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Digiuno intermittente: Vantaggi e Controindicazioni - Parte 2

Digiuno intermittente: Vantaggi e Controindicazioni - Parte 2

di in Nutrizione - Diete

ultima modifica: 08 settembre 2016


Quali vantaggi apporta il digiuno intermittente? E quali le controindicazioni per questa strategia alimentare?

Dopo aver descritto cos'è il digiuno intermittente ed aver trattato le varie tipologie passiamo a descrivere queli sono i vantaggi (studiati e verificati) a cui questo protocollo porta.

Diminuzione di insulina (inibitore della lipolisi) e aumento della sensibilità ad essa

Questo ormone abbassa le concentrazioni ematiche di glucosio, acidi grassi e aminoacidi promuovendone l'immagazzinamento rispettivamente in glicogeno, trigliceridi (nel tessuto adiposo) e proteine;
l' insulina ha quindi un effetto ipoglicemizzante; In presenza di una risposta insulinica utilizziamo prevalentemente i carboidrati come substrato energetico (trasportati nelle cellule con il trasportatore GLUT) convertendo invece in lipidi i carboidrati in eccesso che vengono accumulati come tessuto adiposo. Di conseguenza una sua normalizzazione favorisce l utilizzo dei lipidi come substrato energetico principale.
Gli zuccheri sono una preziosa fonte di energia per il nostro corpo, ma se li comsumiamo continuamente e in quantità troppo elevate si presenta il rischio che il nostro organismo sviluppi resistenza all azione di insulina, questa situazione è stata rilevata come uno dei fattori che incidono sullo sviluppo di diverse patologie croniche quali diabete e malattie cardiache.
Praticando Il digiuno intermittente come accennato nella part 1 il nostro metabolismo passa dall uso di carboidrati come fonte energetica primaria all utilizzo dei grassi; diversi studi hanno dimostrato che attraverso questo cambio metabolico di adattamento i rischi di sviluppare questo tipo di resistenza diminuiscono sensibilmente.

Glucagone

Incremento della produzione di glucagone. Questo ormone è l' antagonista per eccellenza dell insulina (ormone lipolitico), la sua sede di azione è il fegato e si occupa del controllo dei livelli di glucosio nel sangue attraverso la sua capacità di aumentare la glicemia diminuendo la sintesi di glicogeno, promuovendone la lisi e stimolando la gluconeogenesi epatica(produzione di glucosio da composti non glucidici).

Glucagone struttura chimica

Autofagia

insulina e glucagone, hanno un ruolo importante nei processi autofagici ovvero un meccanismo che si attua a livello cellulare che si attiva quando le sostanze nutritive necessarie alle attività del nostro organismo sono in decifit. L autofagia porta perciò alla distruzione di proteine o di parti della membrana cellulare in modo tale da utilizzare il ricavato come ‘'pezzi di ricambio'', dove necessario. L'insulina, prodotta dopo un pasto al fine di abbassare la glicemia, è in grado di inibire e sopprimere l'autofagia cellulare mentre Il glucagone, ha un ruolo opposto permettendo la mobilitazione degli zuccheri conservati sotto forma di glicogeno al fine di ripristinare la glicemia che durante i periodi di digiuno tende a diminuire. In pratica il digiuno favorisce quei processi che consentono al corpo di auto-ripararsi e rigenerarsi, fenomeno che sarebbe inibito nelle ore successive ad un pasto.

Aumento della sintesi di cortisolo

Come il GH e il glucagone anche questo composto favorisce l'ossidazione lipidica e la mobilizzazione dei grassi. Inibisce inoltre l'assorbimento di glucosio favorendo l'innalzamento della glicemia, agendo in maniera antagonista alla insulina.

Grelina

Il digiuno intermittente normalizza anche i livelli di grelina, conosciuto come "l'ormone della fame" diminuendo in questo modo il desiderio di mangiare (fattore fondamentale in ipocalorica) soprattutto rivolto agli zuccheri, a volte indotto da fattori esterni al reale senso di sazietà (stress).

Corpi chetonici

Durante le ore di digiuno o di scarso apporto di carboidrati, nel cervello avvengono degli adattamenti che portano ad utilizzare i grassi come substrato alternativo e assieme ad essi anche i dei corpi chetonici (composti che si formano quando la gluconeogenesi porta alla sottrazione di intermedi al ciclo di Krebs, indirizzando l'acetil-CoA alla loro produzione) dai quali il cervello può ricavare fino a circa il 75% dell'energia in seguito ad adattamento, diversi studi hanno provato che la produzione di corpi chetonici può ridurre la sensazione di fame. Oltre a ciò, anche l'accumulo di FFA (acidi grassi in forma libera) ha dimostrato poter portare ad una riduzione dell'assunzione di cibo e dei livelli di glucosio attraverso l'azione su alcuni neuroni ipotalamici.

