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Cromo e cromo picolinato: proprietà e funzioni

Cromo e cromo picolinato: proprietà e funzioni

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 01 luglio 2016


Il cromo è un micronutriente presente in piccole quantità nell'organismo e contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue. Fonti alimentari ricche di cromo, effetti benefici ed usi principali di questo importante oligoelemento.

Nel 1957, i ricercatori Walter Mertz e Kenneth Schwartz isolarono un composto ricavato dal rene di maiale e lo denominarono 'fattore di tolleranza del glucosio' poichè era in grado di riequilibrare nei ratti la ridotta tolleranza al glucosio.

In seguito, nel 1959, si scoprì che il componente attivo del fattore di tolleranza del glucosio era il cromo.

Oggi sappiamo che gli integratori di cromo sono utili in diverse circostanze, grazie soprattutto ai suoi effetti sul meccanismo di controllo della glicemia [1].

Fonti alimentari

La carne e i prodotti a base di cereali integrali sono le migliori fonti di cromo, mentre frutta, verdura e latticini hanno concentrazioni di cromo molto basse.

Tabella 23.1 Contenuto di cromo in alcuni alimenti
Lievito di birra 112
Fegato di vitello 55
Pane integrale 42
Crusca di frumento 38
Pane di segale 30
Patate 24
Germe di grano 23
Peperone verde 19
Mela 14
Burro 13
Pastinaca 13
Farina di mais 12
Banana 10
Spinaci 10
Carote 9
Fagioli secchi 8
Arancia 5
Mirtilli 5
Cavolo 4
Fagioli 4

Segni e sintomi di carenza

Il principale segno di carenza di cromo è l'intolleranza al glucosio caratterizzata da elevati livelli ematici di zucchero e insulina [1].

Dose giornaliera raccomandata

Non esiste una dose giornaliera raccomandata ufficiale. Di seguito sono riportati gli intervalli dei dosaggi sicuri e adeguati.

Dosi sicure e adeguate di cromo
Lattanti
   sotto i 6 mesi 10-40 mcg
   6-12 mesi 20-60 mcg
Bambini
   1-3 anni 20-80 mcg
   4-6 anni 30-120 mcg
Adolescenti e adulti
   oltre i 7 anni 50-200 mcg

Effetti benefici

Per capire gli effetti del cromo, bisogna analizzare il modo in cui l'organismo controlla il livello degli zuccheri nel sangue (glicemia). Dopo un pasto, l'organismo risponde all'aumento della glicemia secernendo insulina.

L'insulina abbassa il glucosio nel sangue aumentando il suo assorbimento da parte delle cellule. Quando diminuisce la concentrazione di glucosio nel sangue, in seguito a ridotto apporto alimentare o durante l'esercizio fisico, si ha l'entrata in circolo del glucagone, un altro ormone prodotto dal pancreas.

Il glucagone stimola il rilascio del glucosio immaganizzato nei tessuti dell'organismo (soprattutto nel fegato) sotto forma di glicogeno. Se la glicemia scende bruscamente o se ci si arrabbia o si viene spaventati, le ghiandole surrenali liberano adrenalina e corticosteroidi (cortisolo).

Questo ormoni consentono un più rapido accesso al glucosio immaganizzato al fine di disporre di ulteriore energia durante una situazione di crisi o in caso di particolare necessità.
Questo è in teoria il modo con cui l'organismo controlla il livello degli zuccheri nel sangue. Sfortunatamente, gran parte degli americani, con la dieta e lo stile di vita, sottopone a stress questi meccanismi di controllo. Di conseguenza, sia il diabete sia l'ipoglicemia sono diventati disturbi comuni.
Anche l'obesità, caratterizzata da una ridotta sensibilità all'insulina, è strettamente legata a disturbi della glicemia. L'aumento della sensibilità dell'organismo all'insulina migliora non solo il controllo della glicemia, ma anche la perdita di peso.
Il cromo è essenziale per un'appropriata azione dell'insulina. Agisce nell'organismo come costitutente chiave del 'fattore di tolleranza del glucosio', collaborando con l'insulina nel facilitare la captazione del glucosio da parte delle cellule. In assenza di cromo, l'azione dell'insulina si interrompe e la glicemia sale. Il beneficio principale del cromo consiste, quindi, nel consentire all'insulina di operare correttamente [1].

