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Zinco: proprietà, benefici ed effetti

Zinco: proprietà, benefici ed effetti

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 27 maggio 2016


Lo zinco è un minerale di fondamentale importanza per l'organismo. Contribuisce alla normale fertilità e riproduzione e contribuisce al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue.

 

Lo zinco è presente in ogni cellula dell'organismo ed è uno degli elementi alla base di oltre 200 enzimi o, meglio, è il minerale che più di altri influisce sul maggior numero di reazioni enzimatiche.
Lo zinco è necessario anche per la corretta attività di molti ormoni, inclusi gli ormoni timici, l'insulina, l'ormone della crescita e gli ormone sessuali.
L'organismo medio di un adulto ne contiene in totale 1,4-2,5 g, immagazzinato perlopiù nei muscoli (il 65% del totale) e concentrato in particolare nei globuli rossi e bianchi. Tra gli altri tessuti a elevato contenuto di zinco vi sono ossa, pelle, reni, fegato, pancreas, retina e prostata. La dose giornaliera consigliata per gli adulti è di 15 mg.

Fonti alimentari

Le più note fonti di zinco sono le ostriche, tuttavia è presente in concentrazioni relativamente elevate anche in altri crostacei, pesci e nelle carni rosse. Buone concentrazioni si riscontrano in diversi vegetali, quali cereali integrali, legumi, frutta secca e semi. Occorre precisare, tuttavia, che lo zinco delle piante è meno biodisponibile poiché, legando all'acido fitico (un composto delle fibre) per formare un complesso zinco-fitato insolubile, non viene assorbito.

Ostriche 148,7
Semi di zucca 7,5
Zenzero 6,8
Noci di pecan 4,5
Noci brasiliane 4,2
Piselli secchi 4,2
Arachidi 3,2
Avena 3,2
Frumento integrale 3,2
Segale 3,2
Fagioli di Lima 3,1
Mandorle 3,1
Noci 3,0
Grano saraceno 2,5
Nocciole 2,4
Piselli freschi 1,6
Rape 1,2
Patate 0,9
Prezzemolo 0,9
Aglio 0,6
Carote 0,5
Pane integrale 0,5
Fagioli neri 0,4

Contenuto di zinco in alcuni alimenti

I valori sono espressi in mg su 100g di alimento

Segni e sintomi di carenza

Gravi carenze di zinco, sebbene non siano frequenti, sono caratterizzate da alterazioni cutanee, diarrea, perdita di capelli, disturbi mentali e infezioni ricorrenti a causa dell'indebolimento delle funzioni immunitarie[1].
Le condizioni cliniche associate a carenza di zinco sono le seguenti.

  • Infezioni frequenti e/o gravi
  • Disturbi del sonno e del comportamento
  • Lenta guarigione delle ferite
  • Malattie psichiatriche
  • Malattie infiammatorie intestinali
  • Sindrome da malassorbimento
  • Diminuzione dell' appetito, anoressia
  • Ritardo della crescita
  • Perdita del senso dell' olfatto e del gusto
  • Maturazione sessuale ritardata
  • Cecità notturna
  • Impotenza, sterilità
  • Tutti i disturbi dermatologici
  • Mestruazioni anomale
  • Forfora e perdita di capelli
  • Abuso di alcol
  • Malattie del tessuto connettivo
  • Uso di diuretici
  • Artrite reumatoide

Un deficit moderato di zinco può riflettersi in un aumento della predisposizione alle infezioni, nella difficoltosa guarigione delle ferite, nella diminuzione del senso dell' olfatto e del gusto, in alcune malattie minori della pelle, quali acne ed eczema, e nella psoriasi. Tra le altre patologie spesso correlate a carenza di zinco troviamo: ridotta visione notturna o in condizioni di scarsa illuminazione, ritardo della crescita, atrofia testicolare, ulcere della mucosa orale, patina bianca sulla lingua e accentuata alitosi[1][2][3][4][5].
Anche la comparsa di macchie bianche sulle unghie può essere un segnale di un basso livello di zinco[6].
Il miglior metodo di laboratorio per determinare lo stato dello zinco è la misurazione della sua quantità all'interno dei globuli bianchi (zinco leucocitario)[1][7].

