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Allenamento a sensazione | L'interpretazione della tabella di allenamento
Allenamento a sensazione L'interpretazione della tabella di allenamento

Allenamento a sensazione
L'interpretazione della tabella di allenamento

Data: 20 aprile 2020

Oggi la maggior parte di chi pratica sport di endurance come triathlon, podismo, ciclismo, trail running, possiede un orologio con gps integrato e cardiofrequenzimetro ed è costantemente sotto scacco delle indicazioni del famigerato attrezzo tecnologico agganciato al polso, in ogni istante della giornata. È divertente e curioso a fine giornata interrogarsi riguardo alle calorie consumate, ai passi effettuati, i piani saliti, la frequenza cardiaca a riposo, le ore dormite ecc.

 

Non c'è che dire, la tecnologia aiuta: è uno strumento di analisi valido e dettagliato a valle di una prestazione in allenamento o in gara oppure a valle di un test atletico, per stabilire nel modo più scientifico possibile la condizione e ottimizzare la programmazione mirata al raggiungimento di un obiettivo.

L'allenamento a sensazione 

allenamento a sensazione

Luca Gargiulo.

 

 

Le correnti di pensiero sull'approccio all'allenamento e le metodologie sono tante, accessibili più o meno a tutti attraverso accurate ricerche sul web. Spesso sono addirittura in contrasto tra loro, come nel caso dell'irrisolvibile dibattito tra allenamento a sensazione e allenamento basato sui dati, programmato e monitorato in ogni minimo dettaglio.

 

Nonostante possano sembrare approcci all'allenamento contrapposti, a mio avviso il gap tra le due "teorie" non è così grande come sembra: immagino infatti i risultati raggiungibili con una corretta programmazione scientifica basata sulla raccolta e analisi dei dati, che riesca contemporaneamente a essere interpretata secondo le intensità ottimali in base alle sensazioni dell'atleta!

 

Questa potrebbe essere una chiave di lettura efficace sia per un professionista dello sport, ma anche e soprattutto per chi fa dello sport una passione che riempie le sue giornate e che pertanto va gestita con serenità insieme a lavoro, famiglia, impegni vari, stress, spostamenti, appuntamenti, disponibilità di alimentarsi e dormire quantitativamente e qualitativamente in maniera adeguata.

Scegliere allenamento a sensazione o allenamento basato sui dati?

Sei in grado di programmare il tuo allenamento su un approccio scientifico e tecnologico e di monitorarlo e modificarlo attraverso la raccolta dei dati? Se sei un atleta curioso e con esperienza, che ama documentarsi, e hai approfondito lo studio di alcuni argomenti da fonti attendibili, forse la risposta è sì! Ma qualora la risposta fosse negativa, non devi preoccuparti più di tanto: puoi rivolgerti a un coach competente che farà la maggior parte del lavoro al tuo posto. A te resterà il compito di eseguire nel migliore dei modi le indicazioni e i numeri scritti sulla tabella di allenamento (virtuale o cartacea), affidandoti per il monitoraggio e la raccolta dati al tuo gps da polso super tecnologico.

 

Se invece sei davvero in grado di ascoltare il tuo corpo, di ascoltarne i messaggi, di comprenderne le sensazioni? Se ti chiedessi di correre, pedalare o nuotare a un ritmo molto blando, saresti in grado di poterlo fare senza dover necessariamente definirlo in termini di velocità, potenza o frequenza cardiaca? Allenarti senza conoscere la velocità media, la potenza media o la frequenza cardiaca media della tua attività, ti renderebbe comunque soddisfatto e gratificato dal tuo allenamento? Uno dei parametri fondamentali che conduce alla vittoria, che sia essa un qualsiasi ambizioso obiettivo sportivo che in cuor tuo vorresti poter raggiungere, non si trova esclusivamente tra numeri, dati, grafici e test; è la sensazione il valore aggiunto, qualcosa che è innata nell'essere umano e che paradossalmente si tende a perdere nella sua evoluzione.

 

Lo sport dovrebbe fare bene, essere uno stimolo costruttivo per il corpo e per la mente, specialmente per chi non ne fa una professione; non dovrebbe di certo portare ansia, spossatezza eccessiva e frustrazione nella vita di tutti i giorni. La mente, il sistema nervoso, è il direttore d'orchestra e le varie strutture del corpo non possono coordinarsi bene tra loro nello svolgere le funzioni vitali e soprattutto prestative se viene a mancare una stabilità e serenità psicologica di base. Non è un caso che per un amatore spesso i risultati migliori arrivino dopo brevi periodi di stop "forzato" oppure nei periodi di minor stress quotidiano o ancora nei periodi in cui le aspettative e la tensione nervosa di allenamenti e gare sono inferiori; in quelle situazioni l'essere umano, entità da considerare a tutto tondo e non come una macchina programmabile a 360°, probabilmente ha trovato la sua giusta dimensione, il compromesso corretto tra passione, stress e sacrificio.

 

Perché l'endurance è anche questo, uno sport di prestazione e sudore, ed è inutile negare che per ottenere risultati sia necessario a volte dare quel qualcosa in più, fisicamente e mentalmente, anche quando questo richiede stress e sacrificio. È fondamentale però che queste situazioni siano rare, ben distribuite ma soprattutto gestibili in maniera ottimale: in questo caso l'unico strumento che può supportare l'atleta in maniera efficace è la "sensazione", la conoscenza profonda del proprio corpo e della propria mente.

Conclusione

Ogni essere umano, ogni atleta di endurance a prescindere dal livello, ha le potenzialità per fondare le basi del successo nel proprio sport, costruendo il suo "gps da polso" in grado leggere e definire le sensazioni, un "tecnologia" dal valore inestimabile. È fondamentale lavorare sodo, con umiltà e dedizione, e utilizzare correttamente gli strumenti che la natura ci ha messo a disposizione proprio in quanto esseri umani.




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