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La dieta zona: teoria, punti chiave e risultati

La dieta zona: teoria, punti chiave e risultati

di in Nutrizione - Diete

ultima modifica: 27 novembre 2017


Tale metodologia ha lo scopo di mantenere la produzione di insulina in una "zona" né troppo alta né troppo bassa, ma in "equilibrio", il tutto attraverso una particolare ripartizione dei macronutrienti ovvero 40% carboidrati, 30% proteine e 30% grassi nonché su una adeguata attività fisica e sul controllo quotidiano dello stress.

La dieta Zona è un protocollo alimentare ideata negli Stati Uniti dal biochimico Barry Sears. Tale metodologia ha lo scopo di mantenere la produzione di insulina in una "zona" né troppo alta né troppo bassa, ma in "equilibrio", il tutto attraverso una particolare ripartizione dei macronutrienti ovvero 40% carboidrati, 30% proteine e 30% grassi, nonché su una adeguata attività fisica e sul controllo quotidiano dello stress.

La teoria alla base della dieta zona

La teoria alla base della Zona sostiene che è possibile ottenere un'ottimizzazione del metabolismo umano conseguendo un determinato bilancio di una particolare classe di ormoni, gli eicosanoidi, perseguibile attraverso una proporzione ottimale tra insulina e glucagone.
Gli eicosanoidi rappresentano un gruppo di ormoni comprendente:

  • le prostaglandine
  • i leucotreni
  • i tromboxani
  • acidi grassi idrossilati etc...

Li possiamo distinguere in eicosanoidi "buoni" e "cattivi", quelli buoni:

  • favoriscono la vasodilatazione
  • stimolano la risposta immunitaria
  • combattono le infiammazioni

I punti chiave della dieta zona

  • L'insulina, ha la funzione di immagazzinare le sostanze nutritive all'interno delle cellule, basandosi sulla glicemia sanguigna. Un innalzamento della glicemia nel sangue stimola l'intervento dell'insulina, che riporta i livelli ematici di glucosio nella norma.
  • Un forte sbalzo della glicemia, derivato da dosi elevate di glucidi in un pasto, scatena una risposta insulinica elevata che, dopo aver riempito le riserve epatiche e muscolari, immagazzina tutti i carboidrati in eccesso nelle cellule adipose
  • Il glucagone, è l'antagonista dell'insulina, svolge dunque funzioni opposte ed è stimolato da cibi/pasti ad alto contenuto proteico e ridotte quote glucidiche.
  • In ogni pasto si devono assumere le proporzioni di carboidrati, proteine e grassi sopra indicate.
  • Tra un pasto e l'altro non devono trascorrere più di 5 ore.
  • Ridurre il più possibile il consumo di cibi ad alto indice glicemico.

Cosa prevede la dieta zona

  • una quota glucidica del 40%: principalmente sotto forma di frutta e verdura
  • una quota proteica del 30%: in prevalenza derivate da carni e formaggi magri, pesce, uova ecc...
  • una quota lipidica del 30%: preferibilmente monoinsaturi come olio di oliva

I risultati che si potrebbere conseguire con la dieta zona

  • controllare in maniera ottimale il peso corporeo
  • riduzione dei rischi cardiovascolari, dei tumori e di altre malattie
  • miglioramento della qualità del sonno e diminuzione complessiva della sonnolenza e delle ore totali di sonno
  • maggiore fluidità del sangue
  • vasodilatazione dei vasi sanguigni
  • maggiore lucidità e concentrazione
  • miglioramento dell'umore
  • maggiore tonicità muscolare
  • contrastare i processi di invecchiamento
  • maggiore efficienza cerebrale
  • maggiore resistenza alle infezioni

Cosa realmente succede

  • l'ipotesi che l'insulina produca eicosanoidi "cattivi" e il glucagone quelli "buoni" non è sostenuta da prove scientifiche
  • se le calorie introdotte sono elevate, soprattutto facendo riferimento a contesti normo calorici e ipercalorici, l’apporto proteico risulta essere decisamente elevato sia nel singolo che in rapporto agli altri macronutrienti
  • l'insulina non è stimolata solo dai carboidrati, ma anche da protidi e lipidi, rispettivamente con un potere insulinogenico di: 90-100% per i carboidrati, 50% per le proteine e 10% per i grassi. Ciò significa che un pasto misto, specie se contenente una quota glucidica, risulta in assoluto il maggiore stimolo sulla secrezione di insulina, rispetto all'assunzione della stessa quota glucidica da sola. Per tenere sotto controllo la secrezione di insulina solitamente si utilizza il carico glicemico come parametro di riferimento, anche se questo non tiene conto dell'effetto insulinogenico di protidi e lipidi.
    L'indice insulinico invece è un parametro che misura la produzione di insulina nell'organismo in risposta all'ingestione di un qualsiasi alimento permettendo una valutazione più precisa della risposta insulinica. Il glucagone è un ormone proteico prodotto dalle cellule α delle isole di Langerhans nel pancreas, che come accennato svolge una funzione antagonista all’insulina.
    Le proteine stimolano il rilascio di glucagone assieme all'insulina, ma questo succede se nel pasto non sono presenti glucidi questo perché l'insulina stimolata dagli amminoacidi provenienti dal pasto proteico, in assenza di carboidrati, conduce a ipoglicemia, una condizione che deve essere contrastata appunto dal glucagone in sinergia con altri ormoni iperglicemizzanti e lipolitici come il GH, e le catecolammine.
    La produzione di glucagone dunque viene attenuata nel caso in cui si associano alle proteine piccole quote glucidiche.

    L'effetto della dieta zona sulla lipolisi

    Tenendo sempre presente che se si instaura un decifit calorico il peso corporeo si abbassa indipendentemente da macronutrienti e insulina; a seguito di un pasto misto, l'incremento dei livelli plasmatici di glucosio e insulina sopprimono altamente la lipolisi e la disponibilità di acidi grassi liberi nel sangue inibendo l'enzima lipasi ormono-sensibile, e impedendo il catabolismo lipidico (chiaramente questo si verifica in acuto).
     L’insulina inoltre stimola l'attivazione dell'enzima lipoprotein lipasi (LPL) nel tessuto adiposo che stimola la liberazione dei chilomicroni e il conseguente deposito degli acidi grassi derivanti dal pasto all'interno del tessuto adiposo sotto forma di trigliceridi (anche qui ci riferiamo a pasti tendenzialmente superiori alle 600kcal e con bilanci glucidi-lipidi quasi paritari).

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