Le ostriche sono l'alimento in assoluto più ricco di zinco

Le ostriche sono l'alimento in assoluto più ricco di zinco

Dose giornaliera raccomandata

I livelli di assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) per lo zinco (SCF, 1993) per i maschi adulti e per le femmine è di 9,5 mg/die e 7,0 mg/die, rispettivamente. I livelli minimi di assunzione sono 7,3 mg/die e 5,5 mg/die per i maschi e le femmine, rispettivamente.Negli Stati Uniti, le nuove linee guida raccomandano dosi giornaliere di 11 mg/die e 8 mg/die per gli uomini e le donne, rispettivamente.
*Fonte EFSA

Effetti benefici

Un livello adeguato di zinco è essenziale per la buona salute. Gli effetti positivi di questo minerale sono molteplici, poiché numerosi sono gli enzimi e le funzioni dell' organismo alle quali partecipa.
I maggiori benefici sono stati osservati sul sistema immunitario, sulla guanglOne di ferite, sulla funzione sensoriale, sulla funzione sessuale e sulla salute della pelle.
Livelli di zinco adeguati sono necessari per una corretta funzione immunitaria; una carenza di zinco può provocare, infatti, una maggiore predisposizione alle infezioni.
Lo zinco è indispensabile per la sintesi delle proteine e l'accrescimento cellulare ed è quindi necessario per la guarigione delle ferite.
Lo zinco è essenziale per il buon funzionamento di vista, gusto e olfatto; una sua carenza può compromettere questi sensi. Spesso la cecità notturna è causata da un deficit di zinco. La perdita di gusto e/o olfatto è un problema comune negli anziani; in alcuni individui, gli integratori di zinco affinano l'olfatto e il gusto.
Lo zinco è importante per una corretta funzionalità degli ormoni sessuali maschili. Un suo deficit può contribuire all'ipertrofia prostatica e portare alla sterilità maschile (la scarsità di zinco può provocare una riduzione del numero di spermatozoi).
L'importanza dello zinco nella normale funzione della pelle è ben nota.

Usi principali

Lo zinco ha numerosi impieghi; i principali riguardano: casi di carenza, gravidanza, disturbi della funzione immunitaria o sessuale maschile, artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie, acne, degenerazione maculare, morbo di Alzheimer e malattia di Wilson.

Carenza di zinco

La carenza di zinco è causata da una ridotta assunzione e/o utilizzo di zinco. Molte patologie si associano a un deficit di questo minerale.
Alcune condizioni, elencate di seguito, sono legate a un ridotto assorbimento.

  • Anoressia nervosa
  • Dieta irregolare
  • Carenza di proteine
  • Vegetarianismo
  • Cirrosi alcolica
  • Età avanzata
  • Infezioni/infiammazioni acute
  • Alcolismo
  • Aumento delle perdite dell'organismo (inedia, ustioni dopo traumi)

Alcune condizioni, elencate di seguito, sono associate a un ridotto assorbimento di zinco.

  • diabete mellito
  • Dieta ricca di fibre
  • Elevato rapporto dietetico calcio:zinco
  • Elevato rapporto dietetico ferro:zinco
  • Alcolismo
  • Agenti chelanti
  • Acrodermatite enteropatica
  • Dialisi
  • Acloridria/ipocloridria
  • Malattie epatiche
  • Morbo celiaco
  • Malattie infiammatorie intestinali
  • Diarrea
  • Resezione intestinale
  • Perdita cronica di sangue
  • Sindrome da intestino breve
  • Insufficienza pancreatica

