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AlphaTECH: dal Mare del Nord ai nostri muscoli... Grazie ancora scienza!

AlphaTECH: dal Mare del Nord ai nostri muscoli... Grazie ancora scienza!

di in Nutrizione

ultima modifica: 05 dicembre 2016

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Come da un salmone, l'uomo sia stato capace di ricavare una sostanza resa accessibile ad uso alimentare per vari interessanti scopi relativi all'integrazione proteica e alla malnutrizione.

Ancora una volta, la natura ci ha messo un ennesimo prezioso elemento che se non fosse stato grazie alla scienza e ai moderni processi di lavorazione, sarebbe rimasto "solo" un grosso bel pesce dalle pregiate e saporite carni. Invece eccoci di fronte ad un nuovo integratore alimentare che vanta molteplici utilizzi in campo sanitario, sportivo, anti-age, ed in particolare trova conferme riguardo alla malnutrizione pediatrica. Il fatto appunto che sia stato studiato con letteratura scientifica in merito, é la più grande garanzia in termini di sicurezza oltre che di efficacia. I primi a scoprire le peculiarità dell'idrolizzato di proteine del salmone furono gli scienziati russi ai tempi dell'URSS, che stavano ricercando un "superfood" nutriente per gli astronauti e le loro particolari esigenze fisiologiche alterate. Dalle proteine della carne di salmone, con un complessa idrolisi enzimatica che andava a scomporre in questo particolare idrolizzato di catene corte amminoacidiche, le cui caratteristiche erano eccellenti per soddisfare diversi importanti requisiti: miscela amminoacidica particolarmente vicina a quella muscolare umana (molto curioso eh?) digeribilità e biodisponibilità velocissime con risultato di garantire una ottima tutela ai muscoli dei cosmonauti soggetti a veloce catabolismo in assenza di gravità. Ma tutto questo restó nei laboratori fino alla disgregazione dell'Unione Sovietica, quando l'idea poté uscire dai segreti della dura cortina di ferro. Dove tutto questo poté naturalmente prendere radici e svilupparsi? Nei freddi fiordi norvegesi, dove i salmoni abbondano, quindi

 

Circa un anno fa ormai, sottoposero alla mia attenzione parecchio materiale informativo sulla lavorazione e di letteratura scientifica di questo "Amizate" e, odore schifoso al di fuori di ogni immaginazione della materia prima grezza, l'idea mi piacque, in virtù della sempre più evidente importanza ed uso di formati amminoacidici essenziali e comunque a catene corte nell'integrazione sportiva, dei quali son sempre stato forte sostenitore, come potrebbero essere i già più conosciuti "MAP".tanta materia prima sulla quale lo staff della Zymtech Production As. poté lavorarci e creare il brevetto "Amizate" e renderlo accessibile ad uso alimentare per vari interessanti scopi relativi all'integrazione proteica e la malnutrizione.

Alphatec Yamamoto Nutrition

Dall'allevamento all'idrolizzato

La prima cosa che ho voluto appurare, anche se trattasi di azienda del nord Europa e quindi quasi una "garanzia", erano i processi di allevamento (alimentazione dei salmoni) ed estrazione della materia prima, che fosse assolutamente priva di contaminanti. E il primo step fu promosso. Gli allevatori norvegesi crescono questi bei pesci in acque testate per ogni contaminante quali metalli pesanti ad esempio, tipicamente presenti nei grandi pesci, quali tonno o pesce spada ad esempio. I salmoni vengono nutriti con mangimi naturali non geneticamente modificati con uno scrupolo maniacale sul controllo antibatterico. Dall'abbattimento, il processo di estrazione/idrolisi usa gli stessi enzimi presenti nel salmone stesso, in modo che si arrivi agli amminoacidi e ai peptidi in maniera similare alla digestione umana, separandoli dall'olio e tutto il resto del residuo, lasciandoli solo sottoforma di una polvere secca dalla tremenda puzza, problema poi che verrà ovviato con le diverse forme farmaceutiche di utilizzo.

