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Preparare l'Atleta Tattico | Una sfida per pochi

Preparare l'Atleta Tattico | Una sfida per pochi

di in IAFSTORE blog - Discipline Sportive

ultima modifica: 28 aprile 2020


L'atleta tattico, ossia forze speciali e forze dell'ordine estremamente specializzate, necessitano di un allenamento e una preparazione molto particolare. Ecco come affrontare le sfide di chi prepara questa tipologia di atleta.

Il termine "atleta tattico" viene comunemente utilizzato negli Stati Uniti dagli specialisti che appartengono alla comunità delle forze speciali e della preparazione fisica per identificare il personale delle forze dell'ordine, corpi militari e professioni di soccorso e assistenza che richiedono strategie di allenamento fisico specifiche volte a ottimizzare le prestazioni fisiche professionali.

La prima volta che sono entrato in contatto con questa realtà è stato nel 2005 quando svolgevo l'attività di Internship presso lo Human Performance Center nella NSCA a Colorado Springs. Durante quel periodo ho avuto la possibilità prima di certificarmi Tactical Strength and Conditioning Facilitator e in seguito di lavorare come Athletic Trainer con diverse tipologie di "atleti tattici "provenienti sia dai corpi speciali della polizia come i K9 e gli SWAT sia con realtà di elite dell'esercito e marina americani come i Rangers ed i rinomati Seals.

 

Questa esperienza mi ha dato la possibilità di rendermi conto dell'estrema specializzazione e attenzione che richiede lavorare con questa tipologia di atleti, avendo sempre un occhio di riguardo alla prevenzione e alla pianificazione dell'allenamento, cercando di non lasciare nulla al caso in quanto errori nel non raggiungimento della massima performance porterebbe a rischi che vanno oltre il non vincere una gara.

L'atleta tattico

allenamento atleta tattico

 

 

I professionisti tattici che prestano servizio nei:

  • corpi militari, 
  • forze dell'ordine, 
  • vigili del fuoco,
  • professioni di salvataggio.

Questo tipo di atleta richiede una combinazione di esperienza e capacità professionali unite con un alto grado di GPP (Preparazione fisica generale), che consente loro di svolgere compiti professionali impegnativi e di ridurre il minimo la possibilità di infortuni (1).

Il GPP può essere descritto come uno stato onnicomprensivo di idoneità fisica in base al quale vengono sviluppati e mantenuti la resistenza cardiorespiratoria, la resistenza anaerobica, la forza muscolare, la potenza, la flessibilità e la mobilità.(2). Queste abilità sono necessarie per eseguire sia i movimenti specifici (aspetti tecnici) associati a uno sport sia la capacità di analizzare e dispiegare queste abilità per superare una sfida/ostacolo fisico o superare un avversario (aspetti tattici) (3).

Cosa differenzia la preparazione di un atleta tattico

Come le similitudini esistono anche sostanziali differenze tra obbiettivi della preparazione fisica tra un normale atleta ed un atleta tattico.

Una di queste differenze è che una non corretta preparazione fisica potrebbe portare l'operatore a non raggiungere lo scopo della missione mettendo a rischio sé stesso e altri, quindi si capisce bene come la condizione fisica deve essere sempre portata al massimo per ridurre al minimo questa possibilità. 

 

Altra differenza sostanziale tra atleti tattici e tradizionali è che gli atleti tattici non organizzano la preparazione fisica e tecnica in base a un evento programmato. Per molti atleti tattici, la chiamata in causa, la reazione e la risposta agli eventi/missioni possono verificarsi in qualsiasi momento. Gli atleti tattici devono sempre essere preparati per il dispiegamento in situazioni che presentano stress fisici e mentali per periodi di tempo sconosciuti. 

 

Forse più che per altri atleti la prevenzione e riabilitazione degli infortuni ricoprono un ruolo fondamentale nella programmazione dell'allenamento di questi atleti facendo un'analisi della letteratura possiamo notare come gli infortuni non da combattimento ad esempio incidono notevolmente sulla salute del soldato nell'esercito USA; sono la principale cause di visite mediche ambulatoriali (oltre due milioni all'anno) tra i soldati in servizio attivo. Le lesioni muscoloscheletriche possono rappresentare quasi il 60% dei motivi di convalescenza dei soldati. Questo ci fa capire quanto più che in altri casi la prevenzione degli infortuni rappresenti un punto fondamentale per questa tipologia di atleti spesso la ricerca della massima performance cercando di massimizzare tutte le varie componenti come resistenza, forza, esplosività unita a una non corretta programmazione possa portare ad un possibile infortunio.

