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Che cos'è il microbiota

Che cos'è il microbiota

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 19 settembre 2017


Per microbiota si intende la popolazione di batteri, funghi, virus e protisti che convivono con noi nel nostro organismo in maniera simbiotica (senza recargli danni), difatti siamo al 90% composti da microbi e solo per il 10% da cellule umane.

 

Per microbiota si intende la popolazione di batteri, funghi, virus e protisti che convivono con noi nel nostro organismo in maniera simbiotica (senza recargli danni), difatti siamo al 90% composti da microbi e solo per il 10% da cellule umane, invece il termine microbioma si fa riferimento al patrimonio genetico del microbiota.

Il microbiota umano si basa sul mutualismo ovvero una cooperazione tra differenti tipologie di organismi che apporta un vantaggio ad ognuna.

Questa popolazione multivariegata e multistrutturata, presenta una propria autonomia (è in ogni caso in diretta e costante interazione con il nostro cervello). Questa scissione anche se pur sempre integrata comporta la non certa assegnazione dell'appellativo di "primo cervello" tra queste due entità.

Il termine flora intestinale non è del tutto corretto o meglio, prima lo era poiché i batteri venivano classificati nel regno vegetale inoltre i batteri non sono pesenti unicamente a livello intestinale, anche in bocca naso ecc.... .

Come funziona

Il microbiota scambia in continuazione parti di materiale genetico (trasposoni) con le nostre cellule.

Questo cosa significa??? Che il nostro concetto di patrimonio genetico perde di significato diventando quindi la somma del materiale presente esclusivamente all'interno delle nostre cellule più quello del microbiota, detto appunto microbioma (vedi sopra).

In ogni caso, non abbiate paura, nessuno si trasformerà in un batterio gigante...infatti i 2 corredi sono bilanciati in modo ottimale, un perfetto equilibrio tra i geni umani e i geni dei batteri che lo colonizzano. (approssimativamente il 99% del corredo genetico è di origine batterica).

Microbioma e obesità

In soggetti obesi si è osservato che la proliferazione di una tipologia di batteri, noti come Firmicuti, aumentava notevolmente l'assorbimento intestinale di nutrienti diminuendo drasticamente le calorie espulse con le feci, questo vuole farci capire che nel trattamento dell'obesità, non bisognerebbe limitarsi a diminuire l'introito calorico ma dedicare del tempo alla modifica del microbioma del soggetto cercando di favorire l'instaurarsi di una popolazione di microbi in grado di accumulare un quantitativo minore delle calorie introdotte con la dieta.

  • Negli esseri umani si trovano tra le 500 e 10000000 specie differenti di microorganismi
  • Di questi microorganismi la maggior parte sono batteri, a seguire miceti e virus
  • i batteri sono per la maggioranza sono anaerobici (stretta o facoltativa).
  • Il batterio intestinale più conosciuto nell'Uomo è l'Escherichia coli.

Funzioni principali

  • disgregazione delle sostanze che il nostro sistema non è in grado di smantellare, come le cartilagini e le molecole di cellulosa.
  • sintesi di sostanze quali la vitamina K (ruolo essenziale nella coagulazione del sangue)
  • assimilare componenti altrimenti indigeribili della nostra dieta, come i polisaccaridi vegetali

Genesi

Noi non nasciamo gia con il microbiota sviluppato, bensi si forma nel corso dei primi giorni di vita.

Ogni individuo presenta un microbiota peculiare, nonostante siano state individuate un esiguo numero di specie condivise da tutti che costituirebbero il nucleo filogenetico del microbiota intestinale umano.

  1. Alla nascita il tratto digerente dei neonati è sterile e viene colonizzato immediatamente dai microorganismi con cui viene in contatto provenienti dal tratto riproduttivo e fecale della madre
    • Nascita con parto tradizionale --> il neonato viene a contatto con microbi che gli forniscono da subito la capacità di metabolizzare il latte materno, nonché di avere difese immunitarie adeguate.
    • Nascita con parto cesareo--> buone probabilità di presentare problemi digestivi e scarso sviluppo delle difese immunitarie.
  2. Inseguito il neonato entrerà in contatto con i batteri che provengono dall'allattamento, dall'ambiente, e dai cibi.
  3. Nei sucessivi due/tre anni, il microbioma del bambino subirà modificazioni in base all ambinete che lo circonda e ai contatti che avrà con piante, animali, persone, alimenti e così via.

Composizione

  • l'80% dei batteri provoca la fermentazione es:
    1. Lactobacillus
    2. Bifidobacteria
  • 20% provoca la putrefazione dei resti es:
    1. Escherichia
    2. Bacteroides
    3. Eubacteria
    4. Clostridium

La maggior parte di questi batteri sono utili o innocui come costituenti del microbiota umano in equilibrio di eubiosi importantisismo da ricordar eperò il fatto che presi singolarmente possono essere pericolosissimi o mortali in altri ambiti.

  1. probiotici (in favore della vita): si tratta di ceppi di microrganismi che ingeriti migliorano il bilancio (eubiosi) del microbiota umano
  2. Un prebiotico invece è un alimento non digeribile con effetti benefici sulla salute attraverso la stimolazione selettiva della crescita o dell'attività di uno specifico (o di un numero ristretto) gruppo di batteri del colon.

 

Cibi da prediligere:

  • legumi (ceci, fagioli, lenticchie)
  • cereali integrali (avena, quinoa, amaranto, farro, miglio, orzo ecc)
  • frutta (kiwi, mele, prugne, fichi ecc)
  • frutta secca (mandorle, nocciole, noci ecc)
  • verdure (con particolare riguardo ad asparagi, carote, aglio, porri, cipolle, pomodori, piselli, cavolini di Bruxelles, barbabietole, finocchi, carciofi)
  • probiotici (tè kombucha, kefir di latte o di acqua).


Cibi da evitare o limitare fortemente:

  • carne cotta
  • farine raffinate
  • zucchero
  • grassi animali
  • additivi
  • conservanti
  • dolcificanti artificiali.


Riguardo i cibi da evitare/prediligere ricordiamoci che per essere in salute è consigliata una dieta varia e bilanciata, non smettete di mangiare un alimento in pardicolare solo perche è scritto qui...tutto se nelle giuste dosi si puo mangiare senza che provochi effetti spiacevoli.

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