Ormone della crescita (HGH)

il growth hormone viene stimolato in condizioni di ipoglicemia ovvero quando i livelli di glucosio nel sangue sono inferiori alla norma; tale situazione si presenta durante le ore di digiuno come conseguenza della non introduzione di glucidi. L ormone in questione perciò aumenta le concentrazioni ematiche di acidi grassi facilitando la degradazione dei trigliceridi (lipolisi) immagazzinati nel tessuto adiposo e incrementa la concentrazione ematica di glucosio diminuendone la captazione da parte del tessuto muscolare, i quali sfruttano al suo posto gli acidi grassi come combustibile metabolico.

HGH struttura chimica
Esso stimola anche la crescita dei tessuti molli sia attraverso l'aumento del numero di cellule che lo compongono (iperplasia) che aumentandone la dimensione (ipertrofia).

Riduce lo stress ossidativo

Il digiuno diminuisce l'accumulo di radicali ossidativi nelle cellule, quindi riduce il danno ossidativo di proteine cellulari, lipidi e acidi nucleici, associati a invecchiamento e malattie.

BDNF

Il digiuno (soprattutto quello a giorni alterni) stimola la produzione di una proteina chiamata brain-derived neurotrophic factor (BDNF) dal 50 al 400% a seconda della regione del cervello, la quale promuove il rilascio di nuove cellule cerebrali e numerosi altri composti che proteggono il nostro organismo da patologie di derivazione nervosa come Parkison e Alzheimer.

Catecolamine

l' aumento di adrenalina e noradrenalina prepara il corpo ad un elevato stress psicofisico attraverso una moltitudine di processi fisiologici tra cui:

  • aumentando il numero di atti respiratori
  • aumentando la glicogenolisi
  • aumentando la gluconeogenesi
  • aumentando la lipolisi
  • inibendo la glicogeno sintesi
  • diminuendo l'insulina
  • aumentando la secrezione di glucagone
  • aumentando la glicolisi

Incremento della secrezione di adinopectina

L'adiponectina è una proteina della famiglia delle citochine prodotta unicamente dal tessuto adiposo e rilasciata direttamente nel flusso sanguigno. I livelli di presenza dell'ormone sono inversamente collegati con la percentuale di adipe, essa promuove l'ossidazione degli acidi grassi nei muscoli, ne riduce l'apporto al fegato e il contenuto di trigliceridi e diminuisce la produzione di glucosio a livello epatico.

Incremento UCP3 (proteina disaccoppiante 3)

Questo tipo di proteine agiscono incrementando la permeabilità della membrana mitocondriale, ai protoni portando alla generazione di calore che nel tessuto adiposo bruno agisce sulla catena respiratoria, permettendo una veloce ossidazione del substrato con una minima produzione di ATP. Nello specifico la ucp3, predominante nel tessuto muscolare scheletrico, agisce regolando la produzione di ROS (reactive oxygen species), il trasporto di acidi grassi e il metabolismo del glucosio nei muscoli; questi sono fattori essenziali per incrementare la capacità metabolica totale del nostro organismo.

Avvertenze e controindicazioni del digiuno intermittente

Il digiuno intermittente però non è adatto a tutti, prima di approcciarsi a questo tipo di regime alimentare è bene iniziare a ripulire un po la propria alimentazione.
Soprattutto ai novizi potrebbe dare agitazione, nervosismo, una sensazione di prostrazione, di fatica esagerata, e sensazione di gonfiore pertanto se ne consiglia un approccio graduale (ad esempio iniziando saltando un pasto m senza calcolare i tempi esatti in termini di ore).
Si tratta in ogni caso di un protocollo da affrontare con l'assistenza di un professionista che verifichi che nonostante la restrizione calorica non si creino carenze o non si verifichino pericolosi squilibri elettrolitici.
Il digiuno intermittente è assolutamente controindicato durante la gravidanza e l'allattamento, in soggetti con problemi tiroidei, con diabete di tipo I o di tipo II trattati con insulina e altri farmaci (in quest'ultimo caso è necessaria una supervisione medica per adattare le dosi del farmaco).

E ovviamente è sconsigliato in tutti i soggetti che soffrano di disturbi del comportamento alimentare.

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