Prevenzione degli infortuni

Uno dei punti fondamentali è la personalizzazione del programma, che per quanto a 360° deve essere orientato allo sviluppo di determinate capacità rispondendo al principio fisiologico della priorità dello stimolo di allenamento per avere un adattamento specifico.

 

Questo come in tutti gli sport deve portare il trainer a studiare attentamente il modello di prestazione dell'atleta tattico in modo da porre l'accento su alcune capacità ritenute più attinenti alla tipologia di performance richiesta rispetto ad altre. Per esempio devo essere più forte o più resistente? Devo nuotare o scalare? Devo correre 200 metri o devo camminare 40 km? Anche se spesso nel caso dell'atleta tattico sono tutte capacità da sviluppare bisognerà sempre porre l'accento su una rispetto alle altre in un determinato periodo, applicando ad esempio modelli di periodizzazione specifici.

Periodizzazione

 

Per periodizzazione si intende un approccio utilizzato nella programmazione di un allenamento con sovraccarichi che prevede un'alternanza ciclica e sistematica nella variazione dei principali parametri di allenamento come intensità e volume, in questo caso non avendo un calendario preciso di eventi come obbiettivo finale della fase di preparazione va data priorità ad un modello di tipo "ondulatorio "rispetto al classico modello lineare.

Per periodizzazione ondulatoria (Kramer 2002) si intende un modello di organizzazione che prevede delle variazioni giornaliere andando ad allenare più capacità nella stessa sessione di allenamento ma ponendo l'accento su un rispetto alle altre, questo permette mantenere una forma fisica più orientata all'impegno imprevisto.

Bilanciamento

 

Secondo punto fondamentale è una corretta quantificazione del bilanciamento tra stress meccanico somministrato e tempi di recupero tra una sessione e l'altra, qui la scelta degli esercizi ha un ruolo fondamentale. Un eccessivo stress meccanico seguito da recupero incompleto nel medio termine può portare ad una veloce usura  oltre che aumentare la possibilità di infortunio di origine non traumatica, inoltre variare dal punto di visto biomeccanico alcuni di questi permette con piccole variazioni sul carico, sulla scelta dell'esercizio, sui tempi di recupero, di mantenere la pratica sportiva mantenendo un approccio di tipo conservativo. Sicuramente la scelta degli esercizi verrà in modo importante dal cosi detto catalogo dell'allenamento "funzionale"cercando  una correlazione diretta con quelle che sono i gesti specifici delle attività svolte ma, come per modelli di periodizzazione non adatti, come detto in precedenza, anche limitare la preparazione a circuiti funzionali ridurrebbe la gamma di possibilità e di vantaggi dell'integrazione di altre metodiche per l'ampliamento dei risultati. 

Gli infortuni con questa tipologia di atleti è una eventualità che va evitata il più possibile utilizzando:

  • Una corretta valutazione funzionale delle capacità di qualità del movimento dell'atleta che ci guidi in una scelta accurata degli esercizi.
  • Una costante valutazione dei markers fisiologici (stress, sonno, carichi di lavoro).
  • La creazione di un diario di allenamento che ci metta a conoscenza di eventuali stimoli allenanti ulteriori (esercitazioni, tecniche, missioni).

Tutti questi dati ci daranno la possibilità di capire se la programmazione da noi proposta stia ottenendo dei risultati di adattamenti fisiologici e neuromuscolari positivi o invece stia portando verso "zone "pericolose come l'overtraining.

Conclusione

Questa breve introduzione ci fa capire quanto affascinante possa essere la possibilità di lavorare con l'atleta tattico che, però, rappresenta anche un enorme responsabilità. Più che in altri contesti l'unione della scienza dell'allenamento della prevenzione e dell'approccio multidisciplinare che prevede anche, la nutrizione il mental-training e i trattamenti di tipo conservativo come fisioterapia, osteopatia rappresentino, ad ogg,i la scelta migliore per ottenere la migliore performance riducendo la possibilità di infortunio.

 

Altro ruolo importante in questo caso è la formazione dei tecnici che dovrà essere accurata e basata su evidenze, evitando il rischio del fai da te. Nei prossimi mesi andremo ad analizzare più nello specifico modelli di allenamento e tipologie di esercizi che torneranno utili sia a trainer sia a operatori.

 

 

 

Fonti

  1. Kechijian D and Rush S. Tactical physical preparation: The case for a movement- based approach. J Spec Oper Med 12: 43-49, 2012.
  2. Padulo J, Chamari K, Chaabene H, Ruscello B, Maurino L, Sylos Labini P, and Migliaccio GM. The effects of one-week training camp on motor skills in Karate kids.  Halouani J, Chtourou
  3. H, Gabbett T, Chaouachi A, and Chamari K. Small-sided games in team sports training: A brief review. J Strength Cond Res 28: 3594- 3618, 2014.

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