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Fermenti lattici o probiotici e salute della flora batterica intestinale

Fermenti lattici o probiotici e salute della flora batterica intestinale

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 13 marzo 2015


In questo periodo sentiamo spesso parlare di fermenti lattici, probiotici, prebiotici, senza sapere, generalmente parlando, di cosa si tratta.
E' bene imparare cosa sono e quali effetti hanno sulla flora batterica intestinale.

Parliamo di salute intestinale

In questo periodo spesso sentiamo parlare di "fermenti lattici", "probiotici", "prebiotici", senza sapere, generalmente parlando, di cosa si tratta.

Spesso (ahimè non sempre!) vengono associati alle terapie antibiotiche o comunque di supporto a disbiosi intestinali causate da virus o batteri patogeni stagionali. Ma non dobbiamo dimenticare altre patologie più gravi, fortunatamente meno diffuse, e quindi meno "mediatiche", quali coliti ulcerose e Morbo di Chron per citare tra le più severe, fino ad arrivare a diffuse sindrome del colon irritabile (problema che mi tocca personalmente) e celiachia, dove la terapia coadiuvante di probiotici é importantissima.

In questa fascia di popolazione sofferente di disturbi gastrici cronici spesso si trovano i bodybuilders, come tutti gli sportivi in genere, che possono essere più suscettibili a problematiche gastrointestinali, quali gonfiori, flatulenza e diarrea, specialmente nelle fasi di maggiore intensificazione della preparazione.

Queste problematiche sono deleterie per le performances e spesso disastrose per il culturista in gara, per cui credo fortemente che il tutelare la salute del tratto digerente sia di essenziale importanza per l'organismo in generale.

Schema apparato digerente

Schema dell'apparato digerente

Un po' di fisiologia

L'intestino, sterile alla nascita, viene successivamente colonizzato da una ricca popolazione di microorganismi, comunemente definita flora intestinale.

Il delicato ecosistema batterico formato da centinaia di specie, che costituisce la flora intestinale, pur essendo maggiormente concentrato nell’ultima parte dell’intestino (colon), si trova lungo tutto l’apparato digerente, dalla bocca fino all’ano; tale ecosistema non solo è diverso a seconda dei vari livelli del tratto intestinale considerato, ma si modifica in relazione a età, sesso e alcuni fattori ambientali che possono interessarci sullo specifico, quali dieta e stile di vita.
A livello del tratto gastrointestinale, infatti, esiste una differente distribuzione dei batteri: nello stomaco la crescita dei batteri è limitata per la presenza di un ambiente particolarmente acido (pH basso); la concentrazione di microrganismi aumenta progressivamente lungo il tenue (piccolo intestino), mentre la maggior concentrazione di microrganismi si trova a livello del colon.

La flora batterica è composta per il 95% da batteri anaerobi (che possono vivere in assenza di ossigeno) e per il 5 % da batteri aerobi (che necessitano di ossigeno per vivere).

Distribuzione dei batteri lungo tutto l'apparato digerente

Stomaco

A livello dello stomaco, la crescita dei batteri è limitata per via di un ambiente particolarmente acido (Ph basso)

 

Intestino tenue

La concentrazione dei microorganismi aumenta progressivamente nell'intestino tenue

 

Colon

Nel colon vi è la maggior concentrazione dei batteri che costituiscono la flora intestinale

 

Funzioni della microflora intestinale

Le funzioni della microflora intestinale possono essere riassunte in:

  • metabolica
  • trofica
  • protettiva
  • immunologica (di grande importanza)

Analizziamo ciascuna di queste funzioni in dettaglio.

Funzione metabolica

Consiste in particolare nell’assorbimento di ioni (in particolare di calcio, magnesio e ferro), nella sintesi di vitamine (acido folico, vitamina K, vitamine del gruppo b ed altre) e nella fermentazione dei carboidrati (zuccheri).

Funzione trofica (nutritiva)

Un effetto importante è la produzione di acidi grassi a catena corta come il butirrico perché assicurano il nutrimento (trofismo) /energia delle cellule intestinali e quindi favoriscono l’attività fisiologica del colon.

