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Acidità di stomaco: cause e rimedi naturali

Acidità di stomaco: cause e rimedi naturali

di in Integrazione - Estratti d'erbe

ultima modifica: 06 febbraio 2017


La Scienza ufficiale si divide da anni tra chi ritiene responsabile di acidità di stomaco un microorganismo: l'Helicobacter Pilori e chi attribuisce la causa a un insieme di fattori predisponenti e patogenetici. Regole valide per tutti coloro che soffrono di acidità gastrica.

Un problema molto diffuso nella popolazione, anche sportiva, è l’acidità di stomaco, insieme alla gastrite propriamente detta; sia essa acuta o cronica il disturbo è notevole e può progredire fino a divenire una compagnia invalidante; sui cambi di stagione, o in periodi della vita del soggetto particolarmente tesi ed emotivamente carichi il problema si accentua in modo prepotente e vedremo perché. Ben differente dall’acidosi, l’acidità di stomaco trova la sua causa in un insieme di fattori predisponenti e patogenetici che vedremo e che molto spesso possono venire affrontati, uno o più per volta e portare alla drastica riduzione nonché alla scomparsa del sintomo.
La Scienza ufficiale si divide da anni tra chi ritiene responsabile un microorganismo, l’Helicobacter Pilori e chi invece assume che questo batterio sia un nostro normale ospite a livello di apparato gastroenterico e che solamente la presenza di altri fattori dia origine alla patologia conclamata.

Helicobacter Pilori
Helicobacter Pilori

 

La Medicina Naturale fa parte di quest’ultima schiera e non per partito preso bensì perché da decenni la sintomatologia è attenuata o addirittura eradicata senza intervento alcuno sul batterio in questione.

 

Se Helicobacter fosse il responsabile non si vede perché non lo si dovrebbe trattare con un normale antibiotico (senza entrare nello specifico delle diverse classi di antibiotici esistenti) come facciamo con tutti gli altri batteri.

La Medicina ufficiale pecca però , e lo fa in decine di patologie, nel non preoccuparsi mai di fattori individuali del soggetto che possono portare al manifestarsi del sintomo. Ogni soggetto è a sé stante sotto mille punti di vista: alimentazione, atteggiamento mentale, temperamento, stile di vita, tipi di stress quotidiani evitabili o meno; perché dovremmo standardizzare l’approccio nei confronti di tutti prendendo in esame la singola patologia ( uguale per tutti…se è gastrite è gastrite per tutti) e non il singolo individuo (sottoposto a decine di differenti fattori psico-fisico-sociali) che alterano l’organismo (terreno) su cui una patologia può o meno fare presa; Pasteur disse già molto tempo fa: Il terreno è tutto….. il microbo è niente. E sappiamo bene chi fu Pasteur… e se lo disse lui…

La Medicina ufficiale sbrigativamente distribuisce a pioggia antiacidi e inibitori di pompa, arenandosi come spesso fa, sul curare il sintomo e tamponare (mai verbo fu più corretto) la situazione piuttosto che cercarne la causa all’origine.

Alimentazione e psicologia

La medicina naturale valuta in questi casi molti aspetti del soggetto andando a sviscerare la sua alimentazione ma anche la sua psicologia…. e la soluzione di tutto è proprio là. Le prime regole, valide per tutti coloro che soffrono di acidità gastrica e/o gastriti conclamate sono generiche e semplici e spesso possono fare già la differenza:

  1. Corrette combinazioni alimentari: spesso dimenticate a favore del palato o di ipotetiche necessità di miscelare nutrienti contrastanti, hanno le loro basi nel non miscelare tra loro proteine di origine diversa ( no quindi a uova e pancetta, a uova e formaggio e altre amenità culinarie), nel tenere la frutta rigorosamente a sé stante (no quindi a miscele di frutta e latte, yogurt alla frutta, frutta dopo i pasti ecc) e, nei casi più gravi , nel dissociare completamente l’alimentazione creando per il soggetto pasti a sola base di proteine e altri a sola base di carboidrati (avendo i due macroalimenti esigenze digestive enzimatiche totalmente contrapposte).
  2. Eliminazione di alcuni alimenti: cipolla, aglio, pomodoro, latte, spezie piccanti.
  3. Porre in atto azioni nel proprio quotidiano che consentano una condizione mentale distesa e rilassata. A tal proposito la cosa puo’ essere affrontata temporaneamente (specie quando il soggetto è costituzionalmente ansioso) coadiuvando l’intervento con fitoterapia specifici i quali lavorando sul diencefalo , hanno come risultato una minor stimolazione del nervo pneumogastrico nella sua parte vagale ( inibitoria la chiamerei per semplificare).

L’individuo ansioso ha, per lo più, due “valvole di sfogo”: l’intestino per il quale si verificano stitichezze irremovibili e che durano decenni, oppure lo stomaco, dando luogo a bruciore e gastropatie.
Il gastroepatico è infatti, ed è risaputo, un ansioso/ansiogeno per eccellenza; non troveremo mai un individuo saffico che soffra di gastropatie.
Ficus Carica in macerato glicemico, Tilia Tomentosa in tintura madre, Biancospino, possono essere tra i rimedi utili per risolvere il problema. La parte fondamentale da risolvere è comunque l’alimentazione poiché senza questo tipo di intervento il resto sarebbe completamente inutile. A livello sintomatico ottimo il bicarbonato di potassio che, a differenza del bicarbonato di sodio, non crea gonfiore gastrico né incrementi pressori né diarrea ( nei soggetti più sensibili).

Biancospino
Biancospino


Bibliografia:

La medicina naturale alla portata di tutti; Manuel Lezaeta Acharan Trattato di Medicina Naturale Joseph E.; Pizzorno Jr; Michael T.; Murray

 

Contributions to the phytotherapies of digestive disorders: Traditional knowledge and cultural drivers of Manoor Valley, Northern Pakistan. Rahman IU1, Ijaz F2, Afzal A3, Iqbal Z4, Ali N5, Khan SM6.

Tag: acidità di stomacoacidità gastricagastrite

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