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β-glucani e sistema immunitario
β-glucani e sistema immunitario

β-glucani e sistema immunitario

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Data: 23 giugno 2021

Negli ultimi anni i β-glucani hanno attirato sempre più attenzione in letteratura e nella comunità medica per via dei loro effetti positivi sulla salute. In particolare, essi hanno dimostrato di avere un impatto notevole sui livelli di colesterolo, sulla glicemia e la gestione del glucosio in generale, nonché, sul sistema immunitario.

In questo articolo approfondiremo il tema, vedendo innanzitutto cosa sono i β-glucani e dove si trovano. Capiremo poi quelli che sono i benefici per poterli sfruttare a favore del nostro well-being.

Cosa sono e dove si trovano

I β-glucani sono policassaridi lineari. Sono costituiti da molecole di glucosio che vengono unite da legami glicosidici. Sono i maggiori componenti della fibra alimentare solubile, nonché, i principali responsabili di tutti gli effetti benefici di quest’ultima. In sintesi, quando si pone l’accento sull’importanza della fibra alimentare, le principali argomentazioni derivano proprio dall’elevato contenuto β-glucani e dai benefici che essi generano sul nostro organismo.

Le principali fonti di β-glucani sono le fibre alimentari, principalmente contenute in:

  • Orzo;
  • Avena;
  • Funghi;
  • Batteri;
  • Alghe;
  • Licheni.

I primi due alimenti, orzo e avena, dovrebbero essere perciò la nostra scelta principale in ambito carboidrati, se il desiderio è quello di avere un adeguato apporto di β-glucani, con la finalità di controllare colesterolo e glicemia.

Le altre fonti di β-glucani appena elencate rappresentano comunque una straordinaria opportunità e ad esse dedicheremo eventualmente un articolo specifico.

I β-glucani si trovano principalmente nelle fibre alimentari ed hanno effetti positivi sulla salute

Quali sono i benefici

Il primo beneficio di un corretto apporto di β-glucani è quello di migliorare i livelli di colesterolo. In particolare un aumento del colesterolo HDL (c.d. “buono) ed una diminuzione dell’LDL (c.d. “cattivo”).

L’impatto positivo dell’assunzione di β-glucani riguarda anche la glicemia. Se assunti assieme ad altre fonti di zuccheri e carboidrati, i β-glucani ne rallentano l’impatto glicemico contribuendo a stabilizzare la glicemia e migliorare la sensibilità insulinica sul lungo periodo.

Vogliamo porre un accento anche sulle ultime ricerche scientifiche, poiché, si sta approfondendo e verificando gli effetti immunostimolanti dei β-glucani, soprattutto se l’assunzione degli stessi avviene tramite supplementazione. Quest’ultimo beneficio dei β-glucani, sul quale si stanno ancora effettuando ricerche scientifiche, porta gli stessi ad esser paragonati addirittura a dei potenziali farmaci. I più recenti trails (più di un centinaio) ipotizzano uno spostamento di quest’integratore fuori dal mercato OTC (over the counter, integratori senza necessaria prescrizione medica).

I β-glucani e il sistema immunitario

Per comprendere meglio la funzione dei β-glucani sul nostro organismo è fondamentale soffermarci sulla definizione di “immunostimolanti” e “immunomodulatori”.

Gli immunomodulatori sono molecole in grado di modulare, per l’appunto, la risposta del nostro sistema immunitario, in positivo (e quindi essere impiegato in ambito medico) o in negativo.

Gli “immunostimolanti”, come nel caso dei β-glucani, definiscono quella parte di immunomodulatori che inducono risposte positive sul sistema immunitario. Gli immunostimolanti che conosciamo sono molti e facilmente identificabili in natura (curcumina, flavonoidi, resveratrolo, ginseng etc..), da sempre molto utilizzati nella medicina orientale.

Dagli anni ’40 si è iniziato ad indagare sul ruolo dei β-glucani (in particolare i β-13-glucani) e si è riscontrato, in numerosi studi, come essi siano in grado di attivare delle reazioni innate tipicamente stimolate da molecole patogene (attivazione dei neutrofili, dei monociti etc..).

Nello specifico, queste sostanze aumentano la difesa immunitaria incentivando l’azione dei macrofagi e delle cellule NK (natural killer cells, cellule killer naturali). Questo, grazie alla specifica interazione con diversi recettori presenti nelle membrane cellulari come il CR3, (CD11b/CD18) presente nei leucociti, monociti e neutrofili, la lattosilceramide o gli scavenger receptor (SR) o “recettori spazzini”.

L’ampiezza di questa risposta è molto interessante e sta mettendo sotto i riflettori questi polisaccaridi facendo supporre un loro uso in ambito patologico (malattia di Lyme, cancro, obesità, colite...).

Conclusioni e consigli pratici

Sicuramente la materia merita molte più indagini ma possiamo ricavare già diversi spunti pratici.

Un primo spunto pratico è quello di raccomandare, salvo personali e soggettive sensibilità, l’utilizzo dell’avena come fonte glucidica. A colazione o come spuntino, un porridge caldo può essere un’ottima soluzione per i mesi invernali. Per l’estate possiamo lasciarlo riposare in frigo per la notte per avere una colazione fresca e nutriente.

Inoltre, l’orzo come cereale può sostituire talvolta la pasta o il riso ed è un’ottima soluzione, anche particolarmente gustosa se mangiato fresco con pomodorini e basilico, nei mesi estivi, o in modalità minestra nei i mesi invernali.

L’argomento β-glucani merita ulteriori approfondimenti in successivi articoli, poiché, anche il discorso “alghe” rappresenta una ottima integrazione nella nostra dieta.

Il mantra che torna sempre è che una dieta varia ed equilibrata è sempre la soluzione raccomandabile per un benessere e una qualità della vita che tutti desideriamo.




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