Funzione immunologica

E' una delle attività più importanti della flora batterica e consiste in un vero e proprio interscambio di informazioni tra i microrganismi e il sistema linfatico tissutale, cioè il sistema preposto ad attaccare quando intervengono batteri o sostanze nocive.

Infatti a livello del sistema linfatico tissutale avviene la produzione di sostanze e cellule che costituiscono la risposta immunitaria (difensiva) dell’organismo che concorre al buono stato di salute dell’organismo.

Funzione protettiva

Una funzione molto importante, necessaria per difendere l’organismo da agenti patogeni già a livello del tratto gastrointestinale, ed è assicurata dalla saliva, dagli acidi gastrici, dalla peristalsi, dalle membrane delle cellule che ricoprono la superficie interna dell’intestino (epiteliali) e naturalmente dalla flora batterica.

La flora batterica gastrica costituisce, infatti, la prima linea di difesa dai batteri esterni (grazie al basso pH), quella intestinale agisce mediante meccanismi di competizione con i patogeni per i siti di adesione epiteliali e per i nutrienti disponibili e inoltre, produce specifiche sostanze proteiche, come per esempio le batteriocine che attaccano direttamente i batteri patogeni.

Alterazioni della flora batterica

L’alterazione della flora batterica si chiama DISBIOSI, e vuol dire che i batteri salutari, i nostri "batteri buoni" (tra cui Lactobacillus Acidophilus e Biphidus) diminuiscono e quelli nocivi (tra cui il Bacillus Coli) aumentano, altre volte alcuni tipi di batteri mutano divenendo a loro volta patogeni, causando la classica sintomatologia fastidiosa che va dal semplice gonfiore, alitosi, a veri dolori addominali, flatulenza fino alle scariche diarroiche.

Questa situazione rende impossibile la completa elaborazione dei materiali fecali, un pessimo assorbimento dei nutrienti con fermentazioni anomale, specie dei carboidrati, e putrefazioni che, oltre a variare la temperatura intestinale, infiammano la mucosa, indebolendo il sistema immunitario, dando possibilitá all'attacco dei virus come succede spesso in questi periodi di clima "pazzerello".

DISBIOSI

La disbiosi è un'alterazione della flora batterica costituita da una diminuzione dei batteri buoni (tra cui Lactobacillus Acidophilus e Biphidus) e un aumenti dei batteri nocivi (tra cui il Bacillus Coli)

Cause delle alterazioni della flora batterica

Cause che possono provocare lo scompenso della flora batterica intestinale sono varie:

  • uso di medicinali
  • fasi di stress
  • dieta poco equilibrata
  • batteri patogeni

Analizziamo tutte queste cause in dettaglio.

Uso di medicinali

In particolare durante o successivamente alle fasi di terapia con antibiotici, ci ritroviamo con una flora batterica intestinale "provata" ed indebolita, per cui sarebbe opportuno, far seguire una decisa terapia di supporto ricostituente con probiotici, per evitare sia fenomeni diarroici ma pure un seguente indebolimento immunitario che potrebbe dare il via ad altri disturbi come candidosi, cistiti ed altre noie virali.

Fasi di stress

Deleterie sono le "fasi di stress", per chi poi somatizza molto e ha "debole" quella zona (tipo il sottoscritto), la colite trova terreno fertile quando siamo sotto pressione lavorativa, da studio e per questioni emotive.

Curiosa é l'equazione evidenziata ormai nel panorama scientifico di come ansietà e disturbi affini siano legati ad una salute intestinale alterata e viceversa! (Ci sarebbe molto da dire di interessante ma lasciamolo ad altro articolo). In questa sezione troviamo ovviamente pure lo "stress sportivo" sul quale mi soffermerò mettendo a rilievo alcuni interessanti punti che devono essere ben tenuti presente. É ben nota l'efficacia dei probiotici per lo sportivo nelle fasi di maggiore stress psicofisico della preparazione o nei mesi "invernali", poiché l'esercizio intenso e prolungato è associato ad un indebolimento del sistema immunitario (non a caso capitano spesso malanni ad intralciare le ultime fasi della preparazione) degli atleti che aumenta la predisposizione alle infezioni del tratto respiratorio superiore.

