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Reishi | Benefici e proprietà del reishi, fungo dell'immortalità
Reishi Benefici e proprietà del reishi, fungo dell'immortalità

Reishi
Benefici e proprietà del reishi, fungo dell'immortalità

Data: 08 maggio 2020

Il reishi (Ganoderma lucidum)è uno dei funghi medicinali più celebri al mondo e viene utilizzato da oltre duemila anni nelle diverse Medicine Tradizionali Orientali per le sue proprietà. Maggiormente noto con il suo nome giapponese "reishi", in Cina è conosciuto come Ling Zhi o Ling chi ed è da sempre considerato tra le 10 sostanze naturali più potenti ed efficaci delle diverse medicine tradizionali.

Fungo reishi: tra tradizione e modernità

reishi

 

Il fungo reishi cresce spontaneamente sul tronco degli alberi in alcune zone dell'Asia.

 

 

Gli antichi cinesi hanno soprannominato il Ganoderma Lucidum "fungo dell'immortalità". Si tratta infatti del rimedio più raro e prezioso della Medicina Tradizionale Cinese. La leggenda lo descrive come un' "essenza spirituale" che ha il potere miracoloso di "riportare i morti alla vita".

È il fungo più noto nella micoterapia e, probabilmente, anche quello con il numero più elevato di studi e ricerche, che hanno suscitato non poco l'interesse delle medicine occidentali. 

Tradizionalmente, il reishi è utilizzato nella medicina popolare di Cina e Giappone come coadiuvante per i disturbi del fegato e dei reni, ipertensione, artrite, nevrastenia, insonnia, bronchite, asma e ulcere gastriche. In Cina è usato da tempo immemore anche come adattogeno e tonico.

Reishi: caratteristiche e principi attivi

coltivazioni reishi

 

Coltivazione di reishi.

 

 

Dal corpo fruttifero del Ganoderma lucidum sono stati isolati circa 4000 composti bioattivi dei quali circa 140 triterpeni/terpenoidi, oltre 200 tipi di polisaccaridi e glicoproteine, nucleotidi, cerebrosidi, ergosteroli, acidi grassi, proteine con specifiche attività, peptidi e tracce di altri elementi. Tra i minerali è importante notare la presenza in elevate quantità di germanio, che spiega molti dei suoi effetti benefici.

Ecco alcuni dei più importanti principi attivi del reishi:

  • Sali minerali: ferro, zinco, rame, manganese, magnesio, potassio, calcio, germanio
  • Vitamina B in particolare folina
  • 17 aminoacidi tra cui tutti gli aminoacidi essenziali
  • Polisaccaridi costituiti da: glucosio, galattosio, mannosio con tracce di xilosio e fucosio
  • Beta-glucani e alfa-glucani
  • Steroli precursori ormonali
  • Sostanze ad attività antistaminica
  • Adenosina
  • Triterei
  • Acido Lucidenico
  • Acido Ganodermico
  • Acido Genolucido

Reishi: proprietà

A ognuno di questi tantissimi elementi bioattivi corrispondono le specifiche proprietà potenziali, le quali possono essere di tipo "diretto":

  • tonico,
  • immunostimolante,
  • antinfiammatorio,
  • anti-batterico,
  • anti-virale,
  • antistaminico,

e le attività di tipo "indiretto":

  • immunomodulante, 
  • ipoglicemizzante. 

Benefici del reishi per la salute

integratgori di reishi

 

Integratori di reishi.

 

 

Possiamo considerare il nostro Reishi Ganoderma lucidum un adattogeno tra i più potenti. Ciò significa che questo fungo è in grado di contribuire in maniera aspecifica alla resistenza dell'organismo a stress di varia natura, sia fisica che mentale. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici dell'utilizzo del reishi:

