima glutatione perossidasi che ha un ruolo critico nella protezione dai radicali liberi e dal danno ossidativo. Oltre a questo ruolo, il selenio sembra esercitare una propria attività antiossidante e sembra essere coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei(3). Il selenio è, inoltre, un antagonista dei metalli pesanti come piombo, mercurio, alluminio e cadmio(4).

Forme disponibili

Il selenio è disponibile in diverse forme. Gli studi dimostrano che i sali inorganici, come la selenite di sodio, sono assorbiti meno efficacemente e non sono altrettanto attivi biologicamente rispetto alle forme organiche, come la seleniometionina e illievito arricchito di selenio, che, per questo motivo, sono preferibili(5,7).

Dosaggi specifici

Sebbene non esista una dose giornaliera consigliata specifica, si raccomanda agli adulti un'assunzione giornaliera di selenio compresa tra 50 e 200 mcg. A dosi elevate (consumo quotidiano superiore a 1000 mcg), il selenio può essere tossico. Per i bambini, una dose di 3,3 mcg/kg di peso corporeo si può ritenere corretta.

Avvertenze e precauzioni

L'organismo umano ha un bisogno di piccole quantità di selenio. Dosi anche solo di 900 mcg al giorno per lunghi periodi di tempo possono determinare in alcuni individui segni di tossicità. Tra i segni e i sintomi legati alla tossicità cronica da selenio vi sono: depressione, nervosismo, instabilità emotiva, nausea e vomito, alito e sudore all'odore di aglio e, in casi estremi, perdita dei capelli e delle unghie. La tossicità acuta da selenio provocata da fonti alimentari è rara(1).
Tra il 1983 e il 1984 tredici persone negli Stati Uniti rimasero intossicate per aver ingerito integratori sotto forma di compresse, contenenti dosi molto elevate di selenio. Per un errore di produzione, ciascuna compressa conteneva 27,3 mg di selenio, una dose 182 volte superiore a quella riportata sull'etichetta. Addirittura, una donna di 57 anni aveva già assunto 77 compresse da un flacone che ne conteneva 99, quando apprese dell'errore. Si stimò che la dose cumulativa, nell'arco di tre mesi, fu di 2387 mg di selenio. Dopo circa 11 giorni dall'inizio dell'assunzione degli integratori, notò una pronunciata perdita di capelli che progredì fino alla quasi completa calvizie nel giro di 2 mesi. In seguito comparve una striatura biancastra orizzontale su un'unghia, associata a dolore, gonfiore alla punta del dito e segni di infezione; queste alterazioni progredirono fino a interessare tutte le unghie. L'unghia colpita per prima finì per cadere. La donna manifestò anche periodici episodi di nausea e vomito, un alito all'aroma di latte acido e un progressivo affaticamento. Segni e sintomi analoghi furono riferiti anche da altri individui che avevano fatto uso delle stesse(34).

Interazione

Altri nutrienti antiossidanti collaborano in sinergia col selenio per aumentare l'attività della glutatione perossidasi. L'assorbimento di selenio è influenzato negativamente dai metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio ecc.) e da dosi elevate di vitamina C (influisce più sulla selenite di sodio che sulle forme organiche di selenio). L'assorbimento di selenio è presumibilmente ridotto dal consumo elevato di altri oligominerali, in particolare dello zinco. Vari farmaci, soprattutto i chemioterapici, possono aumentare il fabbisogno di selenio.

 

NOTE

1. Fan AM and Kizer KW, Selenium: Nutritional, toxicological, and clinical aspects. West J Med 153, 160-167, 1990.
2. Burle RF, Recent developments in trace element metabolism and function: Newer roles of selenium in nutrition. J Nutr 119, 1051-1054, 1989.

3. Contempre B, et al., Effect of selenium supplementation on thyroid hormone metabolism in an iodine and selenium deficient population. Clin Endocrinol 36, 579-583, 1992.

4. Andersen O and Nielsen JB, Effects of simultaneous low-level dietary supplementation with inorganic and organic selenium on whole-body, blood, and organ levels of toxic metals in mice. Environ Health Perspect 102 (Suppl. 3), 321-324, 1994.

5. Thomson CD, et al., Effect of prolonged supplementation with daily supplements of selenomethionine and sodium selenite of glutathione peroxidase activity in blood of New Zealand residents. Am J Clin Nutr 36, 24-31, 1982.

6. Lavender OA, et al., Bioavalaibility of selenium to Finnish men as assessed by platelet gluthation peroxidase activity and other blood parameters, Am J Clin Med 37, 887-897, 1983.
7. Mutanen M, BioavaIaibillty of selenium. Annals Clin Res 18, 48-54, 1986.

Tag: nutrienti

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