A questo proposito cito uno studio interessante pubblicato nel 2011 su International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolismemerge che il consumo di integratori probiotici aiuta a ridurre del 36% l'incidenza delle URTI (UPPER respiratory tract infection) negli sportivi che hanno assunto il Lactobacillus Casei Shirota per 4 mesi di allenamento e attività fisiche di resistenza.

Frequentemente si nota come il bodybuilder, per via dell'allenamento intenso specie in regimi alimentari ipocalorici del precontest o i ciclisti, corridori e i triatleti professionisti sono spesso colpiti da problemi gastrointenstinali come per esempio dolori addominali di tipo colitico e diarrea.

I probiotici possono quindi essere utilizzati per prevenire la sintomatologia e creare un ambiente immunitario difensivo adeguato evitando fastidi e intralci nella preparazione e in gara.

Dieta poco equilibrata

Una dieta poco equilibrata sicuramente non aiuta, anzi in particolare vi sono alimenti che possono favorire l'insorgenza di disturbi gastrointestinali irritando è infiammato la mucosa intestinale.

In particolare se si abbonda di zuccheri raffinati e dolciumi, ci troveremo ad avere processi fermentativi con elevata produzione di gas, tensione addominale e una alterazione diretta della flora batterica che potrebbe favorire l'insorgenza di ulteriori disturbi quali la candidosi, oltre che creare un ambiente molto acido favorente stati infiammatori locali e non solo! Pensiamoci mentre quotidianamente ci attacchiamo a brioches, merendine varie....poi gli alcolici con una certa frequenza possono disturbare, così come una dieta con troppe poche fibre, fino ad arrivare alll'eccesso di proteine animali (specie se altamente elaborate/trattate per il potenziale di fermentazione/putrefazione che si crea nell'intestino.

Batteri patogeni

Last but not least sarebbe opportuno supplementare probiotici prima o durante certi viaggi in paesi esotici per via della esposizione a batteri patogeni di cui si potrebbe essere facile preda e farsi rovinare la vacanza con la "diarrea del viaggiatore".

Tratti anatomici

Esofago

Stomaco

Intestino tenue

Intestino crasso

Probiotici e prebiotici

La gente in linea di massima non li sa distinguere, e allora inziamo col dire che i prebioti in primis li introduciamo nel cibo che assumiamo, oltre che come valido supporto come integratori. Ma sono elementi differenti, con funzioni differenti....per la stessa causa: la salute intestinale.
I prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare la proliferazione e l'attività dei batteri “buoni” presenti nell’intestino.

I più conosciuti e studiati sono i frutto-oligosaccaridi (FOS) come l'inulina, ma anche altre sostanze, come i galatto- e gluco-oligosaccaridi (GOS) come il lattulosio e il lactilolo.
La loro fermentazione crea condizioni favorevoli per la crescita dei Bifidobatteri, dei Lattobacilli e sfavorevoli per i micro-organismi patogeni. Queste sostanze facilitano, inoltre, l'assorbimento di acqua e di alcuni minerali come calcio, magnesio e zinco. Si sono dimostrati particolarmente utili nel ridurre la concentrazione plasmatica di colesterolo e di trigliceridi. In natura gli oligosaccaridi sono presenti in numerosi ortaggi quali cicoria, carciofo, cipolla, porri, aglio, asparagi, grano, banane, avena e soia.
I probiotici sono organismi "vivi", quei batteri buoni che se assunti e/o somministrati in quantità adeguata danno un notevole supporto alla salute dell'organismo. Probiotici insieme a "fermenti lattici" è il termine con cui la maggior parte delle persone ha più familiarità.

Bifidobatteri Lactobacilli Lieviti
Bifidus longum
Bifidus bifidum
Bifidus adolescentis
Bifidus infantis
Lactobacillus Acidophilus
Lactobacillus Reuteri
Lactobacillus Rhamnosus
Lactobacillus Casei
Saccharomyces boulardii

Si distinguono in tre famiglie (che a loro volta hanno dei sottogruppi):

Bifidobatteri

Sono batteri simbionti dell’intestino umano, vivono cioè normalmente in questo distretto. Tra questi abbiamo Bifidus Longum e Bifidus Bifidum che caratterizzano l’intestino di un adulto, Bifidus Adolescentis e Bifidus Infantis caratteristici di adolescenti e lattanti. Questi sono veri antagonisti che prevengono la colonizzazione dei batteri a livello del colon proteggendo la mucosa grazie alla capacità di produrre acidi al fine di mantenere un corretto ph. Regolano la peristalsi e quindi aiutano il transito intestinale e la produzione di vitamine come le B.

