La corretta funzionalità dell'intestino è importante anche per mantenere in salute le funzioni celebrali
Search Menu
 
Cookie policy
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e offrirti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie consulta la nostra Cookie Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina o cliccando su qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
8 cibi da limitare per un intestino in ordine
8 cibi da limitare per un intestino in ordine

8 cibi da limitare per un intestino in ordine

Data: 26 febbraio 2021
Definito secondo cervello; si comporta come una sorta di "messaggero della parte addominale": i suoi messaggi però arrivano chiari solo quando diventano segnali che, spesso, scatenano malessere generale.
Ma come funziona e quali sono le cause che, talvolta, non gli permettono integrità?

Il processo digestivo parte dalla bocca

Con il termine sistema digestivo si intende quel processo di trasformazione ed utilizzo dei nutrimenti che parte dall'introdurre, digerire e poi assorbire i principi nutritivi contenuti negli alimenti sino all'eliminazione delle scorie.
La prima cosa di cui dobbiamo essere sicuri è che tutto questo tragitto sia perfetto e non ci siano invasori durante tutti i vari processi della trasformazione del cibo.
L'obiettivo è che il cibo vada dalla bocca al circolo sanguigno in modo efficiente e programmato e che, quando digerito, incontri i microvilli intestinali dove, i nutrienti, accederanno al circolo sanguigno.

La masticazione è garanzia di una pre-digestione che supporta il lavoro di stomaco ed intestino
 
Il Dottor Eric Serrano, quando spiega ed analizza la relazione tra intestino e sistema cardiovascolare, parogona il primo al "controllo passaporti in aeroporto" a sottolineare la precisione che deve esistere nel processo di assorbimento del cibo.
Ma, spesso, può  succedere che qualcosa non funzioni bene e si presenti irritazione del tessuto intestinale.
Un esempio può essere ciò che accade in presenza di cibi contenenti glutine: i soggetti intolleranti si troveranno con lo spazio, tra i villi dove il cibo è stato ormai assorbito, dilatato ed infiammato con la conseguenza che, alcuni elementi patogeni indesiderati, riescano a raggiungere il circolo sanguigno.
Se questo stato infiammatorio capita raramente o il corpo ha abbastanza potere anti infiammatorio, l'organismo riesce a neutralizzarlo ma se il problema diventa cronico o il corpo è già provato, il disturbo può diventare molto grave ed intaccare l'organo.

Tutta colpa del glutine?

Lo stress è un ulteriore patogeno importante capace di interferire con il corretto funzionamento dell'intestino e una cattiva digestione.
Lo stesso vale per alcune categorie di alimenti che il corpo umano non tollera come, ad esempio, le fibre nei soggetti affetti da sindrome del colon irritabile.
Il gruppo dei cibi che maggiormente può irritare l’intestino è chiamato big 8 e comprende noci, arachidi, latte, uova, pesce, crostacei, soia e grano; tutti cibi che potrebbero scatenare reazioni negative nell'organismo.


Cosa fare e come curare il problema?

Nella maggior parte dei casi e come si può osservare anche nel protocollo del Dottor Eric Serrano, vero esperto in questo ambito, si richiede l'eliminazione dell'alimento che ha scatenato reazioni avverse oppure un suo consumo oculato: rimozione e, successivamente, reintroduzione per osservare se siano ancora presenti gli effetti indesiderati.
Generalmente, il soggetto che è intollerante ad un cibo o, ad esempio, al glutine, tenderà a sviluppare gonfiore, dolore articolare, infiammazioni cutanee o generali.
Per far sì che il corpo si pulisca e riparta da zero, è necessario rimuovere i cibi per almeno 30 giorni e, durante questo periodo, un valido aiuto potrebbe arrivare da elementi come glutammina e probiotici in grado di riparare il tratto intestinale danneggiato.
La glutammina è molto efficace per riparare il tessuto intestinale e, soprattutto, per ripristinare i villi dilatati che lasciano passare tutti gli elementi dannosi per il corpo.
Anche gli enzimi digestivi, l’acido cloridrico e la bromelina, che aiutano a digerire proteine, carboidrati e grassi, possono essere di enorme aiuto per facilitare i processi di trasformazione e riparazione.


E se il problema persiste?

Se dopo l'eliminazione e la successiva reintroduzione dei cibi il problema si presta nuovamente, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista.
È doveroso ribadire che lo stress e una cattiva alimentazione siano fattori determinanti in grado di innescare facilmente l'infiammazione del tratto intestinale in quanto è dimostrato siano capaci di indebolire la flora batterica ed il sistema immunitario in generale.
Controlli periodici sono consigliati anche quando determinati disturbi sono superati.




Sharing is Caring!






FAI SENTIRE LA TUA VOCE!
Opinioni, dubbi, richieste: lasciaci un commento



Acquista in sicurezza su IAFSTORE
Sconto 10% extra sul primo ordine