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L'intestino e le sue connessioni con il sistema nervoso centrale (SNC)

L'intestino e le sue connessioni con il sistema nervoso centrale (SNC)

di in Nutrizione - Diete

ultima modifica: 05 ottobre 2018


Che esista una correlazione tra il sistema nervoso centrale ed il nostro intestino è cosa ormai comprovata e assodata.
Il sistema nervoso centrale (SNC) possiede una diramazione: il sistema nervoso enterico (SNE), che risulta costituito da neuroni i cui corpi cellulari sono localizzati nella parete intestinale. Tali neuroni si occupano di muovere le pareti e le anse intestinali in base agli input che ricevono dall'esterno ed in particolare dal SNC. Esso è dunque responsabile delle risposte che vengono elaborate all'altezza del nostro apparato gastrico e dunque la vita che si conduce e le tensioni accumulate rivestono un ruolo fondamentale.

 

Che esista una correlazione tra il sistema nervoso centrale ed il nostro intestino è cosa ormai comprovata e assodata.
Il sistema nervoso centrale (SNC) possiede una diramazione: il sistema nervoso enterico (SNE), che risulta costituito da neuroni i cui corpi cellulari sono localizzati nella parete intestinale. Tali neuroni si occupano di muovere le pareti e le anse intestinali in base agli input che ricevono dall'esterno ed in particolare dal SNC. Esso è dunque responsabile delle risposte che vengono elaborate all'altezza del nostro apparato gastrico e dunque la vita che si conduce e le tensioni accumulate rivestono un ruolo fondamentale.

 

È da sempre uno status che si reitera, una circostanza che vede il ripercuotersi di tutti gli stati d'animo positivi e negativi sul nostro apparato gastrointestinale spesso con conseguenze a dir poco fastidiose e permanenti.
Non è certamente meccanismo semplice quello di cercare di non sovraccaricare l'intestino delle tensioni quotidiane, tanto che alle volte appare impossibile e si finisce per soffrire delle più diverse patologie: dai più comuni gonfiori addominali da stress, passando attraverso il colon irritabile , fino ad arrivare al reflusso gastroesofageo.


Patologie che possono in molti casi correggersi o limitarsi con la modifica delle abitudini alimentari, nel caso del reflusso togliere cibi acidificanti come i pomodori o limitare l'utilizzo della caffeina può senza dubbio aiutare il soggetto a ristabilire l'equilibrio iniziale. La malattia da reflusso gastroesofageo è una malattia causata da diversi fattori, come quelli alimentari, anatomici, funzionali, ormonali e farmacologici. Il tono dello sfintere esofageo inferiore (zona di passaggio tra esofago e stomaco) costituisce una barriera pressoria contro il reflusso ed è il componente più importante del meccanismo anti-reflusso. Quando la pressione della zona si riduce, come ad esempio durante il passaggio di acqua o cibo, il materiale acido e non-acido risale dallo stomaco all'esofago (anche in condizioni normali). Se la quantità e la durata del reflusso superano una determinata soglia, si verifica la Malattia da Reflusso Gastroesofageo. La pressione della giunzione tra esofago e stomaco mostra considerevoli variazioni diurne ed è influenzata dalla dieta, dagli ormoni circolanti e da alcuni farmaci. Un aumento della pressione intra-addominale, come nelle persone in sovrappeso e nelle donne in gravidanza, predispone maggiormente al reflusso.

 

I sintomi tipici della malattia sono il bruciore retrosternale ( che si avverte posteriormente fra le scapole o al collo fino alle orecchie). Altro sintomo è quello forse più comune: il rigurgito acido (la percezione di un liquido amaro / acido in bocca). Tali episodi possono ripetersi nel corso della giornata o presentarsi in modo continuativo in varie fasce della giornata , compresa la notte tra le 24.00 e le 3.00. oppure da sdraiati o mentre ci si piega in avanti.


Possibile risoluzione al problema: ridurre il proprio peso corporeo sopratutto la circonferenza addominale, togliere gli alimenti che possono accentuare l'acidità (aggiungiamo al pomodoro e caffè, la menta, gli agrumi , gli alcolici e la cioccolata).
Evitiamo di coricarci subito dopo i pasti , sopratutto quando sono particolarmente abbondanti.


Nel caso del colon irritabile siamo di fronte ad una irritazione del tratto intestinale finale, di cui soffre circa il 20% della popolazione mondiale ( fonte OMS).
In genere non si parla di una vera e propria patologia intestinale, quanto di un disturbo: le pareti dell'intestino risulteranno più sensibili dando origine a dolori, fastidi ed una alternanza di dissenteria e stipsi.
La natura del problema è certamente da indagare considerando le connessioni tra SNC e SNE (sistema nervoso enterico presente nell'intestino) in quanto le connessioni risulteranno alterate e si darà origine al fastidio.