Lattobacilli

Sono un gruppo di batteri capaci di produrre acido lattico, sostanza che mantiene in salute l’apparato intestinale. Tengono inoltre lontani i batteri nocivi in quanto sono loro “competitori naturali” ovvero utilizzano le stesse sostanze dei batteri nocivi entrando quindi in competizione con essi e sopraffacendoli.

Tra questi troviamo Lactobacillus Acidophilus, Lactobacillus Reuteri, molto utilizzato per i bambini poiché ha un’azione efficace sui batteri che causano la carie e su quelli che causano le enterocoliti, Lactobacillus Rhamnosus, Lactobacillus Casei. Questo gruppo di batteri è più conosciuto con il nome di fermenti lattici e caratterizzano quasi tutti i tantissimi integratori in commercio.

Lieviti

Tra i lieviti abbiamo Saccharomyces boulardii che protegge l’apparato intestinale e ripristina la microflora batterica. Produce vitamina B e acido lattico all’interno dell’intestino e tiene lontani i batteri nocivi. Spesso possono essere associati alle terapie antibiotiche.

Da tutto questo, vediamo quanto siano importanti non solo per la salute intestinale ma un corretto supporto alla flora batterica, caratterizza, o meglio condiziona in maniera positiva l'intera salute dell'organismo.

Se non abbiamo una efficiente equilibrio di protezione i virus possono subentrare, o i batteri mutare e gli effetti sono ben noti nella sua fastidiosità, creando innanzitutto una condizione infiammatoria della mucosa che irritandosi, chiamerà acqua verso l'intestino (diarrea) oltre a favorire la permeazione dei patogeni, gli alimenti che introduciamo, in particolare i carboidrati o proteine animali, saranno mal digeriti (fermentazione) e scarsamente assorbiti.

Come scegliere un probiotico tra tanti

Con tutti i prodotti che i media o il farmacista ci propongono, come facciamo a scegliere? Credo che questo sia di grande importanza se vogliamo beneficiare degli effetti senza cadere nelle trappole della pubblicità.

Allora, intanto per scegliere il giusto probiotico, non c'é bisogno di una laurea in farmacia o in medicina, ma dobbiamo tenere presente determinate caratteristiche:

  • ne troviamo alcuni che contengono solo un ceppo ed altri che ne hanno cinque, sette, o più. Il "migliore" deve essere uno polivalente, che contenga cioè più specie batteriche contemporaneamente tra quelle che ho elencato.
    Differenti ceppi vuol dire più funzioni esplicate, ed questo modo verranno reintegrate quelle mancanti ed “eliminate” quelle non idonee alla flora batterica autoctona;
  • vi sono alcuni prodotti che necessitano di essere refrigerati, per cui conserviamoli come suggerito per non alterarne le caratteristiche vitali e soprattutto (questo vale per tutti), non esponiamoli al fonti di calore come pure non assumiamoli insieme a bevande o cibi caldi per non farli morire;
  • che siano sotto forma preferibilmente di capsule (salvo altre particolari tecnologie di "veicolo"), ovvero che il contenuto possa arrivare a destinazione (intestino) senza essere intaccato dagli acidi dello stomaco.
    A questo proposito, potrebbe essere utile assumerli a stomaco vuoto, per farsi che il pH dello stomaco incida il meno possibile nel percorso verso il colon;
  • un dosaggio consigliato: vi sono prodotti che ne contengono da 1 miliardo di ceppi di cellule vive a 10 o persino molto di più. Bene, non sempre il discorso "di più é meglio" perché dipende da fattori quali il tipo di ceppo alla reale quantità che arriva all'intestino. Possiamo dire che, in linea di massima, il prodotto dovrebbe contenere almeno 10 miliardi di cellule vive, che si dovranno assumere con una certa costanza (si consigliano circa 4 settimane di base o più) per far si che i ceppi batterici possano colonizzare la zona.

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