Forme disponibili

In commercio sono disponibili diverse forme di cromo. Picolinato di cromo, polinicotinato di cromo, cloruro di cromo e lieviti arricchiti al cromo vengono propagandati dai rispettivi produttori come forme che apportano i benefici maggiori. Ma qual è la forma migliore?
In realtà, non vi è nessuna prova che indichi che un prodotto è migliore di un altro. Un piccolo studio è stato condotto su 6 donne e 6 uomini ai quali sono stati somministrati 400 mcg di picolinato o di polinicotinato di cromo.

I soggetti sono stati iscritti a un corso di aerobica della durata di 3 mesi. Coloro i quali avevano assunto picolinato di cromo ebbero una crescita della massa muscoalre tre volte superiore rispetto a quelli che avevano consumato polinicotinato di cromo (donne, 1,8 Kg contro 0,6 Kg; uomini, 2,1 Kg contro 0,7 Kg)[2].

Usi principali

Integratori di cromo vengono utilizzati principalmente nella terapia dell'ipoglicemia, del diabete, dell'ipercolesterolemia e della trigliceridemia elevata, nella promozione della perdita di peso e contro l'acne.

Alterata tolleranza al glucosio

Gli integratori di cromo sono indicati sia per i diabetici, sia per gli ipoglicemici grazie alla loro capacità di migliorare il controllo della glicemia. Oltre 15 studi controllati hanno mostrato gli effetti positivi del cromo nel trattamento delle alterazioni della tolleranza al glucosio [1].

La maggior parte degli studi è stata realizzata su pazienti affetti da diabete mellito non insulino-dipendente, una malattia caratterizzata da elevati livelli di insulina per la presenza di una resistenza a questo ormone. La carenza di cromo è molto comune in questo gruppo di pazienti e può contribuire a ridurre non solo la resistenza dell'insulina, ma anche i livelli di trigliceridi e di colesterolo nel sangue.
Negli studi clinici condotti su questi pazienti, l'integrazione della dieta con cromo diminuisce i livelli di glucosio, migliora la tolleranza al glucosio, abbassa i livelli di insulina, colesterolo totale e trigliceridi e aumenta i livelli di colesterolo HDL[3][4][5][6].
Il cromo è, quindi, un metabolita particolarmente importante per i diabetici e per i soggetti ipoglicemici. Nel corso di uno studio condotto su 8 donne affette da ipoglicemia, furono somministrati 200 mcg di cromo al giorno per 3 mesi; il risultato è stato un'attenuazione dei sintomi dell'ipoglicemia [7]. Inoltre i risultati dei test di tolleranza al glucosio sono migliorati ed è aumetnato il numero di recettori per l'insulina sui globuli rossi.

Livelli elevati di colesterolo e di trigliceridi nel sangue

Oltre ad abbassare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nei soggetti affetti da diabete mellito non insulino-dipendente, gli integratori di cromo riducono i lipidi nel sangue anche in soggetti sani(8-13). Tutte le forme di cromo hanno questo effetto (cloruro di cromo, lievito di birra ad alto contenuto di cromo, picolinato di cromo e polinicotinato di cromo).

Tuttavia, a meno che i livelli di base del minerale non siano molto bassi, il cromo non produce modificazioni notevoli.
Generalmente, le variazioni sono contenute (il 10% di riduzione del colesterolo totale e il 2% di aumento dell'HDL) anche se clinicamente rilevanti. Ciascuna diminuzione di un punto percentuale del colesterolo totale implica una riduzione del 2% di rschio di attacco cardiaco o infarto e ogni aumento dell'1% del livello do colesterolo HDL comporta una riduzione del 4% di tale fattore di rischio.

Coadiuvante delle diete dimagranti

Il cromo rappresenta anche un valido aiuto nelle diete dimagranti. Uno dei modi per favorire la perdita di peso è aumentare la sensibilità delle cellule dell'organismo all'ormone insulina, che ha un ruolo critico nel mantenimento della glicemia nella norma e nella stimolazione della termogenesi. Gli integratori di cromo, pur riducendo il peso corporeo, aumentano la massa della componente non adiposa dell'organismo, presumibilmente a causa dell'aumento di sensibilità all'insulina [14]. Nel corso di uno studio è stato somministrato cromo, legato ad acido picolinico (picolinato di cromo), ai pazientiuna delle tre seuenti dosi quotidiane, per un periodo di 2 mesi e mezzo; 0 mcg (placebo), 200 mcg o 400 mcg [15]. I quindici pazienti che hanno assunto la dose da 200 o 400 mcg hanno perso in media 1,9 kg di grasso. Il gruppo trattato con placebo ha perso solo 0,2 kg.

