Nutrizione

Il cortisolo, l'ormone mangia muscoli

Il cortisolo, l'ormone mangia muscoli

di in Nutrizione

ultima modifica: 25 luglio 2016


Il cortisolo viene definito spesso "ormone dello stress" e le sua azione principale viene definita anti insulinica: conosciamo meglio questo ormone.

Il cortisolo è un ormone sintetizzato a partire dal progesterone, nella porzione fascicolata della zona corticale dalle ghiandole surrenali (2 piccole ghiandole endocrine collocate superiormente al rene) in risposta all'ormone ipofisario ACTH.

Cortisolo - formula chimica

È un ormone di tipo steroideo appartenente alla categoria dei glucocorticoidi, di cui peraltro fa parte anche il corticosterone.

Esso viene spesso definito "ormone dello stress" perché in condizioni quali traumi, infezioni, lesioni da caldo/freddo, dolore molto intenso, danno tissutale meccanico (allenamento coi pesi) o da malattia, la sua produzione aumenta.

Cortisolo - formula chimica

L'azione del cortisolo

La sua azione principale viene definita anti-insulinica e consiste nell'indurre un aumento della glicemia attraverso una stimolazione della gluconeogenesi epatica, utilizzando come substrati gli amminoacidi derivanti dal catabolismo proteico (soprattutto dei muscoli scheletrici) e lipidico (del tessuto adiposo).

schema funzionale

Nel caso in cui la nostra alimentazione preveda un alto contenuto proteico (di derivazione animale) e di glucidi con alto indice glicemico (poveri di fibra) è probabile, anzi sicuro, che si verifichi un innalzamento della glicemia, che successivamente si converte in un'ipoglicemia reattiva, causata dall'eccessiva stimolazione dell'insulina che a sua volta inizia una nuova produzione di cortisolo.

Da tenere a mente che il cortisolo si distingue dal glucagone poichè contrariamente a quanto ci si può aspettare è anche in grado di stimolare la glicogenosintesi.

 

Quest'ormone inoltre è in grado di contrastare le infiammazioni attraverso la sua azione anti-immunitaria (questa funzione è quella che ne permette l'utilizzo in molti farmaci anti-infiammatori).

Cortisolo ed esercizio fisico

Passiamo ora a quello che ci interessa maggiormente, la sua azione in relazione all'esercizio fisico!

La sua secrezione è correlata alla durata e all'intensità dello sforzo, nello specifico aumenta drasticamente a partire da un intensità paragonabile a circa il 60% del VO2max per poi rientrare nella norma non appena il soggetto ritorna in una condizione di relax.

Tale effetto a breve termine rafforza il sistema immunitario, la memoria, il controllo dell'appetito, la perdita del peso, i livelli di energia, i livelli di infiammazione e di salute sessuale.

L'innalzamento dei livelli di cortisolo causa un aumento degli enzimi che si occupano della conversione degli aminoacidi in glucosio che viene sfruttato per fornire energie e quindi NON per la costruzione di massa muscolare.

Allenamento sotto sforzo

Il problema reale è perciò che tali aminoacidi, in assenza di disponibilità nel flusso ematico, vengono prelevati dal tessuto muscolare; a stimolare questo malaugurato utilizzo aminoacidico ci pensa anche l'insulina che interviene per calare la glicemia a cui può seguire un aumento dei tessuti adiposi specialmente nella zona addominale.

Una causa del sovrallenamento

Se l'attività fisica viene protratta per troppo tempo e troppo spesso, a lungo andare si registreranno minori livelli di cortisolo durante gli allenamenti, ed una continua produzione in eccesso durante le fasi di riposo, rendendo lo stress meccanico una situazione cronica con conseguente stanchezza, aumento di peso, depressione e scarse prestazioni.

Può essere quindi la prima causa di sovrallenamento!

La sindrome di Cushing o ipercortisolismo

In genere quando i nostri livelli di cortisolo sono sopra i livelli normali si parla di ipercortisolismo, o sindrome di Cushing.

Le conseguenze che può avere questa patologia sono svariate, le principali sono:

  • inibizione della sintesi di DNA, RNA, proteine, GH (ormone della crescita, molto importante per un adeguato sviluppo muscolo-scheletrico), testosterone e dell'enzima deiodasi che catalizza la conversione del poco attivo ormone tiroideo T4 nel più attivo T3 (fontamentali per la corretta funzione metabolica del nostro organismo
  • aumento della gittata cardiaca
  • incremento della glicemia, stimolando la gluconeogenesi epatica e aumentando la secrezione di glucagone e riducendo l'attività dei recettori insulinici
  • riduzione delle difese immunitarie e conseguentemente delle reazioni infiammatorie
  • diminuzione della sintesi di collagene e di matrice ossea, accelerando l'osteoporosi, una condizione caratterizzata da una ridotto contenuto di calcio nelle ossa che le rende più fragili e maggiormente soggette a fratture
  • favorisce il catabolismo proteico (come spiegato precedentemente), il quale in casi estremi può portare all'atrofia delle fibre muscolari sfociando peraltro in miopatia e ipotrofia muscolare
  • a seconda del distretto può stimolare la mobilitazione e l'utilizzo degli acidi grassi, oppure la lipogenesi provocando anche obesità di grado lieve-moderato, (difficilmente viene raggiunta quella di III grado a causa del cortisolo)
  • interferisce con la secrezione del GnRH un ormone che viene secreto dall'ipotalamo regola la funzione sessuale in entrambi i sessi
  • disfunzione del ritmo circadiano, provocando: difficoltà a prendere sonno, problemi a restare svegli, cali di energia durante il pomeriggio o in orari strani del giorno, difficoltà ad alzarsi la mattina, problemi di memoria e di apprendimento.
    Questo accade perche l'ippocampo (la zona bersaglio) è la parte del cervello che mitiga il nostro stress dove si trovano i più grandi depositi di recettori del cortisolo, esso però non è stato "disegnato" per rispondere continuamente allo stress, ma per farlo solo se strettamente necessario

Ipocortisolismo ovvero valori di cortisolo bassi

Da non dimenticarsi che anche valori di cortisolo bassi rispetto alla norma possono essere problematici, si parla in questo caso di ipocortisolismo, non mi dilunghero in questo argomento poiché è poco attinente al fitness e al wellness ma in ogni caso le conseguenze sono principalmente insufficienza surrenalica, ipoglicemia, ipopituitarismo, ipotiroidismo, malattie del fegato e morbo di Addison.

Un ultimo chiarimento

Pur essendo la paura dell'ormone "mangia muscoli" esagerata nella maggior parte dei casi (soprattutto nell'ambito del fitness) per mantenere sotto controllo i livelli di cortisolo è bene consumare pasti piccoli in termini calorici ma frequenti (5 o più al giorno), privilegiare l'assunzione di carboidrati complessi come l'avena, i cereali senza zucchero, le farine integrali ed i loro derivati ed assumere (magari intra-workout) aminoacidi essenziali o ramificati pe mantenere la loro concentrazione nel sangue elevata onde evitare l'utilizzo, a scopo energetico, di di derivazione muscolare. Nell'allenamento concedersi i giusti periodi di riposo, e tenere sotto controllo i parametri di "intensità" e "volume" che sono alla base dei fenomeni di adattamento e di miglioramento della prestazione atletica nonchè della crescita muscolare.

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