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Ashwagandha: un prezioso alleato contro lo stress!
Ashwagandha: un prezioso alleato contro lo stress!

Ashwagandha: un prezioso alleato contro lo stress!

Data: 02 maggio 2021

Uno degli elementi nutraceutici fitoterapici che più mi hanno affascinato negli ultimi anni è l’Ashwagandha (o Withania somnifera, ma anche definita "Ginseng Indiano") una delle erbe più potenti nella medicina ayurvedica di cui sono stato tra i primissimi a parlarne in Italia.

In sanscrito, Ashwagandha significa "odore di cavallo", richiamando al suo conferire “la forza e il vigore di uno stallone”. Utilizzata da millenni nella medicina ayurvedica, l’ashwagandha è considerata come un "Rasayana", un tonico per ripristinare e conservare salute e promuovere la longevità. Ad essa vengono attribuite note ed efficaci azioni ansiolitiche, ipotensive, antidolorifiche e proprietà antiossidanti, oltre ad essere utilizzata per trattare le problematiche relative a impotenza ed infertilità.

Oggi è arrivata ad essere sempre più conosciuta ed apprezzata anche dal mondo occidentale moderno "stressato" e adrenalinico, come "adattogeno" per eccellenza capace di aumentare la capacità del corpo di saper gestire e rispondere agli stressors di varia natura, in grado di dare sollievo, contrastare gli stati d'ansia, di favorire il rilassamento, e la lucidità mentale in caso di stanchezza cronica psicofisica. Il merito di queste potenti proprietà adattogene derivano dalla sua composizione di elementi bioattivi sotto forma di lattoni steroidei, nella fattispecie dei "witanolidi". Primo fra tutti " la witaferina A", il suo principio attivo più potente di questa straordinaria pianta medicinale alle quali vengono attribuite le diverse attività antinfiammatorie, cardioprotettive, soprattutto neuroprotettive, e a livello del sistema immunitario

Ma la sua azione più riconosciuta e confermata dalla ricerca è quella sul discorso della salute del cervello, del sistema nervoso e del panorama neurocognitivo che estende il suo potenziale campo d'azione dal solo supporto agli stati d'ansia e da stress. Questa “cugina” del pomodoro, migliora la salute e la funzione del cervello in diversi modi, come potenziare l’efficacia “legante” dei recettori GABA e la serotonina nel cervello. Sembra agire in maniera interessante sui recettori dei neuroni, consentendo al GABA di connettersi così più facilmente, ed inibire così i segnali presenti dalla risposta allo stress. Tonico-adattogeno quindi per eccellenza che migliora le prestazioni cognitive e psicomotorie (in un cervello sano), dal particolare effetto "antiaging" sugli assoni e dendriti delle cellule nervose cerebrali, che favorisce le sinapsi, le giunzioni in cui le cellule nervose comunicano.

Sappiamo inoltre che lo stress cronico e il cortisolo possono danneggiare alla lunga il cervello, alterando le reti neurali. Il cortisolo crea un effetto domino che attraversa la connessione “software” tra l'ippocampo e l'amigdala, l'area responsabile della tua risposta di lotta o fuga che resta in “allarme permanente”, anche quando non c’è bisogno, o basta pochissimo per attivarlo ed avere una risposta non proporzionale. Ecco che l’Ashwagandha arriva ad intervenire proprio per ripristinare quegli equilibri fisiologici e “sedare le minacce” rilevate quando non c’è n’è il reale bisogno.

Se stiamo vivendo un forte affaticamento e annebbiamento del cervello ("brain fog") specie al risveglio, se siamo perennemente “scarichi” e senza forze, se la motivazione è a terra con un morale altalenante, dove l’ansia diventa una spiacevole zavorra quotidiana, l’Ashwagandha è l’elemento tra i più interessanti ed efficaci che la fitoterapia orientale ci abbia trasmesso “oggi”, e dove la scienza moderna ha dato già diverse conferme. Un elemento nutraceutico straordinario che può essere di aiuto a chiunque attraversi fasi di stress psicofisico, da professionisti di vari settori, atleti, militari, o chiunque  debba ripristinare “a monte” la capacità di rispondere con lucidità ed efficienza agli agenti o alle situazioni stressanti sia mentali che fisiche oltre che a sapersi riposare quando non c’è  il “pericolo”, ponendo un freno sui livelli di cortisolo, con miglior equilibrio su quelli di acetilcolina che rinvigoriranno prestanti in modo da poter pensare di nuovo con lucidità, con più calma e migliorando i tempi di reazione.

 

REFERENZE SCIENTIFICHE

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