I semi di zucca sono molto ricchi di zinco

I semi di zucca sono molto ricchi di zinco

Funzione sessuale maschile

Lo zinco è forse l' oligominerale più importante nella funzione sessuale maschile. Svolge un ruolo in ogni aspetto della riproduzione maschile, compresi il metabolismo ormonale, la maturazione e la mobilità degli spermatozoi[13]. Una carenza di zinco è caratterizzata anche da un calo dei livelli di testosterone e del numero di spermatozoi. I livelli di zinco sono tipicamente più bassi tra gli uomini sterili con un' oligospermia (ridotto numero di spermatozoi): ciò significa che un deficit di questo minerale può contribuire alla sterilità.
Diversi studi hanno valutato gli effetti degli integratori di zinco su numero e mobilità degli spermatozoi[14][15][16] e i risultati confermano l'uso degli integratori nella terapia di oligospennia, specialmente in presenza di bassi li velli di testosterone. L'efficacia dello zinco è meglio illustrata dall'esame di uno studio compiuto su 37 uomini sterili da oltre 5 anni, il cui numero di spermatozoi era infericre di 25 milioni/mI. Sono stati misuati anche i livelli di testosterone nel sangue[16]. I pazienti hanno ricevuto integratori di solfato di zinco (60 mg al giorno di zinco elementare) per 45-50 giorni. Tra i 22 pazienti con livelli di testosterone inizialmente bassi, il numero medio di spermatozoi è salito da 8 a 20 milioni; sono aumentati anche i livelli di testosterone. Così, 9 delle 22 loro compagne sono state fecondate durante lo studio. Si tratta di un risultato notevole considerata la natura a lungo termine della sterilità e i risultati immediati che si sono raggiunti. Al contrario, i 15 uomini con normali livelli di testosterone non hanno manifestato alcuna variazione, né si è verificata alcuna nuova gravidanza nonostante un leggero aumento del numero di spermatozoi.

Acne

Diversi studi in doppio cieco hanno dimostrato l'efficacia dello zinco anche nel trattamento dell' acne, con risultati simili alla tetraciclina nella  terapia dell' acne superficiale e con esiti ancora migliori contro l'acne profonda[20[21][22]. Sebbene alcuni studi sullo zinco nei pazienti affetti da acne non abbiano riferito tali miglioramenti, la non omogeneità dei risultati potrebbe essere dovuta al diverso dosaggio o alla forma di zinco utilizzata. Per esempio, gli studi compiuti con citrato di zinco o gluconato di zinco mostrano miglioramenti simili a quelli determinati dalla tetracidina, mentre quelli con solfato di zinco ottengono benefici minori[23][24] a causa del ridotto assorbimento del solfato di zinco. Finora non vi sono stati studi su altre forme assorbibili di zinco, come il picolinato, l'acetato o la monometionina di zinco.
Sebbene alcuni dei partecipanti agli studi abbiano evidenziato notevoli e repentini miglioramenti, per la maggior parte dei soggetti erano necessarie solitamente 12 settimane di assunzione degli integratori prima di ottenere risultati positivi.
Poiché queste forme di zinco vengono assorbite più efficacemente rispetto alle forme utilizzate negli studi che hanno dato esito positivo, è possibile che producano risultati ancora migliori. La dose sicura ed efflcace di zinco è compresa tra 30 e 45 mg al giorno.

Degenerazione maculare

Lo zinco ha effetti alquanto positivi nel trattamento della degenerazione maculare. La macula è la porzione di occhio responsabile di una buona vista; la sua degenerazione è la causa principale della perdita della vista negli Stati Uniti e in Europa tra le persone di età pari o superiore ai 55 anni. In uno studio condotto presso il Department of Ophthalmology alla Utah School of Medicine (Dipartimento di Oftalmologia della Facoltà di Medicina dello Utah), 151 pazienti affetti da degenerazione rnaculare hanno ricevuto 100 mg di zinco oppure un placebo[25]: il gruppo trattato con lo zinco è andato incontro a perdita della vista in misura significativamente minore.