Ancora più eclatante è stato l'aumento della massa muscolare nel gruppo che assumeva cromo (0,6 kg contro 0,1 kg) rispetto a quello nel gruppo che assumeva un placebo.
I risultati più notevoli sono quelli che riguardano i soggetti anziani e di sesso maschile. Gli uomini trattati con picolinato di cromo hanno perso grasso corporeo in quantità 7 volte maggiore rispetto a quelli trattati con placebo (3,5 kg contro 0,5 kg). La dose di 400 mcg è più efficace rispetto a quella di 200 mcg, come si può vedere dalla tabella segeunte.

Effetti di dosaggi giornalieri di picolinato di cromo per un periodo di 2 mesi e mezzo
Dosaggio (mcg) Perdita di grasso (kg) Aumento massa muscolare (kg) Perdita totale di peso (kg)
200 -1,5 +0,7 -0,8
400 -2,1 +0,5 -1,6

I risultati di questi studi preliminari sono molto incoraggianti. Il picolinato di cromo favorisce un aumento percentuale della componente non adiposa dell'organismo grazie a una crescita muscolare e non in seguito a una perdita di grasso [16]. Maggiore massa muscolare significa maggiore potenziale di combustione del grasso.


Note

1. Mertz W, Chromium in human nutrition: A review. J Nutr 123, 626-633, 1993.

2. Evans GW, Chromium picolinate is an efficacious and safe supplement. Int J Sport Nutr 3, 117-122, 1993.

3. Abraham AS, Brooks BA and Eylath U, The effects of chromium supplementation on serum glucose and lipids in patients with and without non-insulin dependent diabetes. Metabolism 41, 768-771, 1992.

4. Mossop RT, Effects of chromium (III) on fasting blood glucose, cholesterol, and cholesterol HDL levels in diabetics. Centr Afr J Med 29, 80-82, 1983

5. Rabinowitz MB, et al., Effect of chromium and yeast supplements on carbohydrate metabolism in diabetic men. Diabtes Care 6, 319-327, 1983.
6. Anderson RA, Chromium, glucose tolerance, and diabetes. Biological Trace Element Research 32, 19-24, 1992.

7. Anderson RA, et al., Effects of supplemental chromium on patients with symptoms of reactive hypoglycemia. Metabolism 36, 351-355, 1987.
8. Lee NA and Reasner CA, Beneficial effect of chromium supplementation on serum triglyceride levels in NIDDM. Diabetes Care 17, 1449-1452, 1994.

9. Offenbach E and Pistunyer F, Beneficial effect of chromium-rich yeast on glucose tolerance and blood lipid in elderly patients, Diabetes 29, 919-925, 1980.
10. Press RI, Geller J, and Evans GW, The effect of chromium picolinate on serum cholesterol and apolipoprotein fractions in human subjects. Western J Med 152, 41-45, 1993.
11. Wang MM, et al., Serum cholesterol of adults supplemented with brewer's yeast or chromium chloride. Nutr Res 9, 989-998, 1989.
12. Roeback JR, et al., Effects of chromium supplementation on serum high-density lipoprotein cholesterol levels in men taking beta-blockers. Annas Int. Med 115, 917-924, 1991.
13. Lefavi RG, et al., Lipid-lowering effect of a dietary chromium (III) nicotinic acid complex in male athletes. Nutr Res 13, 239-249, 1993.

14. McCarthy MF, Hypothesis: sensitization of insulin-dependent hypothalamic glucoreceptors may account for the fat-reducing effects of chromium picolinate. J Optimal Nutr 21, 36-53, 1993.

15. Evans GW and Poucyhnik DJ, Composition and biological activity of chromium-pyridine carbosylate complexes. J Inorganic Biochemistry 49, 177-187, 1993.

16. Katts GR, Fischer JA, and Blum K, The effects of chromium picolinate supplementation on body composition in different age groups. Age 14, 138 (Abstract#40), 1991.

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