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Il training autogeno: istruzioni per l'uso

Il training autogeno: istruzioni per l'uso

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ultima modifica: 28 marzo 2017

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Questa tecnica di concentrazione viene usata soprattutto in campo sportivo sia in fase di preparazione che durante una gara per ristabilire le capacità mentali e di concentrazione/motivazione dell'atleta, che in certi momenti deve rimuovere il più rapidamente gli stati di esaurimento e sovraeccitazione psichica.

Vi è mai capitato di sentirvi spossati ed agitati prima di una gara, di un allenamento o perché no di un provino (sportivo)? Se la risposta è sì, in questo articolo tratteremo una della possibili soluzioni: il training autogeno.

Le origini

Il training autogeno è una tecnica sviluppata all’inizio del secolo scorso da J.H. Shultz che consiste in un auto rilassamento per concentrazione, il quale attraverso l’autosuggestione conduce ad uno stato ipnoide che porta a una riduzione dello stato di coscienza con una decontrazione muscolare ottimale.

Campi di applicazione

Questa tecnica di concentrazione viene usata soprattutto in campo sportivo sia in fase di preparazione che durante una gara per ristabilire le capacità mentali e di concentrazione/motivazione dell’atleta, che in certi momenti deve rimuovere il più rapidamente gli stati di esaurimento e sovraeccitazione psichica.

Il training autogeno rende necessaria la pratica costante nel tempo di uno o più esercizi, da eserguirsi durante la giornata.

Possiamo distinguere un livello inferiore e uno superiore, il primo fortemente applicabile all’ambito sportivo, il secondo invece no.

Il livello inferiore

Vi sono sei esercizi relativi al livello inferiore da eseguire in sequenza:

Esercizio della pesantezza "il braccio destro è molto pesante".

Viene usato come riferimento il braccio destro poiché la mano destra è molto rappresentata nella circonvoluzione pre-frontale (comprendente l’area motoria) e pertanto l’irradiazione che ne deriva interessa anche altri settori della corteccia. Ma perché la pesantezza? Questo aspetto si riferisce ad una riduzione del tono muscolare conseguente al rilassamento (fenomeno provato anche attraverso registrazioni elettromiografiche).

Esercizio del calore "il braccio destro è molto caldo".

Con la diminuzione del tono muscolare si verifica una riduzione del tono vascolare, con conseguente dilatazione dei vasi sanguigni e successivo aumento della temperatura della cute. Contemporaneamente a ciò si verificano una diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna favorendo ulteriormente il rilassamento ed il recupero.

Esercizio del cuore "il cuore batte molto tranquillamente e con forza".

Questo esercizio permette un ulteriore rallentamento del battito cardiaco conducendo verso una situazione che si può definire sedativa o trofotropa.

Esercizio di respirazione "la respirazione deve essere calma e solare".

Il prolungamento della espirazione porta un forte rilassamento soprattutto agli arti.

Esercizio del plesso solare "il plesso solare irradia calore".

Con l’aumento dell’irrorazione sanguigna degli organi della zona addominale si induce una distensione psico-vegetativa con una contemporanea regolazione dei succhi gastrici conducendo ad una maggiore mobilità dell’intestino ed ad una digestione tranquilla nonché ad un decongestionamento del sangue all’interno della cavità addominale.

Esercizio della testa "la fronte è gradevolmente fresca".

Tutti questi esercizi hanno la funzione di permettere il rilassamento del tessuto muscolare e l’attenuazione dell’eccitabilità delle strutture nervose a esso collegate, portando ad un miglioramento generale e a una accelerazione del ristabilimento psicologico.
Per passare all’esercizio successivo è necessario che sia stato raggiunto l’obiettivo di quello precedente, mentre al termine della seduta è ottimale ritornare allo stato di vigilanza attraverso formule praticamente inverse rispetto quelle dei sei esercizi presentati nonché effettuare qualche contrazione isometrica di bassa entità.

Conclusioni

Vantaggi:

  • se assimilato ed eseguito correttamente permette di ridurre o eliminare la fatica fisica e di sopprimere la tensione emotiva,
  • molto utile ed efficace per chi ha problemi di ansia legati alla prestazione soprattutto quando il tempo di attesa prima della gara è lungo,

Svantaggi:

  • se non assimilato correttamente è totalmente inutile,
  • la distensione e il rilassameneto potrebbero essere deleteri alla prestazione rallentando e/o impedendo l’attivazione dei primer muscolari,
  • non è efficace su tutti gli atleti,

Tag: combattere l'ansiatecniche di concentrazionetecniche di rilassamentotraining autogeno

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