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Vitamina B1 o Tiamina: cos'è e a cosa serve

Vitamina B1 o Tiamina: cos'è e a cosa serve

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 01 febbraio 2019


La tiamina è stata la prima vitamina B a essere scoperta e per questo è stata chiamata vitamina B1. Un grave deficit di tiamina causa la sindrome nota come beriberi, che si manifesta eon confusione mentale, deperimento muscolare (beriberi secco), ritenzione dei liquidi (beriberi umido), ipertensione arteriosa, disturbi della deambulazione e cardiaci.

La tiamina è stata la prima vitamina B a essere scoperta e per questo è stata chiamata vitamina B1. Un grave deficit di tiamina causa la sindrome nota come beriberi, che si manifesta eon confusione mentale, deperimento muscolare (beriberi secco), ritenzione dei liquidi (beriberi umido), ipertensione arteriosa, disturbi della deambulazione e cardiaci.
Il beriberi era piuttosto comune in Asia, tra i marinai e nelle carceri. Fino all'ultimo decennio del secolo scorso la sua causa era ignota. Nel 1873, un medico olandese che prestava la sua opera sulle navi osservò che tra i membri degli equipaggi europei vi erano molti meno casi di beriberi che tra i marinai reclutati nelle Indie Orientali. Poiché diminuendo la quantità di riso bianco consumato dai marinai l'incidenza della sindrome diminuiva, il medico ne dedusse che essa fosse causata da qualche tossina o agente infettivo presente in quell'alimento.
Takaki, un medico giapponese, fu il primo a segnalare che il beriberi sembrava essere dovuto a un deficit nutrizionale. Egli basò la sua opinione sul fatto che somministrando ai marinai giapponesi una razione aggiuntiva di came, latte in polvere e verdura, l'incidenza del beriberi diminuiva in modo molto evidente. Fu però un medico olandese, Christian Eijkman, a eseguire, dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso, quelli che sono ora considerati esperimenti classici e a cominciare a chiarire il ruolo della dieta in questa patologia.
Eijkman notò che nutrire il pollame con riso bianco raffinato provocava sintomi assai simili a quelli del beriberi. Aggiungendo alimentare i componenti del riso eliminati nel processo di raffinazione, Eijkman fu in zrado di guarire il pollame dalla malattia. Un suo collaboratore dimostrò in seguito che l'aggiunta nella dieta di piselli, fagioli verdi e carne preveniva il beriberi negli animali da cortile e dedusse, correttamente, che qualcosa negli alimenti naturali aveva il potere di impedirne l'insorgenza.
Nel 1911 Casimir Funk, al Lister Institute di Londra, isolò dagli scarti del riso grezzo quella che considerò la sostanza in grado di curare e/o prevenire il beriberi, destinata a essere conosciuta come "vitamina antipellagra" o niacina (vitamina B3).
A Giava, nel 1926, due scienziati olandesi, Jansen e Donath, isolarono la tiamina pura, la vera vitamina antiberiberi. Al giorno d'oggi, il riso bianco viene spesso arricchito con tiamina e altri nutrienti che vanno perduti con la macinatura.
Nonostante ciò, il beriberi continua a essere molto diffuso in diverse zone dell'Asia, dove il riso bianco copre fino all'80% delle calorie totali consumate. Il beriberi, come molte altre carenze nutrizionali presenti nei paesi del Terzo Mondo, potrebbe essere prevenuto mediante un'alimentazione a base di cereali integrali. Parleremo dettagliatamente del riso più avanti.
La storia del beriberi e la scoperta della tiamina sottolineano il valore dei cereali integrali rispetto a quelli raffinati. Oltre a molti nutrienti conosciuti, i cereali integrali forniscono molte più sostanze alimentari accessorie e, probabilmente, parecchi altri composti sconosciuti, ma utili alla salute. Invece di rimuovere i nutrienti naturali dai cereali, per poi aggiungerli sotto forma di piccole quantità di analoghi sintetici, non sarebbe più sensato mangiare cereali integrali?
I cereali integrali sono una delle fonti principali di carboidrati com plessi, fibre alimentari, minerali e vitamine B. Il contenuto proteico e la qualità dei cereali integrali sono maggiori rispetto a quelli dei cereali raffinati.

Le diete ricche di cereali integrali proteggono dalle malattie degenerative croniche, soprattutto da tumori, cardiopatie, diabete, varici e malattiedel colon, quali il carcinoma, le malattie infiammatorie intestinali, le emorroidi e la diverticolite.

