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Quale somatotipo sei? Mesomorfo, Endomorfo, Ectomofro

Quale somatotipo sei? Mesomorfo, Endomorfo, Ectomofro

di in Allenamenti - Schede di allenamento

ultima modifica: 26 novembre 2019


Mesomorfo, endomorfo o ectomorfo? Sapevi che, probabilmente, non appartieni a un solo somatotipo? Scopri quale sei e leggi i consigli di allenamento in palestra per ogni somatotipo.

Quello dei somatotipi è un sistema di classificazione delle persone in base alla loro particolare costituzione fisica. Tutti noi abbiamo in mente stereotipi di figure quali uomini "tozzi" o "tarchiati" o "spilungoni" o "minuti" ecc... Modelli largamente utilizzati per esempio nei fumetti o nella satira, per estremizzare e definire le caratteristiche psicofisiche dei personaggi identificandoli con diversi tipi di corporatura. I somatotipi sono esattamente questo, corporature, e ne possiamo identificare tre tipi:


1. Il mesomorfo
2. L'endomorfo
3. L'ectomorfo


In questo articolo spiegheremo come capire a quale somatotipo corrispondiamo, visto che tutti noi possiamo identificarci in uno di questi o in un mix di due. Analizzeremo poi le possibilità che quest'identificazione ci apre, visto che per ciascun somatotipo è stato identificato un modello di alimentazione e di allenamento da preferire.


In altri termini, per ciascuno di noi ci sarebbero delle scelte e/o dei percorsi più indicati che ci porterebbero non solo a migliori risultati, ma anche a un maggiore benessere generale.
Andiamo a vedere innanzitutto come distinguere i diversi somatotipi.

Mesomorfo

somatotipo mesomorfo

Il mesomorfo è identificato come il somatotipo "ideale" da un punto di vista estetico e funzionale ed è caratterizzato da:

  • Equilibrio nella proporzione tra arti e tronco
  • Buona massa muscolare
  • Bassa percentuale di massa grassa.

In genere, il mesomorfo ha un'ottima risposta adattativa agli stressor esterni. Tende a rispondere molto bene all'allenamento, qualsiasi sia la metodologia utilizzata. Risponde bene anche ad alti livelli calorici, adattandovisi facilmente e accumulando poca massa grassa anche se consuma notevoli quantità di cibo. Allo stesso modo, scende molto facilmente di massa grassa nei periodi di restrizione calorica, salvaguardando la massa muscolare.


Vedremo più avanti il tipo di allenamento migliore per il mesomorfo, nel caso in cui apparteniate a questa tipologia. Va comunque ricordato che i mesomorfi "puri" son difficili da trovare, visto che, in genere, si è un mix di diversi somatotipi.

Ectomorfo

somatotipo ectomorfo

L'ectomorfo è la classica persona esile, con ossatura sottile, scarsa massa muscolare ma anche poca massa grassa. Di solito gli ectomorfi presentano delle problematiche posturali di qualche tipo, soprattutto se non hanno curato l'attività fisica in fase adolescenziale o fino all'età adulta.

 

L'ectomorfo può avere una certa difficoltà nel prendere peso, sia in termini di adipe che di muscoli, motivo per il quale ci si deve spingere ad alte quote caloriche per poter aumentare la massa muscolare. Anche in questo caso, vedremo come intervenire con l'allenamento, ma va detto che, in genere, l'essere ectomorfo può rappresentare una vera sfida se si desidera intraprendere un percorso di bodybuilding.

Endomorfo

somatotipo endomorfo

L'endomorfo è caratterizzato da una struttura ossea importante, una percentuale di massa grassa relativamente alta ma anche una certa facilità nel prendere peso e massa magra. Normalmente, sia per il peso, sia per la struttura ossea, gli endomorfi tendono a essere molto forti, cosa che si può sfruttare a meraviglia quando andiamo a pianificare la routine di allenamento per questa corporatura.

Consigli di allenamento per ogni somatotipo

Come già detto, nella maggior parte dei casi rientrerete in un mix di due somatotipi. Per esempio, potete avere gli arti lunghi dell'ectomorfo ma una buona composizione corporea tipica del mesomorfo. Oppure potreste avere una composizione corporea da endomorfo ma una buona proporzione corporea.


Iniziamo con il mesomorfo. La facilità con cui il mesomorfo aumenta la propria massa muscolare è strabiliante. Può esser sensato in questo caso ridurre la frequenza di allenamento e lavorare con delle routine ad alta sinergia (ad esempio push-pull-legs o upper-lower o ancora delle full body). Questo perché, avendo più giorni di riposo settimanali, otterremo uno stress allenante inferiore che ci permetterà di recuperare al meglio e di svolgere in maniera ottimale le nostre attività quotidiane. Dopo tutto... Perché iperstressarsi con protocolli di allenamento infiniti quando si ha un'ottima risposta anche con una minor mole di lavoro?


A livello alimentare, invece, possiamo enfatizzare fasi di cut e di bulk in quanto, come abbiamo visto, la risposta allo stress sarà comunque molto buona.


Nel caso dell'ectomorfo, invece, cercheremo di ridurre la mole di lavoro e il dispendio energetico durante l'allenamento. Dal punto di vista nutrizionale dovremo lavorare con un forte surplus calorico e una capacità di digestione e di gestione di alte quote caloriche limitata. Nel caso dell'ectomorfo, routine di allenamento in full-body con una frequenza di 3 volte a settimana sono spesso un'ottima soluzione, ma si può provare anche delle routine di upper-lower, modulando gli stimoli sempre in base alla risposta individuale.


Passando all'endomorfo, terremo alto il dispendio energetico, soprattutto in fasi di cut dove non vogliamo deprimerci troppo a livello metabolico. Il mio consiglio è quello di abituarsi a frequenze di allenamento maggiori, il che non vuol dire necessariamente tenere un volume maggiore. Pensiamo quindi alla possibilità di fare tanti allenamenti più brevi. La distribuzione in più giorni ci permetterà di gestire al meglio i nutrienti, direzionandoli nel tessuto muscolare piuttosto che in quello adiposo.

 

Questo è vero in fasi di bulk, ma anche in fasi di cut dove, proprio per la tendenza ad avere set-point di massa grassa elevati, un soggetto endomorfo avrà particolare difficoltà a scendere di peso. In questi casi, converrà creare un deficit con l'attività fisica (specialmente cardio e sala pesi) gestendo comunque al meglio lo stress e la capacità di recupero dell'atleta.

Conclusioni

Queste sono indicazioni interessanti, ma che devono esser prese come semplice spunto, una base dalla quale partire. Cerchiamo di concentrarci sulla nostra risposta individuale e muoviamoci di conseguenza, affidandoci sempre a professionisti qualificati.

 

Quale somatotipo sei? Scrivicelo nei commenti!

Tag: allenamentocorpo umano

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