  • Antinfiammatorio. Il sostegno all'attività antinfiammatoria del reishi è dovuta a un componente che è stato identificato come un analogo dell'idrocortisone, senza però gli effetti collaterali tipici degli antinfiammatori stereoidei e non. Grazie a queste sostanze dall'effetto cortisonico, sembra che il reishi sia particolarmente indicato per aiutare la riduzione di dolore e gonfiori negli stati infiammatori.
  • Tonico. Questo fungo, considerato un tonico naturale, aiuta a ridurre la pressione sanguigna e partecipa nel contrasto al colesterolo "cattivo". Sempre a livello dei vasi sanguigni, il Ganoderma lucidum sarebbe un valido alleato della prevenzione delle trombosi perché ricco di principi attivi che aiutano a impedire l'aggregazione delle piastrine all'interno dei vasi sanguigni. L'attività antipertensiva è dovuta ai 112 triterpeni identificati ad azione ACE-inibitrice. In particolare gli acidi ganoderici ( B,D,F,H,K,S e Y), il ganoderolo A e B.
  • Stimolante. Gli effetti di supporto alle azioni immunostimolanti sono attribuibili soprattutto ai polisaccaridi del reishi, tra i quali spiccano i Beta-glucani, sostanze dotate di proprietà immunostimolante. Queste molecole agiscono stimolando la produzione di cellule B e macrofagi che rappresentano gli strumenti di difesa del nostro organismo. Alcuni studi hanno anche riscontrato che questi polisaccaridi sono in grado di partecipare all'aumento della memoria delle cellule T e delle T helper, incentivandone l'attività e migliorando la risposta immunitaria delle infezioni batteriche. Altri studi evidenziano l'azione coadiuvante nei trattamenti antivirali.
  • Antiallergico. Sempre a livello immunitario, e in abbinato al potere cortisonico, il reishi supporta le azioni antiallergiche sia nei confronti delle allergie di origine respiratoria, sia di tipo alimentare. In uno studio nei laboratori di farmacologia dell'Università di Okayama, si è scoperto che il reishi contiene ben 4 principi attivi che possono partecipare all'azione antistaminica (gli acidi ganoderici C e D, il ciclottosolfuro e l'acido oleico). Queste sostanze contribuiscono a inibire il rilascio d'istamina, la sostanza che viene liberata dopo la reazione allergica e che scatena i sintomi infiammatori. A livello del sistema immunitario quindi, verrebbe bloccata la produzione eccessiva di anticorpi (anti-polline, anti-polvere, anti-acari) e riequilibrate le immunoglobuline E (igE). Il suo effetto è utile per aiutare a ridurre nel breve termine la sintomatologia allergica.
  • Abbassamento della glicemia. Sono presenti studi scientifici in vitro e su modelli animali che hanno evidenziato un'attività coadiuvante del fungo reishi: nei trattamenti ipoglicemizzanti, nella stimolazione della produzione di insulina, nell''utilizzazione periferica del glucosio e nel metabolismo epatico del glucosio. Alcuni componenti del Ganoderma Lucidum hanno la capacità d'inibire l'enzima α-glucosidasi che spezza gli amidi e disaccaridi alimentari, permettendo quindi l'assorbimento di glucosio. Il reishi contribuisce a inibire l'aldoso-reduttasi, enzima molto importante nel metabolismo del glucosio che condiziona il verificarsi di complicanze cliniche del diabete come la retinopatia e la nefropatia.
  • Protettore del fegato. L'azione di supporto alla protezione del fegato da parte del fungo si esplica in maniera generale, coadiuvando la protezione dell'organo anche da possibili danni tossici. 
  • Neurastenia. Sono stati condotti vari e vasti studi per indagare gli effetti del fungo cinese sulla neurastenia, sindrome complessa caratterizzata da: dolore muscolare, vertigini, cefalea, disturbi del sonno, incapacità di rilassarsi, irritabilità e dispepsia. Dopo 2 mesi di terapia con dosi considerevoli di reishi (fino a 5g al giorno), si è notato in gran parte dei pazienti un  miglioramento dei sintomi, anche se ancora non si conosce il meccanismo d'azione di questo effetto.

Reishi: controindicazioni

Non esistono in realtà particolari controindicazioni o casi di tossicità associata all'utilizzo del reishi. Tuttavia, in rari casi, sono stati segnalati leggeri disturbi digestivi, eritemi cutanei o emicrania, limitati però al primo periodo di utilizzo. Questi "effetti collaterali" sono attribuibili al processo di detossicazione innescato dal Ganoderma.

 

Sono riportati casi nei quali la somministrazione di dosaggi elevati del fungo ha determinato l'emissione di feci molli. Tale effetto collaterale può essere contrastato assumendo buone dosi di vitamina C, vitamina che tra l'altro migliora sensibilmente l'assorbimento dei nutrienti contenuti nel fungo.

 

Il reishi è sconsigliato ai pazienti che hanno subito trapianti di organi, o che assumano farmaci immunosoppressivi. Dal momento che si tratta di un fungo, è chiaro che l'utilizzo è sconsigliato anche a chi è allergico ai funghi.

Interazione del reishi con i farmaci

Nel caso in cui assumiate farmaci per la pressione, anticoagulantiipoglicemizzanti (ad esempio insulina, o metformina) o antipiastrinici, il suo uso è da evitare, perché il fungo partecipa in attività simili e può quindi provocare ipotensione, sanguinamento eccessivo, o ipoglicemia.

Reishi: conclusioni

Come abbiamo visto, sul reishi sono stati effettuati numerosissimi studi scientifici nelle Medicine Orientali sia pre-clinici sia clinici, pubblicati in riviste internazionali peer-reviewed, nei quali sono stati riconosciuti al fungo molteplici effetti farmacologici. A oggi, tuttavia, sono da confermare studi clinici nella medicina occidentale per attribuire una validità scientifica conclamata agli utilizzi del Ganoderma lucidum. Le aspettative comunque sono piuttosto rosee, vista la mole di studi in corso.

 

 

 

Referenze

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