Fonti alimentari

Cibi ricchi di tiamina sono la soia., il riso integrale, i semi di girasole e le arachidi. Buone quantità si trovano anche nel frumento integrale e nella frutta secca (vedi tabella 8.1). La tiamina è estremamente sensibile all'alcol, ai tannini contenuti nel caffè e nel tè nero e ai solfiti: uno qualsiasi di questi composti la distrugge oppure la rende inutilizzabile. La tiamina è sensibile anche a un fattore presente nel pesce d'acqua dolce crudo e nei crostacei.

Tabella 8.1 Contenuto di tiamina in alcuni elementi
Lievito di birra
15,61
Lievito di torula* 14,10
Germe di grano 2,01
Semi di girasole 1,96
Riso brillato 1,84
Pinoli 1,28
Arachidi con buccia 1,14
Soia secca 1,10
Arachidi senza buccia 0,98
Noci del Brasile 0,96
Noci di pecan 0,86
Farina di soia 0,85
Fagioli pezzati e rossi 0,84
Piselli secchi spezzati 0,74
Miglio 0,73
Crusca di frumento 0,72
Pistacchi 0,67
Fagioli bianchi 0,65
Farina d'avena 0,60
Grano saraceno 0,60
Farina di frumento integrale 0,55
Semi di frumento integrale 0,55
Fagioli di Lima secchi 0,48
Nocciole 0,46
Riso selvatico 0,45
Anacardi 0,43
Semi di segale integrale 0,43
Fagioli mung 0,38
Farina di mais integrale 0,38
Lenticchie 0,37
Piselli verdi 0,35
Riso integrale 0,34
Semi di macadamia 0,34
Noci 0,33
Aglio 0,25
Fagioli di Lima freschi 0,24
Mandorle 0,24
Semi di zucca 0,24
Castagne fresche 0,23
Germogli di soia 0,23
Peperoncino rosso 0,22
Semi di sesamo sgusciati 0,18
II lievito di torula si ottiene dal processo di lavorazione della carta, utilizzando il bagno di macerazlone della  polpa di legno come terreno di coltura per il lievito. Questo viene poi utilizzato nell'alimentazione umana e animale e in farmacologia per uso veterinario.
I valori sono espressi in mg su 100 g di alimento.

Segni e sintomi di carenza

 Vna grave carenza di tiamina provoca il beriberi. Benché ì casi di deficit grave siano piuttosto rari (tranne che negli alcolìstì), molti americani non raggiungono la dose giornaliera consigliata di 1,5 mg (soprattutto i degenti anziani degli ospedali o delle case di riposo). Un deficit moderato provoca di solito affaticamento, depressione, formicolio e intorpidimento alle gambe e stipsi. Negli alcolisti, la combinazione di carenza di tiamina e alcol può dar luogo alla sindrome di Wernicke-Korsakoff, una grave encefalopatia(1).

Dose giornaliera raccomandata

DOSE GIORNALIERA RACCOMANDATA PER LA vitamina E
Lattanti
fino a 6 mesi
6-12 mesi

0,3 mg
0,4
Bambini
1-3 anni
4-6 anni
7-10 anni

0,7 mg
0,9
1,0
Ragazzi e adulti
Maschi, 11-14 anni
Maschi, 15-50 anni
Maschi, più di 51 anni
Femmine, 11-50 anni
Femmine, più di 51 anni
Donne in gravidanza
Donne durante l'allattamento

1,3
1,5
1,2
1,1
1,0
1,5
1,6

Effetti benefici

La tiamina agisce come parte di un enzima (tiamina pirofosfato) essenziale nella produzione di energia, nel metabolismo dei carboidrati e nella, funzione delle cellule nervose.

Forme disponibili

La tiamina è disponibile in gran parte dei supplementi nutrizionali sotto forma di idrocloruro di tiamina.

Avvertenze e precauzioni

La tiamina non è associata ad alcuna forma di tossicità.

Interazione

La tiamina è coinvolta in modo complesso con le altre vitamine B nel metabolismo energetico. Per la conversione della tiamina nella sua forma attiva, occorre la presenza del magnesio. Alcol, fenitoina e probabilmente altri farmaci possono inibirne l'assorbimento.

 

NOTE

1. Butterworth RF, Effects of thiamine deficiency on brain metabolism: Implications for the pathogenesis of Wernicke-Korsakoff syndrome. Alcohol Alcoholism 24, 271-279, 1989.

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