Avvertenze e precauzioni

I principali effetti tossici dello zinco si verificano in conseguenza di prolungate assunzioni di dosaggi superiori ai 150 mg al giorno. Tra questi effetti vi sono anemia da carenza di rame, riduzione dei livelli di colesterolo HDL e depressione della funzione immunitaria. La tossicità acuta è piuttosto rara, poiché l'ingestione di dosi tali da causare sintomi tossici (2 g/kg di peso corporeo) provoca solitamente il vomito. L'intervallo compreso tra la carenza grave e la tossicità viene definito 'area grigia di nutrizione'; in qualche punto tra questi estremi si colloca il valore ottimale dell' assunzione di zinco. Per lo zinco, questa area grigia è piuttosto ampia. Si tratta probabilmente dell'oligoelemento meno tossico.
Se assunto a stomaco vuoto (in particolare sotto forma di solfato di zinco), l'integratore può provocare disturbi gastrointestinali e nausea.

Interazioni

Lo zinco compete con il rame per l'assorbimento. Altri minerali (soprattutto calcio e ferro) possono influire negativamelte sull'assorbimento dello zinco se assunti in dosi elevate.
Gli integratori di zinco dovrebbero essere consumati lontano da alimenti ricchi di fibre per favorire un migliore assorbimento.



1. Prasad A, Clinical, biochemical and nutritional spectrum of zinc deficiency in human subjects: An update. Nutrition Reviews 41, 197-208, 1983.
2. Sandstead H, Zinc nutrition in the United States. Am J Clin Nutr 26, 1251-1260, 1973.
3. Nordstrom J, Trace mineral nutrition in the elderly. Am J Clin Nutr 36, 788-795, 1982.
4. Loeffel E and Koya D, Cutaneous manifestations of gastrointestinal disease. Cutis 21, 852-861, 1978.
5. Tuormaa TE, Adverse effect of zinc deficiency: A review from the literature. J Orthomol Med 10, 149-162, 1995.
6. Pfeiffer C, Mental and Elemental Nutrients. Keats Pub, New Canaan, CT, 1975.
7. Davies S, Assessment of zinc status. Int Clin Nutr Rev 4, 122-129, 1984.
13. Prasad AS, Zinc in growth and development and spectrum of human zinc deficiency. J Am Coll Nutr 7, 377-384, 1988.
14. Tikkiwam M, et al., Effect of zinc administration on seminal zinc and fertility of oligospermic males. Ind J Physiol Pharmacol 31, 30-34, 1987.

15. Takihara H, et al., Zinc sulfate therapy for infertile males with or without varicocelectomy. Urology 29, 638-641, 1987.
16. Netter A, et al., Effect of zinc administration on plasma testosterone, dihydrotestosterone and sperm count. Arch Androl 7, 69-73, 1981.
17. Pandley SP, Bhattacharya SK, and Sundar S, Zinc in rheumathoid arthritis. Indian Journal of Medical Research 81, 618-620, 1985.

18. Simkin PA, Treatment of rheumatoid arthritis with oral zinc sulfate, Agents and Actions (Suppl.) 8, 587-595, 1981.
19. Mattingly PC and Mowat AG, Zinc sulphate in rheumatoid arthritis, Annals of the Rheumatic Diseases 41, 456-457, 1982.
20. Michaelsson G, Vahlquist A, and Juhlin L, Serum zinc and retinol-binding protein in acne. Br J Dermatol 96, 283-286, 1977.
21. Michaelson G, Juhlin L, and Ljunghall K, A double blind study of the effect of zinc and oxytetracycline in acne vulgaris. Br J Dermatol 97, 561-565, 1977.
22. Cunliffe WJ, et al., A double-blind trial of a zinc sulphate/citrate complex and tetracycline in the treatment of acne. Br J Dermatol 101, 321-325, 1979.
23. Dreno B, Amblar P, Agache P, et al., Low doses of zinc gluconate for inflammatory acne. Acta Derm Venereol 69, 541-543, 1989.
24. Weimar V, Puhl S, Smith W, and Broeke J, Zinc sulphate in acne vulgaris. Arch Dermatol 114, 1776-1778, 1978.
25. Newsome DA, et al., Oral zinc in macular degeneration. Arch Ophthalmol 106, 192-198, 1988.

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