Risoluzione: possiamo certamente porre rimedio specialmente adesso che , grazie anche ad un a ricerca svolta presso l'università del Michigan, abbiamo avuto la conferma che tale sindrome non è l'anticamera del tumore al colon e pertanto modificando le abitudini alimentari e usando una buona integrazione faremo fronte al problema, fermo restando la sua predisposizione genetico-familiare.

 

I cibi da evitare:

  1. Latte e derivati;
  2. dolcificanti , come ad esempio il sorbitolo
  3. Frutta che tende a fermentare come cachi, uva bianca e nera, fichi, castagne, ciliegie, anguria, melone e prugne.
  4. Verdura di difficile o lunga digestione soprattutto cavolfiori, carciofi, spinaci, cipolla , rucola, cetrioli e sedano
  5. spezie piccanti e non;
  6. Bevande stimolanti come caffè o the;
  7. Bibite gassate, contenenti o meno caffeina.


E' possibile abbinare ad una dieta adeguata o comunque a quella serie di accortezze che ci vengono prescritte per risolvere il problema, degli integratori come ad esempio Levoris® . Si tratta di un integratore alimentare a base di carbone vegetale attivo ed estratti di piante indicato per il benessere dell'apparato gastrointestinale , apporta anche 1g/dose giornaliera di carbone vegetale attivo, che contribuisce alla riduzione dell'eccessiva flatulenza post-prandiale.
Enzymasic® è un integratore alimentare costituito da enzimi selezionati. Gli enzimi digestivi svolgono una funzione fondamentale nel sostenere il lavoro dell'apparato gastrointestinale, sono molecole proteiche che operano combinandosi con una sostanza specifica per trasformarla in una sostanza più semplice favorevole al suo assorbimento. L'utilizzo degli enzimi digestivi deve accompagnare sempre i pasti principali e specialmente in casi di regime alimentare restrittivo (durante la preparazione ad una gara) in quanto la mancata abitudine alla digestione di cibi fuori dal proprio schema, potrebbe compromettere gli equilibri della flora intestinale e dunque causare gonfiori e indigestione.

A chi soffre quindi di colon irritabile, di dolori mestruali piuttosto forti o chi lamenta
delle coliche intestinali con la conseguente comparsa di contrazioni intestinali dolorose , consiglio di assumere Dolestin®. Si tratta di un Integratore alimentare a base di estratti vegetali di Curcuma, Zenzero e Pepe Nero, la sua formula è studiata per sfruttare il ruolo di contrasto dei disturbi del ciclo mestruale e di tutti quei spasmi intestinali poco graditi. L'azione antinfiammatoria della curcuma e dello zenzero permetteranno alle anse intestinali di rilassarsi nuovamente ed eliminare quei gas che le comprimono fra loro.
Altro importante alleato della funzione digestiva è la Bromelina, un estratto ricco in enzimi che derivando dall'Ananas comosus (L.) Merr. L'ananas è indicato per favorire la funzione digestiva, coadiuvando il processo digestivo se assunta ai pasti.

Sostiene inoltre il drenaggio dei liquidi corporei e la funzionalità del microcircolo, alleviando la sensazione di gambe pesanti e contrastando gli inestetismi della cellulite.


La salute del nostro intestino deriva senza dubbio da una buona alimentazione, integrazione , idratazione ed attività fisica. La coesistenza di tali dinamiche può risolvere tantissimi problemi anche se in moltissimi casi si tratta più semplicemente di stress emotivi e psicologici a cui la vita quotidiana ci sottopone. Controllare razionalmente queste dinamiche appare impossibile dal momento che si tratta di due sistemi nervosi che lavorano in maniera autonoma.
Ma qualcosa possiamo fare anche contro lo stress: aiutiamoci con ashwagandha, integratore alimentare pensato per il benessere fisico e mentale . La concentrazione di questa pianta millenaria, rende l'integratore in questione un adattogeno per migliorare la risposta allo stress positivo e aiuta ad elaborare risposte che non trasformino lo stress positivo in negativo.


Anche l'attività fisica si presta ad essere un valido aiuto per prevenire malattie e disturbi intestinali. Si pensi che una ricerca condotta dall'università dell'Illinois afferma che persone inattive da tempo, cominciando un programma di attività fisica quotidiano della durata di 30 minuti, hanno riscontrato l'aumento di batteri intestinali che producono butterato. Quest'acido antinfiammatorio è stato associato alla protezione dal tumore intestinale, efficace anche per la perdita di peso e le difese immunitarie.
In più una costante e moderata attività motoria consente di prevenire la stipsi occasionale e garantire una maggiore regolarità intestinale, il tutto coadiuvato sempre da una idratazione quotidiana adeguata.

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