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Acido Pantotenico (Vitamina B5) e pantetina: ecco le fonti alimentari e le sue attività principali

Acido Pantotenico (Vitamina B5) e pantetina: ecco le fonti alimentari e le sue attività principali

di in Integrazione - Vitamine e minerali

ultima modifica: 05 febbraio 2019


L'acido pantotenico, o vitamina B5, è utilizzato nella sintesi del coenzima A (CoA) e della proteina di trasporto dell'acile (ACP), due composti che hanno un ruolo critico nell'utilizzazione dei grassi e dei carboidrati nella produzione di energia e nella sintesi degli ormoni surrenalici e della maturazione dei globuli rossi.

L'acido pantotenico, o vitamina B5, è utilizzato nella sintesi del coenzima A (CoA) e della proteina di trasporto dell'acile (ACP), due composti che hanno un ruolo critico nell'utilizzazione dei grassi e dei carboidrati nella produzione di energia e nella sintesi degli ormoni surrenalici e della maturazione dei globuli rossi.
La carenza di acido pantotenico è piuttosto rara negli esseri umani poi ché è presente in un grande numero di alimenti. Il suo nome, infatti, deriva dalla parola greca panios, che significa 'dappertutto'. Supplementi di acido pantotenico vengono spesso usati per sostenere la funzione surrenatica e la funzionalità articolare, mentre la pantetìna, la forma stabile più attiva di acido pantotenico, viene utilizzata per abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Fonti alimentari

Le maggiori concentrazioni di acido pantotenico si riscontrano nel fegato e nelle came di altri organi, nel pesce e nel pollame. Buone fonti vegetali sono i cereali integrali, i legumi, le patate dolci, i broccoli i cavolfiori, le arance e le fragole. Anche se non ne è stato stabilito ufficialmente il fabbisogno, si ritiene adeguata una dose giornaliera compresa tra 4 e 7 mg (vedi tabella 13.1).

Segni e sintomi di carenza

 Nell'uomo, la carenza grave di acido pantotenico è caratterizzata dalla "sindrome del piede infuocato'. I sintomi comprendono intorpidimento e fitte di dolore ai piedi. Il primo segno del deficit di acido pantotenico è probabilmente la fatica. Uomini sani nutriti con una dieta povera di acido pantotenico manifestano dopo due mesi segni di affaticamento e svogliatezza(1).

 

 Tabella 13.1 Contenuto di acido pantotenico in alcuni alimenti
Lievito di birra 12,0
Lievito di torula* 11,0
Fegato di vitello 8,0
Arachidi 2,8
Funghi 2,2
Farina di soia 2,0
Piselli 2,0
Soia 1,7
Farina d'avena 1,5
Farina di grano saraceno 1,4
Lenticchie 1,4
semi di girasole 1,4
Farina di segale integrale 1,3
Broccoli 1,2
Ceci secchi 1,2
Germe di grano tostato 1,2
Avocado 1,1
Farina di frumento integrale 1,1
Nocciole 1,1
Peperoncino rosso 1,1
Riso integrale 1,1
Cavolfiore 1,0
Cavolo riccio 1,0
Riso selvatico 1,0
I valori sono espressi in mg su 100 g di alimento.

Dose giornaliera raccomandata

Anche se non esiste una dose giornaliera raccomandata per l'acido pantotenico, sono state stabilite le dosi sicure ed efficaci.

Dose consigliate, sicure ed efficaci per l'acido pantotenico
Lattanti
sotto i 6 mesi
6-12 mesi

2 mg
3
Bambini e adulti
1-6 anni
7-10 anni
oltre gli 11 anni

3-4
4-5
4-7

Effetti benefici

L'acido pantotenico come coenzima A (CoA) e proteina di trasporto dell'acile (ACP) influisce positivamente sull'utilizzazione di grassi e carboidrati, sulla produzione di energia, sulla sintesi degli ormoni surrenalici e sulla maturazione dei globuli rossi. La pantetina, forma stabile della panteteina, a differenza dell'acido pantotenico è in grado di ridurre significativamente i livelli sierici del colesterolo e del trigliceridi.

Forme disponibili

L'acido pantotenico è disponibile più spesso come pantotenato di calcio. La forma più attiva e utile è la pantetina.

Avvertenze e precauzioni

Non sono stati segnalati effetti collaterali o reazioni negative dovute all'acido pantotenico o alla pantetina.

Interazioni

L'acido pantotenico partecipa insieme con la carnitina e il coenzima q10 al trasporto e all'utilizzo degli acidi grassi. Non si conoscono interazioni tra acido pantotenico e altri farmaci.

 

NOTE

1. Fry PC, et al., Metabolic response to a pantothenic acid deficient diet in humans. J Nutr Sci Vitaminol 22, 339-346, 1976.

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