Proprietà dell'Amizate

Una delle caratteristiche più interessanti sta nel fatto che le proteine del salmone sono strutturate in maniera affine a quelle umane. Una grande componente di amminoacidi presenti nell'Amizate sono sotto forma di catene corte "i peptidi", che hanno la caratteristica di formare e rigenerare velocemente le proteine nell'organismo, oltre che ad avere tante altre importanti funzioni correlate ad ormoni e neurotrasmettitori. Ma veniamo più al sodo parlando di dati. Amizate contiene circa il 75% di amminoacidi e peptidi, dei quali il 60% si trova in forma libera, che si traduce in un bilanciato e sicuro nutriente dalla rapida e completa assimilazione (quindi elevatissima biodisponibilità) per l'organismo. Curioso come questa fonte raggiunga una amminoacidemia con un picco di concentrazione similare alle idrolizzate di caseine ma più veloci delle whey protein! Lo spettro amminoacidico presenta nella forma libera: alanina, arginina, acido aspartico, asparagina, cistina, cisteina, fenilalanina, acido glutammico, glutammina, glicina, istidina, idrossiprolina, isoleucina, leucina, lisina, valina, metionina, prolina, serina, treonina, tirosina, triptofano, taurina, e taurine. Inoltre ci sono piccoli apporti di idrossilisina, beta-alanina e ornitina. Tre dei principali peptidi dei 120 contenuti in Amizate hanno conosciuta bioattivitá e sono: anserina, lisina-prolina e isoleucina, e leucina-prolina. Poi da arricchire il valore nutrizionale di questo superfood proteico ci sono un grande apporto vitaminico e minerale, ed una piccola frazione di grassi saturi ed insaturi. Tutto questo, come dicevo, assorbito e reso biodisponibile in maniera straordinariamente veloce, caratteristiche favorevoli per un astronauta, ma pure per un body builder, o per chi pratica sport particolarmente intensi come quelli da combattimento ad esempio, è già molto apprezzati pure negli sport di resistenza come i maratoneti o i ciclisti, più tutta una serie di potenziali assuntori con problematiche o disturbi patologici quali sindrome della fatica cronica, depressione, ansia, disturbi alimentari, e per favorire il sistema immunitario. Consigliato in particolare per gli over50 che vogliano contrastare la sarcopenia fisiologica. Ma il motivo per cui ho scelto di lavorare ed inserire questo prodotto nella linea Yamamoto nutrition, é perché siamo sempre alla ricerca di prodotti innovativi che possano realmente essere di supporto all'atleta, in particolare nelle fasi di recupero da allenamenti continui ed intensi che portano al danno muscolare acuto fino al consumo di amminoacidi, vedi ad esempio in precontest per il culturista che
scarseggiando "di carburante" cammina sul filo del rasoio tra anabolismo e catabolismo, ma non solo. Uno degli studi pubblicati in merito sportivo ad esempio, riguarda degli agonisti maratoneti, che assunsero quotidianamente per 60 giorni, hanno riportato una migliore velocità, maggiore resistenza, ed un sensibile benessere generale con un battito cardiaco più rallentato rispetto al placebo. Inoltre (anche qui interessa a tutti), gli atleti hanno riportato assenza di dolori muscolari ed un sonno migliorato e sappiamo bene che questo si traduce in un recupero efficiente. Tutto questo senza alcun disturbo o fenomeni di intolleranze come può accadere con altre fonti proteiche.

 

La scelta dell'Amizate é proprio per far trovare ai nostri massacrati muscoli, nella maniera più veloce possibile, tanti mattoncini riparatori, senza alcuno sforzo né disturbo digestivo, visto che in certe situazioni di stress, tipo quelle successive ad allenamenti energeticamente debilitanti, con uno stato
infiammatorio acuto creatosi dai traumi muscolari, il sistema digestivo non é ben propenso ad una immediata efficienza nel digerire e nell'assorbire di conseguenza. L'organismo pensa a guarire, a riassestarsi e non "gradisce" immediatamente uno sforzo energetico come il dover digerire alimenti. In queste situazioni, una rapida infusione amminoacidica (meglio se poi supportata da carboidrati semplici quali quelli di nuovissima generazione come le ciclodestrine) posiziona immediatamente senza ulteriore fatica energetica l'organismo in uno stato di rigenerazione. Quindi in primo luogo l'utilizzo di un preparato simile é da posizionare nel (dal sottoscritto già spesso citato)
"periworkout". Parliamo di biodisponibilità in venti minuti, ed i benefici in termini di recupero muscolare non tarderanno nel farsi sentire. Da non sottovalutare poi in certe situazioni particolari, l'inserimento in altri momenti critici della giornata. Ergo: velocità di passaggio nel tratto gastrointestinale per una biodisponibilità veramente straordinaria, ripeto, parliamo di una ventina di minuti!

 

L'uso poi dell'idrolizzato di salmone é consigliato in tantissimi altri campi, partendo da quello della malnutrizione pediatrica, emblema della totale sicurezza della fonte oltre che della provata efficacia, nel campo dell'anti-age, per coloro che ricercano il wellness nel contrastare l'avvento del tempo sull'organismo non solo per la sarcopenia, ma per tutto quello di cui si ha bisogno di supporto proteico come pelle e capelli. Importanti anche per sostegno agli stati catabolici di certe malattie debilitanti o post operazioni chirurgiche, dove magari vi siano disturbi digestivi dati dalla patologia o dalle terapie. Quindi quando capita di guardare un salmone.....pensiamo a quale ricchezza per i nostri muscoli possa essere....grazie alla scienza.

 

Yamamoto sempre un passo avanti.

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