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Il Kaatsu Training o blood flow restriction training

Il Kaatsu Training o blood flow restriction training

di in Allenamenti - Tecniche di allenamento

ultima modifica: 05 dicembre 2017


Il Kaatsu Training o BFR (Blood Flow Restriction) fu sviluppato dallo studente giapponese Yoshiaki Sato grazie allo studio sull'allenamento in carenza di ossigeno con lo scopo di applicarlo (lo studio non il metodo) in campo aerospaziale.

Il Kaatsu Training o BFR (Blood Flow Restriction) fu sviluppato dallo studente giapponese Yoshiaki Sato grazie allo studio sull’allenamento in carenza di ossigeno con lo scopo di applicarlo (lo studio non il metodo) in campo aerospaziale.

In cosa consiste il BFR

Questo sistema prevede l'occlusione delle vene attraverso l'utilizzo di un laccio o una fascia tale da impedire parzialmente il ritorno venoso e creando un accumulo di sangue nel muscolo.
Per applicare questa metodologia il laccio si deve avvolgere alla parte superiore del muscolo selezionato stringendo abbastanza da creare un rallentamento del ritorno venoso (non dovrebbe incidere sul flusso arterioso) dal 40 al 70% (dipende da quanto si stringe), portando a un accumulo di metaboliti superiore al normale.

Uso scorretto del laccio

Se si stringe troppo e si occlude l'arteria (bisognerebbe in ogni caso stringere tantissimo per ottenere ciò) si può riscontrare:

  • cambio di colore della pelle
  • intorpidimento
  • difficoltà nei movimenti

Cosa succede dunque?

  • forte stress metabolico dato dalla carenza di ossigeno
  • sfrutta, nonostante la durata in secondi del set, un metabolismo di tipo anaerobico dunque le fibre muscolari 2b saranno quelle coinvolte maggiormente
  • forte produzione di lattato, la quale ha un forte impatto sul profilo ormonale e crea un notevole stress metabolico

Come strutturare l’allenamento

  • Si consiglia di usare carichi ridotti fino ad un 40% dell'1RM per creare una maggiore produzione di metaboliti nonché per agevolare la fase di recupero che essendo già allungata, con tale metodica, a carichi maggiori i tempi sarebbero ulteriormente dilatati.
  • Le ripetizioni consigliate da utilizzare sono tra le 15-20 (portare a cedimento ogni serie non sembra una buona idea dato l’impatto a carico del sistema nervoso).
  • Si possono inserire tecniche per aumentare l'intensità percepita come stripping o rest pause
  • Tecnica molto interessante per allenare gli arti

Con questa tecnica si apre la possibilità di reclutare anche le fibre di tipo II (cosa che accade a percentuali di carico medio-alte).

Precauzioni da prendere

Da ricordarsi che ponendo un forte stress sulle vene e le relative valvole questa tecnica non è appropriata per individui soggetti a varicose.
Si consiglia dunque un approccio graduale a questa metodologia soprattutto perché molti soggetti potrebbero subire effetti negativi se lo stress venoso fosse troppo elevato.
Nonostante ciò negli studi condotti sull'utilizzo del BFR non sembra che ci siano alterazioni della coagulazione anche se in ogni caso, quando la pressione sul sistema vascolare non può essere controllata il rischio di rabdomiliosi aumenta.

Gli studi a proposito del BFR

Rilevazioni riscontrate nei vari studi:

  • nonostante durante una diminuzione del flusso (da occlusione) durante l’attività fisica, nelle 4 settimane successive, a riposo, è stata dimostrata una maggiore vasodilatazione.
  • i BPM e la pressione arteriosa con il 30-40%1RM variano di solo un 11-13%
  • con l’utilizzo di carichi compresi tra l'80 e il 100% dell'1RM la pressione arteriosa e i BPM sembrano addirittura duplicare.

Tag: allenamento occlusivoblood flow restrictionkaatsu trainingYoshiaki Sato

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